Anche il mese di marzo, tradizionale mese della primavera e del “risveglio” della campagna e della vita stessa, è tradizionalmente legato a numerosi proverbi e detti popolari. Nel particolare, questi detti popolari dell’antica tradizione contadina sono legati alle previsioni metereologiche come per esempio “A San Giusepp ( 19 marzo) se guarna el scaldalett” cioè non è più necessario scaldare le lenzuola prima di coricarsi.Il frate, o scaldaletto, è un oggetto in legno, simile ad una gabbia al cui interno veniva posto un pentolino per raccogliere le braci del camino. Veniva utilizzato nelle fredde sere invernali per scaldare il letto prima di coricarsi.
Ma marzo è anche il mese dei cambiamenti repentini nel tempo : “Mars l’è un fiol d’una buna dona :ura fioca, ura tira vent o fa bel temp” cioè “Marzo è figlio di una “buonadonna”: piove, nevica , c’è un forte vento oppure fa bel tempo” ed anche “Nev marsalina dura da la sera a la matina” cioè la neve in marzo si scioglie presto.
Occorre però andar piano nel togliersi gli abiti invernali come consiglia questo proverbio “Mars e april gnanca un fil, magg adas, adas” anche se le giornate si allungano “Mars marsott, el dì l’è istess cume la nott” cioè la durata della luce diurna è uguale a quella notturna. Per la campagna, e per il frumento in particolare, è auspicabile che marzo sia un mese asciutto “Per el frument, en mars gh’ha da pisà gnanca una rundana”.
Chiudiamo con un avvertimento “profetico” che dice “Se mars el gha cinch venerdì, tristessa tutti i dì” fortunatamente una coincidenza che non si verifica in questo anno.
Marzo pazzo, anche nei proverbi
