I dati sono impressionanti; ogni anno in Italia (fonte INAIL) si verificano oltre mille incidenti mortali sul lavoro, oltre 250 in itinere, 800 per aver contratto malattie professionali, 3200 sulle strade e, fenomeno ancor più tragico, oltre 8000 in ambito domestico. A questi dati, già di per sé drammatici, vanno aggiunte le migliaia inabilità permanenti che comportano una riduzione o un azzeramento delle capacità lavorative. Nonostante la sicurezza nel mondo del lavoro sia regolamentata dalla legge 81 del 2008, che ha raccolto in sé tutta la legislazione precedente e la cui puntuale applicazione ha portato ad una notevole diminuzione di incidenti, permane uno zoccolo duro sotto il quale non si riesce a scendere; ciò è dovuto o a comportamenti impropri dell’organizzazione aziendale o a comportamenti inadeguati dei lavoratori dettati spesso da eccessiva confidenza o leggerezza nelle le operazioni da svolgere. Se tutti gli accorgimenti previsti dalla legge di cui sopra venissero osservati gli incidenti sul lavoro sarebbero solo un brutto ricordo; una cosa è comunque certa: non esiste fatalità ma solo negligenza dei vari soggetti che operano in questo contesto. Analoga situazione la si può osservare negli incidenti stradali, anche qui gli utenti, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti o automobilisti sono tenuti a rispettare il Codice della Strada l’inosservanza del quale comporta le tragiche conseguenze che ben conosciamo.
Le cause di ciò sono essenzialmente dovute per l’1 per cento alle condizioni del mezzo, per il 9 per cento alle condizioni ambientali e per il restante 90 pr cento al fattore umano (guida sotto l’effetto di alcol o droghe, uso improprio del telefono, eccesso di velocità ecc.). Ed eccoci alle note ancor più dolenti: l’ambiente domestico, la nostra casa che dovrebbe essere il simbolo di riparo dai pericoli e che invece si rivela spesso, troppo spesso, trappola mortale causata dai nostri avventati comportamenti. In questo caso non esiste una legge o un codice che ci tuteli o ci insegni come dobbiamo comportarci. Possiamo quindi solo fare affidamento al buon senso ovvero alla Cultura della Sicurezza.

La Federazione dei Maestri del Lavoro, con un protocollo concordato con INAIL e Ministero della Cultura e del Merito, ha messo a disposizione per tutte le scuole e gratuitamente l’esperienza dei propri Maestri per divulgare il più possibile questo tipo di Cultura. Nella provincia di Massa Carrara, grazie all’impegno del Console Maestro Gino Piccini coadiuvato dai Maestri, che citeremo solo per nome, Alessandro, Andrea, Carlo e Giovanni, già da alcuni anni si tengono presso alcune scuole di vario grado i corsi sulla Cultura della Sicurezza il cui scopo è quello di illustrare, definire e riconoscere il concetto di Pericolo, il concetto di Rischio, che si manifesta ogniqualvolta ci si trova di fronte al pericolo, ed il conseguente Danno che ne può derivare. In particolare, per quanto riguarda l’ambiente domestico viene evidenziato come il 10 per cento degli incidenti sia dovuto ad uso improprio di apparecchi elettrici, il 40 per cento a distrazioni o manovre errate ed il 50 per cento a cadute. Il tutto viene illustrato con slide dalla grafica accattivante adatta ai vari livelli di scuola suscitando notevole interesse negli studenti molti dei quali sentono parlare di questo tema per la prima volta. Particolare entusiasmo, curiosità e partecipazione è stata riscontrata negli alunni di quarta e quinta della scuola primaria ai quali viene rilasciato un attestato di “Ambasciatore della Sicurezza” di cui vanno fieri; il che dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia utile e proficuo per il futuro seminare la Cultura della Sicurezza già nei primi anni di vita.
Al termine delle lezioni viene richiesto ai partecipanti di compilare un questionario del tutto anonimo dall’esame del quale si possono ricavare una serie di osservazioni utili a limare le esposizioni dei Maestri ed a renderle ancora più coinvolgenti. Non capita di rado che, alla fine, queste chiacchierate terminino con spontanee piccole “standing ovations” da parte degli studenti a dimostrazione della bontà dell’argomento trattato. I Maestri del Lavoro continueranno la loro attività anche nei prossimi anni nella speranza che tutte le scuole della nostra Provincia aderiscano a questa lodevole iniziativa e nella certezza che la diffusione capillare della Cultura della Sicurezza nelle nuove generazioni possa portare ad una drastica diminuzione dei drammatici numeri citati in apertura.
