Tornano i canti della Merla nei tre giorni, da sempre, considerati come i più freddi dell’anno: il 29, il 30 e il 31 gennaio. L’appuntamento è accompagnato dalle manifestazioni legate all’antico rito dei canti della Merla tra la sponda cremonese e quella lodigiana dell’Adda. Nelle serate dei Tre giorni della Merla si potranno ascoltare i canti della merla sulla riva dell’Adda e ammirare la splendida cornice e l’impareggiabile scenografia del fiume, rischiarata dalla luce dei fuochi e da magici giochi di luce.
La serata del 31 sarà il momento culminante di questa ricorrenza popolare padana all’insegna di rituali dal sapore antico, tesi ad esorcizzare il periodo più rigido dell’inverno, con la speranza che arrivi presto la bella stagione primaverile. Un tempo questi riti erano particolarmente rivolti all’allevamento del baco da seta, tanto è vero che in molti dei canti tradizionali si trovano riferimenti a questa attività, che costituiva, per le famiglie contadine, una delle poche fonti di denaro contante, col quale fare acquisti per la casa. Per il resto delle attività contadine, infatti, il pagamento avveniva per la maggior parte in natura.
Ma insieme all’invocazione di un buon raccolto di bachi, si fondeva anche il desiderio che la primavera fosse una stagione propizia per l’amore: non pochi (e neppure troppo velati) sono infatti in questi canti i riferimenti erotici.
I canti della Merla scomparvero, non a caso, con il declino dell’allevamento dei bachi da seta, negli anni ’50. Sono stati ripresi come manifestazioni folkloristiche da alcuni anni, in diversi paesi lungo il fiume tra cui appunto Meleti, nel lodigiano e Crotta d’Adda nel Cremonese.
Il gran finale prevede anche il “falò de la vècia” cioè si brucia con un grande falò un fantoccio con le sembianze di una vecchia che impersona l’inverno che se ne va .
I giorni della Merla lungo le sponde lodigiane dell’Adda
