C’erano una volta una radio, un teatro, un cinema, nei quali potevi recitare solo se la tua dizione era perfetta, senza inflessioni dialettali e spiacevoli scivoloni linguistici. Una delle interpreti di quella ineguagliabile stagione è stata Andreina Pagnani. Nacque a Roma il 24 novembre 1906 con il cognome di Gentili. Grazie alla sua voce intensa con sfumature uniche, iniziò a lavorare giovanissima nella neonata radio, che in quegli anni trasmetteva sotto le insegne dell’EIAR. Nel 1927 sposò Franco Pagnani dal quale prese il cognome che utilizzò per la sua carriera artistica. Nel 1928 Andreina Pagnani vinse un concorso filodrammatico a Bologna e le venne offerto il ruolo di prima attrice in una compagnia di Milano. Nel 1933 suo marito, che era un ufficiale aeronautico, morì in un incidente aereo e il destino volle che Andreina Pagnani fosse la protagonista nel ruolo di Uliva in La rappresentazione di Santa Uliva di Ildebrando Pizzetti, che fu messa in scena nel Chiostro Grande della basilica di Santa Croce a Firenze. La regia era di Jacques Copeau e in quel caso la Pagnani recitò insieme a Rina Morelli, Cesare Bettarini, Memo Benassi e altri attori che avrebbero fatto parte della storia del teatro italiano. Nel 1938 Andreina Pagnani formò la sua compagnia teatrale insieme a Renato Cialente, con cui aveva recitato nel 1933 in un film intitolato La maestrina. Il sodalizio tra la Pagnani e Cialente riscosse notevoli successi, ad iniziare da varie rappresentazioni come L’Orchidea, diretta da Sem Benelli. Nel teatro Eliseo di Roma, Andreina Pagnani recitò accanto a Paolo Stoppa, Carlo Ninchi e Gino Cervi con quest’ultimo qualche anno più tardi avrebbe recitato per una serie televisiva di grande successo e di cui vi parlerò più avanti. Nel 1939, in prossimità dell’inizio della guerra, Andreina Pagnani fu Dafne nell’Aminta di Torquato Tasso, per la regia di Renato Simoni, accanto a Rina Morelli, Rossano Brazzi, Aroldo Tieri e gli immancabili, Gino Cervi e Carlo Ninchi. Il luogo era il magnifico Giardino di Boboli a Firenze. Nel 1941 conobbe in uno studio di doppiaggio e sincronizzazione, Alberto Sordi, un altro grande romano che stava dando la voce italiana a un gigante della comicità dello scorso secolo, Oliver Hardy, in un film di Stanlio & Ollio. Tra i due nacque un profondo sentimento, forse l’unico da parte di Sordi. Doppiarono insieme Il giardino di Allah, film in cui Andreina Pagnani prestò la voce ad una delle dive del novecento, Marlene Dietrich. Tuttavia, la poca voglia di impegnarsi in un rapporto duraturo e i continui tradimenti da parte dell’attore romano, posero fine alla storia d’amore tra i due artisti. Andreina Pagnani si gettò nel lavoro. Quello teatrale con autori come William Shakespeare, con La dodicesima notte e Le allegre comari di Windsor. Poi Luigi Pirandello, con Non si come e I giganti della montagna. George Bernard Shaw, con La professione della signora Warren. Il lavoro cinematografico in prima persona con varie pellicole, tra le quali: Apparizione di Jean de Limur, I miserabili di Riccardo Freda, Il padrone sono me di Franco Brusati, Domenica è sempre domenica di Camillo Mastrocinque. Il doppiaggio, dando voce e interpretazione a Bette Davis, la già citata Marlene Dietrich, Katharine Hepburn ne La regina d’Africa e Improvvisamente l’estate scorsa. Poi ancora Gloria Swanson in Viale del tramonto e Barbara Stanwyck in Il terrore scorre sul filo e Greta Garbo in Ninotchka e Non tradirmi con me. Andreina Pagnani fu la voce di una giovane Gina Lollobrigida nel 1949 nel film Campane a martello. Negli anni sessanta dello scorso secolo non esistevano le pay-tv, non esistevano le televisioni private, la Rai aveva due canali, tra i quali la neonata Rai2. Gli sceneggiati televisivi erano quasi sempre tratti da romanzi di grande successo, come accadde tra il 1964 e il 1972, con Le inchieste del commissario Maigret, tratti dai romanzi gialli o psicologici, come li definiva lo stesso autore, Georges Simenon. Jules Maigret, che negli anni fu interpretato da attori del calibro di Jean Gabin, Pierre Renoir, fino a Gerard Depardieu, aveva il volto e la recitazione di Gino Cervi. Nel ruolo della moglie amorevole e allo stesso tempo molto determinata, Andreina Pagnani, che riscosse un notevole successo personale di pubblico e critica. Un piccolo e significativo particolare, lo sceneggiatore della serie televisiva era Andrea Camilleri, che qualche anno più tardi avrebbe dato vita e narrato le gesta del Commissario Montalbano. La signora Maigret fu uno degli ultimi ruoli di Andreina Pagnani che si ritirò dalle scene forse delusa da un mondo dello spettacolo nel quale non si riconosceva più, in cui la dizione e l’eleganza avevano lasciato il posto alla sciatteria e il dilettantismo. Andreina Pagnani è morta a Roma il 22 novembre 1981 e oggi riposa nel Cimitero Flaminio della città nella quale è nata e che ha rappresentato nel mondo dell’arte.
Andreina Pagnani: il volto e la voce
