Chi, tra i lettori, è di fede cattolica e va a Messa, saprà bene che, durante questo rito, si recita una preghiera chiamata “Credo” che, ad un certo punto, parlando di Dio dice “…e parlò per mezzo dei profeti”. La parola, il Verbo ha una grande importanza per il credente cristiano, perché è attraverso di essa che Dio crea il mondo e comunica con gli uomini. In una sezione dell’Antico Testamento che gli ebrei chiamano Nevi’im, si narrano le vicende dei profeti che vennero chiamati per essere portatori della Parola di Dio. Nevi’im deriva da “Navi” che significa annunciare o chiamare, per cui il profeta era colui che è stato chiamato, colui che annuncia. Il profeta, per farla breve, non era quello che prediceva il futuro, compito assegnato anticamente agli indovini, ma colui che riceveva la Parola, un messaggio da Dio che doveva essere poi diffuso al popolo eletto.

In Africa, cristianesimo e islam si dividono in egual misura il numero di fedeli, ma in Kenia circa l’83 per cento della popolazione si dichiara cristiana, suddivisa all’incirca in un 23 per cento di cattolici ed un 47,7 per cento di protestanti, per lo più anglicani. In seno ad una di queste nuove chiese protestanti, che ultimamente spuntano come funghi, è emerso un personaggio che sta letteralmente spopolando e che ha conquistato una gran fetta dei credenti, mischiando alla croce riti animisti e credenze locali. Il suo nome è David Owuor e prima di cominciare la sua missione da predicatore nel 2000, nelle strade di Nakuru, era uno scienziato e ricercatore negli Stati Uniti d’America grazie ad una laurea in genetica molecolare ottenuta presso l’Università Ben Gurion del Negev in Israele, o almeno così narra la sua non troppo verificata autobiografia. Decisive sono state la visioni e le chiamate personali ricevute, che lo hanno spinto ad intraprendere una missione evangelizzatrice con incontri seguiti da migliaia di persone, ovunque egli si muova. Per valorizzare al meglio le sue prediche, Owuor compie miracoli di ogni sorta, sana gli storpi, rende la vista ai ciechi, dona la voce ai muti e qualche volta resuscita anche i morti, ma i dubbi su questi presunti miracoli sono notevoli, molto probabilmente si tratta di abili truffe orchestrate insieme a suoi complici dotati di scarso senso morale. Le stesse chiese anglicane sconsigliano vivamente i fedeli di assistere a queste riunioni poco edificanti, ma quando le persone coinvolte giacciono in una situazione di estrema povertà e indigenza è veramente difficile riuscire a convincerli che si tratti di un mistificatore, di un falso profeta. Don Gianni Sini, noto esorcista cattolico italiano, intervistato dal giornalista Bruno Volpe sulla pagine della rivista “Informazione Cattolica”, è stato abbastanza chiaro: “Nessuno può dirsi o autoproclamarsi profeta, non ci si improvvisa e non ci si investe profeti. È irragionevole credere che questi personaggi facciano guarigioni e siano investiti da Dio. Siamo all’abuso della credulità popolare e anche per difesa delle tasche è bene non prestare attenzione a ciarlatani di ogni specie e tipo. Non correre dietro ai ciarlatani” e obiettando sul fatto che citi la Bibbia e l’Apocalisse (giovannea, n.d.r.) ha puntualizzato: “Può citare quello che vuole. Mi sono documentato e questo signore ha una idea del tutto errata e senza basi teologiche di Dio e del libro dell’Apocalisse che non è un testo misterioso, pauroso, minaccioso, ma anzi, come Rivelazione, indica l’amore di Dio che fa nuove tutte le cose”.
Qualche ateo potrebbe opporsi anche a queste dichiarazioni, ma, se andiamo a scandagliare con più attenzione l’operato di questo sedicente profeta, scopriamo che, ospite nel 2025 di Nicolas Maduro, l’ormai deposto dittatore del Venezuela, disse di aver ricevuto in sogno una rivelazione secondo la quale nessuno si sarebbe mai potuto avvicinare a lui. Nemmeno due mesi dopo, con un’operazione militare quasi chirurgica, il presidente Trump gli ha fatto fare la fine del generale Noriega. Nel 2013, durante una visita in Cile, dichiarò di aver profetizzato la scossa di terremoto di magnitudo 8.8 che si er verificata in pieno Oceano Pacifico tre anni prima, naturalmente senza dir nulla a nessuno. Questa finta previsione gli valse un largo seguito in Sudamerica , tanto che in Brasile nel 2024 gli fu donato un jet privato, un Learjet L45 per la precisione, del costo di circa 11,5 milioni di dollari, per agevolarlo nella sua opera di evangelizzazione. L’ultimo miracolo, in ordine di apparizione, riguarda la guarigione di un numero imprecisato di persone affette dall’HIV, malattia che in Africa miete un gran numero di vittime.

L’ultima trovata invece, in termini di propaganda evangelizzatrice, riguarda i nuovi metodi che l’Altissimo avrebbe deciso di utilizzare per comunicare con Owuor. Se con Mosè utilizzò l’espediente del roveto ardente per poi passare alla colonna di nube, alle tavole della Legge ed infine ad un colloquio vis a vis, con il novello profeta ha deciso di utilizzare un metodo più moderno e giovanile: Whatsapp! Infatti David Owuor ultimamente ha mostrato ai discepoli della sua “Chiesa della Conversione e della Santità” uno screenshot di una sua conversazione con Dio stesso nella quale discute le modalità con le quali avrebbe dovuto convocare una delle sue affollatissime adunate.
Lascio al lettore qualsiasi interpretazione di questa chat ma un paio dubbi mi assalgono: qual è il numero di telefono di Dio e soprattutto che piano tariffario è riuscito a stipulare?
