La Lunigiana ha sempre esercitato un potere attrattivo per artisti di ogni genere: cantanti, pittori, scultori che, ammaliati dalla natura e dal panorama storico culturale che li circonda, hanno creato opere d’arte di grande valore. Nel 1974, il castello della Verrucola di Fivizzano, fu acquistato da uno dei più grandi scultori italiano del ‘900, Pietro Cascella, che lo restaurò, facendolo diventare, oltre che un’ abitazione privata, anche un suo studio di progettazione, un vero e proprio cuore pulsante di arte e genialità.

Pietro Cascella era originario di Pescara dove nacque nel 1921, da una famiglia di artisti infatti sia il nonno Basilio che il padre Tommaso e lo zio Michele, erano affermati pittori e ceramisti. Si trasferì a Roma nel 1938 per frequentare l’Accademia di Belle Arti, che gli permisedi partecipare alla IV^ edizione della quadriennale di Roma nel 1938 e successivamente, dopo la fine della seconda guerra mondiale, alla prima edizione della Biennale di Venezia, dove ritornò anche nell’edizione del 1956 ed in quella del 1966. Due anni dopo nel 1958 progetterà insieme al fratello Andrea, anch’egli scultore e con l’architetto Lafuente il monumento alle vittime di Auschwitz, che realizzerà nel 1967. L’artista immaginò l’imponente torre che sovrasta il memoriale come “Una spettrale barriera, crudele e decisa, in opposizione paurosa, una vendetta biblica, una lunga tragica opposizione, uno sbarramento a quanti vorranno ancora uccidere”.

Nel 1970 iniziò a lavorare al monumento a Mazzini a Milano dando il via ad una lunga serie di opere monumentali che porteranno il suo nome in tutto il mondo tra cui l’Arco della Pace a Tel Aviv, l’Omaggio all’Europa a Strasburgo e il Sole e Luna a Riad.La sua presenza in territorio lunigianese ha permesso al territorio di godere delle sue opere tra cui il monumento Bella Ciao a Massa, Cento anni di Lavoro nello stabilimento Barilla di Parma, la Porta della Sapienza a Pisa, la fontana della città di Chiavari, il toro di Pontedera, Le Macine a Collagna ed ovviamente la Piazza dei Parchi di Rometta a Fivizzano. Per chi andasse a visitare il castello di Rometta dove ancora oggi vive il figlio Jacopo illustre pittore insieme alla madre Cordelia von Den Steinen, anch’essa scultrice, sarà facile vedere come la sua arte è presente in ogni angolo del borgo a cominciare dalla fontanella che accoglie i visitatori la dove una volta si ergeva l’enorme portone di ingresso.
Visitando il castello, è possibile vedere negli spazi a piano terra, i gessi e i modelli preparatori di alcuni dei suoi più famosi non utenti tra cui il celebre Mausoleo funebre di Villa San Martino che è stata la residenza storica di Silvio Berlusconi ad Arcore. Nella sua idea di pietra forgiata, Cascella si preoccupava di poter creare opere eterne che dialogano con il paesaggio architettonico e la natura circostante e non è un caso che il castello sia letteralmente immerso nel verde. Dava importanza al lavoro di gruppo, stabilendo ampia collaborazione con scalpellini locali considerando la scultura non un atto solitario ma un minuzioso lavoro corale. Infine anche la materia aveva la sua importanza, privilegiando il marmo delle vicine cave di Carrara e il travertino che egli stesso considerava la memoria del tempo.
La sua scomparsa nel 2008 ha lasciato un grande vuoto nella memoria dei fivizzanesi che ancora oggi, specie nel borgo ai piedi del castello, lo ricordano con affetto per la sua disponibilità e la sua cordialità.
