Una delle commedie musicali più famose interpretate da Enrico Montesano si chiamava “Se il tempo fosse un gambero”: una storia a metà tra Faust e la meccanica quantistica, il desiderio di ogni essere umano di tornare giovane e non rimpiangere il tempo passato. Andiamo in ordine di narrazione. Enrico Montesano è nato a Roma Il 7 giugno 1945, quando la città eterna era libera da circa un anno. La sua era una famiglia di artisti. Il suo trisavolo Nicola era un attore comico dell’800, suo nonno Enrico era un direttore d’orchestra. Enrico Montesano si è diplomato geometra e subito ha accantonato l’idea di proseguire la strada dei cantieri, per esordire in teatro, già nel 1966, al Piccolo teatro Goldoni. L’anno successivo ha esordito al Puff, il locale romano fondato da Lando Fiorini e che ha visto protagonisti i migliori talenti romani del dopoguerra. Enrico Montesano ha preso parte in quegli anni ai primi film, come “Nel sole” accanto a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e la coppia Albano e Romina. Nel 1968 Montesano ha affiancato Paolo Villaggio nel programma televisivo “Quelli della domenica”. Un a locale di cabaret molto noto a Roma è il Bagaglino, dove, dalla fine degli anni sessanta in poi, Enrico Montesano ha stretto un sodalizio con Castellacci e Pingitore e Gabriella Ferri, con la quale è stato protagonista dei programmi televisivi “Dove sta Zazà” e “Mazzabubù“. Nei primi anni settanta c’era un programma radiofonico molto seguito dal titolo Gran Varietà, che andava in onda la domenica mattina, nel quale Enrico Montesano ha interpretato personaggi entrati nella memoria collettiva, come: Torquato il pensionato, Dudù il gagà e Cocò, la Romantica donna inglese, che, poi, ha portato in televisione con grande successo. Enrico Montesano ha cavalcato la grande notorietà di quegli anni, dividendosi tra cinema con pellicole come: Boccaccio e Il prode Anselmo e il suo scudiero, Io non vedo, tu non parli, lui non sente, antesignano della situazione politica odierna. Nel 1976 vestì i panni di Pomata nella pellicola cult di Steno, Febbre da cavallo. Il film non ebbe un grande successo, solo anni dopo è diventato un fenomeno di costume, ma le sue battute sono entrate nell’immaginario collettivo di migliaia di appassionati. Enrico Montesano ha vinto un David di Donatello ed è tornato in televisione con il programma Quantunque io, che ha messo in luce le sue doti da mattatore. Il 1978 ha visto Enrico Montesano di una delle più memorabili rappresentazioni del Rugantino di Garinei e Giovannini. Montesano è stato affiancato da Alida Chelli, Aldo Fabrizi, un magnifico Mastro Titta e Bice Valori. Gli anni ottanta hanno accompagnato la carriera molteplice di Enrico Montesano. Dal teatro, con Bravo, una commedia musicale sempre di Garinei e Giovannini, che gli valse la Maschera dell’Istituto del Dramma Italiano, al cinema con Aragosta a colazione, Il ladrone, Qua la mano, questi ultimi diretti da Pasquale Festa Campanile, pellicole che valsero a Montesano il secondo David di Donatello. Poi ancora numerosi film, come Il conte Tacchia, accanto a l’immenso Paolo Panelli e Vittorio Gassman, Mi faccia causa, sempre con Steno regista, Sotto…sotto…strapazzato da anomala passione, ovviamente di Lina Wertmuller. Enrico Montesano ha recitato insieme a un altro importante protagonista del cinema, Carlo Verdone, il film era I due carabinieri, correva l’anno 1984. Nel 1986 è arrivato il grande successo teatrale con la commedia che abbiamo già evidenziato, Se il tempo fosse un gambero, che ha visto l’esordio di Nancy Brilli. Due anni dopo, Enrico Montesano è tornato in televisione per condurre l’edizione di Fantastico che ancora oggi detiene il record di ascolti, circa 12 milioni di spettatori di media ogni puntata. Sempre per la televisione Enrico Montesano ha diretto e interpretato due stagioni della serie Pazza famiglia, che ha avuto grandi ascolti e apprezzamenti da parte del pubblico. Nel 1997 Enrico Montesano è stato chiamato a condurre una nuova edizione di Fantastico, che non ebbe lo stesso successo di quella del 1988. È tornato a togliersi grandi soddisfazioni e stabilendo record di incassi con lo spettacolo E menomale che c’è Maria! in cartellone al Sistina di Roma e con la regia di Pietro Garinei. Enrico Montesano ha preso parte al sequel di Febbre da cavallo, che non fu molto gradito dal pubblico di appassionati cultori del primo storico film di Steno. Negli anni duemila il suo impegno è stato catalizzato dalla televisione, con film e serie e una commedia musicale diretta da Fausto Brizzi, C’è qualche cosa in te. Enrico Montesano ha alternato la sua carriera di artista con quella politica. È stato consigliere comunale con il PSI ed europarlamentare nelle fila del PDS di Achille Occhetto, dopo la svolta della Bolognina, ma questa è un’altra storia. Oggi Enrico Montesano è un signore di 80 anni che forse spera davvero che il tempo sia un gambero, che tuttavia ha impresso un’orma importante nell’arte del ventesimo secolo.
Enrico Montesano: se il tempo fosse un gambero
