seconda parte
Claudia Baldini vive a Firenze, città nella quale è nata. Dal 1998 lavora per il Gruppo Fingen da quando la famiglia Fratini era in pieno sviluppo delle loro aziende. Nel 2019 diventa direttore generale della Fondazione Fiorenzo Fratini affiancando Giovanna Cammi Fratini, presidente della Fondazione.
Come vengono valutati i vostri progetti? E da chi?
La Fondazione si avvale di una struttura di valutazione articolata: i progetti di natura scientifica vengono esaminati da un Comitato Scientifico, mentre per le iniziative che non rientrano strettamente nell’ambito scientifico è previsto il coinvolgimento di un Comitato d’Onore e di un Comitato Organizzativo. Quest’ultimo insieme alla signora Giovanna, si riunisce periodicamente per analizzare e valutare i progetti realizzati, tenendo conto dell’impatto generato, della coerenza con la missione della Fondazione e delle esigenze emerse nel contesto di riferimento.
Questo comporta dover fare delle scelte…
La scelta dei progetti non è semplice poiché, non è possibile sostenere contemporaneamente tutte le iniziative che meriterebbero attenzione. Per questo la Fondazione opera un’attenta selezione, cercando di differenziare gli ambiti di intervento nel tempo.

Può farmi un esempio di progetti portati avanti nel tempo?
Alcuni percorsi come quello di Casa Marta, non sono stati affrontati come un singolo progetto, ma sostenuti in anni differenti attraverso contributi mirati, tra cui la realizzazione di due camere. Allo stesso modo, in due periodi distinti, la Fondazione ha finanziato interventi di ristrutturazione di strutture dedicate all’accoglienza delle famiglie con bambini ricoverati per lunghe degenze negli ospedali fiorentini, sostenendo come donazione la Fondazione Casa Ronald McDonald. Questi sono solo alcuni esempi: nel corso degli anni sono state portate avanti numerose altre iniziative che invitiamo a consultare sul nostro sito per una visione più completa della Fondazione.


Che progetto è Casa Marta?
È un hospice pediatrico in costruzione accanto all’Ospedale Pediatrico Meyer. Marta era il nome della bambina che è scomparsa prematuramente all’età di nove mesi per cause sconosciute. Il 1° agosto 2005, per volontà di Leonardo e Benedetta, i genitori della piccola Marta, venne costituita la Fondazione Martacappelli Onlus. La mamma di Marta ha un ottimo rapporto con la signora Giovanna, ed è stata colei che ha stimolato la costruzione di questo hospice, donando oltretutto per la realizzazione di due camere accessoriate con apparecchiature scientifiche all’avanguardia, una nel 2023 e una nel 2025. Questo ha un grande valore se si considera che l’hospice in tutto avrà quattro stanze. Tutto sarà orientato affinché i piccoli degenti non avvertano il disagio e l’atmosfera dell’ospedale, ma una situazione di accoglienza che possa avvicinarsi a quello della famiglia.

I tempi affinché Casa Marta possa essere attiva?
È in procinto di essere terminata, speriamo che per il prossimo anno si possano ‘aprire le porte.’
Lei è direttore generale della Fondazione, che responsabilità si ha a ricoprire questo ruolo?
Sono di supporto alla presidente della Fondazione, la signora Giovanna, nel tenere relazioni e nei momenti in cui c’è da tirare le fila degli eventi che sono il perno focale delle raccolte fondi.

Quanti eventi fate nel corso dell’anno?
La Fondazione organizza due appuntamenti principali di raccolta fondi: uno a primavera, fra fine maggio e inizio giugno, e l’altro nel periodo che precede le festività natalizie. E sono gli eventi centrali dell’anno che rappresentano un momento fondamentale per rendere possibili i progetti che la Fondazione sceglie di sostenere. Accanto a questi, nel corso dell’anno vengono promosse anche altre iniziative, con una dimensione più contenuta, alle quali si affiancano donazioni spontanee che non sono legate direttamente agli eventi.
Le donazione non hanno quindi un sistema di versamenti mensili continuativi?
La Fondazione non si basa su questo, ma può contare sul sostegno di sostenitori importanti che, anno dopo anno, rinnovano la propria fiducia partecipando a eventi o contribuendo con donazioni significative, credendo nella missione della Fondazione e nei progetti portati avanti.

È possibile beneficiare di agevolazioni fiscali facendo una donazione?
Sì, mi preme sottolineare che, per ogni donazione, è necessario fornire i propri dati anagrafici, in quanto tutte le erogazioni sono tracciate e viene rilasciata regolare ricevuta che consente al donatore di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste in sede di dichiarazione dei redditi.
Ci sono stati momenti in cui c’è stato il timore di non riuscire a portare avanti un evento?
Gli eventi della raccolta fondi non sono di semplice organizzazione e gestione, soprattutto quello di fine primavera in cui abbiamo la maggiore raccolta fondi e raggiungiamo la partecipazione di circa 400/450 persone. Desidero fare una precisazione: oggi, nel corso dell’anno, gli eventi sono numerosi e di varia natura, ciò che risulta davvero fondamentale è riuscire a creare occasioni di incontro capaci di coinvolgere e appassionare i partecipanti offrendo esperienze originali e significative. In caso contrario si rischia di proporre format eccessivamente ripetitivi e standardizzati che faticano a distinguersi e a generare un reale coinvolgimento. Ogni anno la signora Giovanna propone un format diverso che può declinarsi in iniziative come aste e lotterie, o nella partecipazione di ospiti speciali. Quest’anno c’è stata la sfilata di moda di Scervino, e gran parte delle ragazze che sfilavano erano figlie o nipoti delle persone che erano presenti all’evento, questo ha suscitato maggiore curiosità. L’organizzazione di eventi, soprattutto quelli che si svolgono all’aperto, come quello di fine primavera, comporta naturalmente una serie di variabili da gestire, a partire da quelli logistici. Proprio per questo la Fondazione lavora con grande attenzione, cercando sinergie, collaborazioni e forme di sostegno che permettano di mantenere alto il livello qualitativo dell’iniziativa.
Le donazioni si possono fare sul seguente conto corrente:

continua…
