Quante volte abbiamo raccontato storie fantastiche che circolano per le strade della Lunigiana? Storie che parlano di personaggi misteriosi, di fate, di santi, di folletti dispettosi. Ebbene più ci addentriamo tra i vicoli dei borghi, più solleviamo i sassi antichi di cui son fatte le case lunigianesi, più questi racconti riemergono, svelandoci un passato che sembra ormai lontano e che invece è più vicino che mai.
Sentite questa.
Esiste un posto, tra i boschi che circondano Zeri chiamato Montelama o Monte di Lama, dove un tempo si credeva che gli abitanti fossero in grado di far prodigi grazie ad alcuni strani unguenti. Un giovane di Zeri, che si trovava per lavoro in Corsica, durante un festeggiamento per carnevale, sussurrò ad un suo compaesano, il desiderio di poter volare a casa per rivedere la fidanzata. Questo vecchio gli fece bere un litro di vino e dopo averlo preso in groppa al suo cavallo, in un battibaleno accontentò i suoi desideri. Una volta arrivato al paese, il giovane si spalmò di una strana pomata che lo trasformò in un gatto e che gli permise di entrare in casa senza essere notato. La sorpresa però fu sua, quando scoprì che la sua ragazza si intratteneva clandestinamente con un ragazzo di Castello a lume di candela. Sotto sembianze feline allora, il giovane si avvicinò al lume e con una zampa ne spense la fiamma. La ragazza la riaccese più volte e il gatto continuò a spegnerla finchè indispettita per il comportamento irriverente dell’animale, si precipitò in cucina, prese un coltello e, agguantato il gatto, gli tagliò una zampina, facendolo scappare dolorante. Dopo sette mesi il ragazzo tornò dalla Corsica a Zeri e, quando si presentò dalla ragazza, era monco della mano destra. A quel punto raccontò alla giovane quel che era successo e lei, pentita di quanto aveva fatto, lo sposò. Questa è solo una delle storie che girano nello zerasco, spesso popolate da streghe: si narra, infatti, anche dei sabba che si tenevano intorno al cerro di Campolongo. Zeri non sarebbe nemmeno l’unico paese a vantar storie di streghe, perchè tante sono le storie che ricordano balli infernali intorno ad alberi sacri a Barbarasco, a Licciana Nardi e a Bagnone per non parlare del borgo semiabbandonato di Camporaghena dove qualcuno dice di aver trovato un sito dove i nostri antenati, veneravano la luna e il sole.
Se però non volete andare fin lassù e pensate che nei paesi più in basso non esistano storie da far rabbrividire, sentite cosa accadde una volta ad Aulla, in Vicodovana, un budello di strada lungo circa una decina di metri, nel pieno centro storico della città. Una notte in cui faceva un freddo da far battere i denti, un ragazzo che aveva fatto il soldato e di cose strane ne aveva viste a bizzeffe, dovendo andare in bicicletta dalla chiesa di san Caprasio alla strada per Pallerone, decise di tagliar la strada passando sotto i portici di Vico della Dovana. Il coraggio, visti gli anni passati sotto le armi, non gli mancava davvero e pur a conoscenza di tutte quelle strane storie che circolavano su quel vicolo, non si lasciò spaventare e si incamminò spingendo il suo mezzo. Arrivato proprio sotto l’arco, dove la strada si fa più stretta, sentì una presenza evanescente e vide un uomo intabarrato, ma coi lineamenti ben visibili sbarrargli la strada. Più volte chiese gentilmente di farsi a lato per permettergli di passare, ma questi non gli rispose. Dall’ansia il freddo si trasformò in calore e così dopo l’ennesima richiesta terminata con uno sguardo muto in risposta, decise di forzare il blocco spingendo la bicicletta oltre la sagoma dell’uomo. Quando si accorse che la ruota davanti letteralmente attraversò la gamba dell’altro, si lanciò sulla bicicletta con tanto fervore da perdere il cappotto, lasciando il vicolo in men che non si dica. Arrivato a casa, come se non bastasse, la moglie lo rimproverò per la perdita del cappotto che il giorno dopo, non fu più in grado di ritrovare.
Sono storie strane, che si possono rinvenire sotto varie forme un po’ dappertutto in Lunigiana ma una cosa è certa, la prossima volta che dovrò attraversare il centro di AUlla, mi guarderò bene dal passare sotto il Vicolo della Dovana.
