Oggi, 14 febbraio, è il giorno in cui la Chiesa cattolica ricorda il beato martire Valentino. A collegarlo al giorno in cui si celebra l’amore contribuiscono alcune leggende. La prima narra che, in qualità di vescovo di Terni, intorno al IV secolo d.C. celebrò la prima unione tra un legionario pagano e una giovane cristiana. Secondo un’altra versione, invece, San Valentino vide una coppia di giovani litigare nei pressi del suo giardino. Per farli riappacificare decise di regalare loro una rosa pregando il Signore affinché mantenesse vivo il loro amore per l’eternità. Dopo che si sparse la voce, ogni 14 del mese, iniziarono dei pellegrinaggi di giovani coppie desiderose di essere benedette dal Santo. In seguito, la festa venne circoscritta al solo 14 febbraio, giorno in cui San Valentino morì. Al Santo degli innamorati sono legati anche diversi proverbi e detti popolari che riflettono spesso la transizione dall’inverno alla primavera, indicando che il tempo freddo sta per finire e la natura si risveglia. I detti popolari descrivono il santo come il portatore della primavera, l’inizio del nido per gli uccelli e il momento in cui le giornate si allungano, portando con sé speranza e amore. Ecco una raccolta di proverbi popolari e legati alla ricorrenza.
Per San Valentino la primavera sta vicino.
Per San Valentino la lodola fa il nido(indica l’inizio del periodo riproduttivo).
Per San Valentino fiorisce lo spino.
A San Valentino il freddo è fin (o “De San Valentin, gh’è ‘l fredo fin”, nel dialetto veneto, indica che il freddo intenso sta per finire).
Per San Valentino tutti i venti vanno in marino.
Se a San Valentino tira vento, per 40 giorni il tempo ci darà il tormento.
Per San Valentino mezzo pane e mezzo vino (suggerisce di razionare le provviste verso la fine dell’inverno).
