A volte succede, con amici o colleghi un po’ particolari, che, quando non si sa dove appoggiare qualche oggetto che abbiamo in mano, qualcuno indichi un luogo…poco probabile e assai volgare in cui ‘ infilare’ il suddetto oggetto. Scherzano, ovviamente, ma qualcuno deve aver preso questo consiglio un po’ troppo alla lettera. Infatti, in Francia, nella sera tra sabato 1 e domenica 2 febbraio, al pronto soccorso dell’ospedale Rangueil di Tolosa si è presentato un ragazzo di 24 anni che accusava forti dolori all’addome. Senza spiegare quale potesse esserne la causa è stato sottoposto a delle radiografie che hanno rivelato la presenza di un proiettile di artiglieria della prima guerra mondiale, 16 per 4 centimetri di dimensioni, infilati proprio nel luogo di cui abbiamo detto prima. Possiamo immaginare lo shock dei medici e soprattutto la paura di una possibile detonazione: infatti sono stati subito chiamati degli artificieri per evacuare parte del pronto soccorso e verificare la pericolosità dell’ordigno. Certo viene da chiedersi come abbiano fatto i militari a procedere all’accertamento, ma ognuno è pratico del proprio mestiere, per cui non indaghiamo oltre. Sempre gli esperti, hanno assistito alle operazioni di estrazione del corpo estraneo dal retto che subito dopo è stato messo in sicurezza. Il ragazzo ora sta bene, ma è probabile che debba affrontare un processo per detenzione illegale, in tutti i sensi, di materiale bellico.

Se questa notizia non vi ha fatto fare un salto sulla sedia, forse lo farà sapere che il caso del proiettile infilato dove non batte il sole, non è notizia nuova. Sempre in Francia, ma questa volta a Tolone, nel 2022 si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale “Sainte Musse” (chi abita in Liguria potrebbe trovarci un ulteriore spunto umoristico), un ottantenne che, anche lui come se nulla fosse, accusava gli stessi sintomi del ragazzo di Tolosa. Diagnosi uguale, stessa procedura con evacuazione del vicino reparto di pediatria, leggermente diverse le dimensioni scelte dal simpatico nonno: 20 centrimetri per 5. A nulla è valso specificare che si trattava di un proiettile, disattivato, da collezione del primo conflitto mondiale: i medici hanno preferito non rischiare attivando tutte le procedure di emergenza.
Dobbiamo pensare che i francesi coltivino strane usanze nell’intimo delle loro case…e dei loro corpi? Fossero solo loro! Negli Stati Uniti, uno studio pubblicato sulla rivista PubMed, ha rivelato che dal 2012 al 2021 ci sono stati ben 39 mila accessi all’anno per problematiche simili, mentre in Gran Bretagna, si contano circa 400 estrazioni annuali. In maggioranza i pazienti sono di sesso maschile con una ratio, nei confronti di quello femminile, che va da 28 ai 37 a 1. L’età invece sorprende un po’ di più: i pazienti sono divisi in due fasce, una intorno ai 20 anni e l’altra tra i 40 e i 50 anni, proprio quei periodi della vita in cui si pensa di cominciare a capire qualcosa, ma, evidentemente, non si è capito nulla. In Italia le cifre sono un po’ più nebulose, si pensa, però, che siano centinaia; anche da noi la maggior parte sono uomini di fascia di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Curioso sapere che più del 60 per cento degli accessi per questa problematica, avviene circa 12 – 24 ore dopo l’inserimento, segno che in quel lasso temporale la battaglia per estrarre in autonomia il corpo estraneo deve essere stata feroce, per quanto inutile.

Per chiudere ancora qualche notizia, forse, quella che tutti vorrete sapere se siete arrivati fin qui a leggere: quali sono gli oggetti più utilizzati? Negli Stati Uniti esiste un database stilato dalla Consumer Product Safety Commission che elenca pile, cellulari, palle di Natale, bottiglie, barattoli, utensili da cucina, bombolette spray, meno frequentemente oggetti sessuali dedicati. Un elenco simile, compilato dalla Società Italiana di Chirurgia Colon-Rettale, conferma parzialmente mettendo al quinto posto sex toys, al quarto attrezzature varie come pile, lampadine (ma perché una lampadina??) e manici di attrezzi. Al terzo posto troviamo flaconi di deodoranti, bombolette di schiuma da barba e spazzolini da denti; al secondo melanzane, zucchine e cetrioli mentre in prima posizione svettano bottiglie e barattoli spesso di vetro per un maggior gusto del brivido. L’estrazione può avvenire in due modi: passando dalla stessa strada seguita per l’andata, oppure in laparoscopia quando l’oggetto è troppo distante per essere riacciuffato con le mani o qualche sorta di pinza. Presentarsi all’ospedale dichiarando la causa dell’accesso non deve essere la cosa più facile della vita, infatti, tranne per una piccola percentuale che vede casi di violenza, la scusa più usata è quella della caduta accidentale sull’oggetto incriminato.
Come ho sempre detto, nessuno ha il diritto di giudicare le imprese erotiche altrui, ma un consiglio va dato ugualmente, se dovesse venirvi la voglia di inserirvi qualcosa lì sotto, esistono degli oggetti studiati apposta, di varie forme e dimensioni che hanno una base flangiata chiamata flared base, di varie forme e colori, per i più fantasiosi anche con una luce attaccata così possono evitare di tentare con una lampadina (ancora non mi do pace per quella). Il motto, condiviso sia dall’ambiente medico che da quello del benessere sessuale è: “With a base, without a trace, without a base, lost in space” cioè “Con una base, senza traccia, ma senza base, persi nello spazio” e vaglielo a dire poi al dottore che mentre cambiavi una lampadina ci sei scivolato sopra.
