Quando l’arte incontra l’arte, lo spettacolo diventa pura magia. E quale magia è più potente di Sogno di una notte di mezza estate? Venerdì 6 febbraio, il palcoscenico del Teatro Magnani di Fidenza si è trasformato in un confine sottile tra sogno e realtà, accogliendo la rilettura coreografica del capolavoro di William Shakespeare, firmata dalla compagnia Opus Ballet di Firenze. Quando si parla di Sogno di una notte di mezza estate, la magia non è solo un tema: è una legge che governa ogni cosa. Oberon e Titania, sovrani del bosco incantato, Puck, il folletto imprevedibile, e gli amanti smarriti diventano protagonisti di un intreccio fatto di incantesimi, equivoci e passioni liberate. È la notte – e con essa il sogno – a concedere ciò che la luce del giorno nega: libertà, desiderio, trasformazione.

Ad amplificare l’incanto, una scenografia visiva di grande suggestione: pannelli retroproiettati disegnano un paesaggio in continua metamorfosi, accompagnando lo spettatore da Atene al bosco incantato, per poi ricondurlo alla realtà delle nozze finali. Ma il dubbio resta sospeso nell’aria, come una polvere fatata: è stato tutto un sogno o la realtà si è lasciata contaminare dalla magia?

Il teatro, quando funziona davvero, è un luogo di incontri. In questa produzione, l’incontro è quello tra discipline, visioni e altissime professionalità che, unite da passione e talento, riescono a immergere il pubblico in un’esperienza totale.E quando si parla di magia, la Toscana risponde presente. Accanto alla poesia del movimento firmata dal coreografo Davide Bombana, sotto la direzione artistica di Rosanna Brocanello, fondatrice di Opus Ballet, prende vita una collaborazione d’eccellenza con uno dei nomi simbolo del Made in Italy: Ermanno Scervino.

Il brand toscano ha vestito letteralmente il sogno, realizzando i costumi dello spettacolo: un dialogo raffinato tra moda e danza, tra sartorialità e narrazione scenica. Un incontro forse impensabile all’inizio, eppure oggi naturale: perché la moda, come il teatro, racconta storie, emozioni, identità. I costumi firmati Ermanno Scervino diventano parte viva della drammaturgia: merletti, pizzi, ricami fatti a mano e perline catturano la luce e la riflettono sul palco, avvolgendo i danzatori in un’aura scintillante. Ogni movimento si amplifica, ogni gesto acquista profondità, contribuendo a rendere visibile l’invisibile.Uno spettacolo che ha debuttato nel 2024 e che continua a registrare sold out nei teatri, grazie a danzatori di straordinario talento, capaci di fondere tecnica ed espressività, corpo e sogno, Shakespeare e contemporaneità.

Ermanno Scervino, brand che non ha bisogno di presentazioni, conferma ancora una volta come la tradizione sartoriale italiana – e toscana in particolare – sappia parlare al mondo con eleganza, ricerca e visione. Abiti che non vestono solo corpi, ma immaginari, desideri, sogni.
Non solo in una notte di mezza estate, ma 365 giorni all’anno.
