Ah, che fighi, i Templari! Passano i secoli, ma il loro mito rimane più che mai potente ed inalterato. Un mito circondato, fin dalla loro nascita, passando per la loro storia tanto piena di leggende, per giungere alla loro impietosa e cruenta fine, da una fittissima aura di mistero. Chi erano, costoro? Anime perse? Anime sante? Cavallanti? Cavalieri? Banchieri? Eroi? Cosa spinse il re di Francia (tanto invidioso della loro figaggine da farsi chiamare “il Bello”) ad accusarli di empietà, stregoneria, idolatria e ribalderie varie, fino a farli arrestare tutti e farli bruciare come zolfanelli (il loro ultimo Gran Maestro venne arso vivo nel 1314)? Perchè si fecero spacciare come manzi al macello senza neanche abbozzare la minima reazione? Sicuramente, un importante pretesto per farli fuori (soprattutto alla luce del fatto che le casse monarchiche transalpine erano, all’epoca, tristemente vuote), fu il leggendario tesoro di ricchezze incalcolabili, che si riteneva che l’Ordine avesse accumulato prima del suo scioglimento nel 1307.
Un tesoro mai ritrovato, che ricomprendeva sì denaro, lingotti, crediti verso monarchi, proprietà immobiliari e terreni agricoli, ma anche leggendari oggetti sacri, come il Santo Graal, l’Arca dell’Alleanza, il Trono di Salomone, genealogie bibliche, e documenti considerati mortalmente pericolosi per la chiesa ed il potere temporale di quei tempi.
Un tesoro che, nel corso della storia, alcuni hanno provato a localizzare in Francia(Rennes-le-Château), Scozia (Cappella di Rosslyn), Umbria (Ferentillo) oppure, addirittura, nelle Americhe.
Ipotesi, mere ipotesi mai concretamente dimostrate.

Beh, sappiate che la Croce di Malta, simbolo Templare per eccellenza, spicca pure su di un muro marmoreo della nostra città. Per la precisione, lungo la Via Carriona, dirimpetto ad una delle due salite che conducono a Grazzano. Tanto penare, tanto elucubrare e tanto teorizzare…e poi, vuoi un pò vedere che il tesoro dei Templari si trova proprio qui, in questa cantina apuana?
Una cosa è certa: dirimpetto a questo sito, sorge pure l’Ex Ospedale di S. Giacomo. Nel XII Secolo, a Gerusalemme, accanto all’Ordine dei Templari (milizia combattente avente il compito di proteggere i pellegrini), era stato creato anche l’Ordine degli Ospedalieri (avente il compito di prestare le cure mediche ai pellegrini malati). Poco dopo la caduta delle ultime roccaforti cristiane in Terra Santa e prima che partisse l’operazione di scioglimento dell’Ordine del Tempio, papa Clemente V aveva provato a rilanciare un vecchio progetto di unificazione di questi due Ordini monastico-militari, ritenendo che ciò avrebbe dato maggior forza al tentativo di riconquista della Terra Santa. L’ultimo Gran Maestro Templare rispose, in una lunga lettera indirizzata al pontefice, che la sua proposta di unificare il Tempio e l’Ospedale era… come dire? Una boiata pazzesca! E, quindi, non se ne fece nulla. Peraltro, pare che anche gli Ospitalieri, non meno dei Templari, abbiano messo insieme un tesoro, consistente in un vasto patrimonio immobiliare, finanziario e artistico accumulato in secoli di attività, specialmente legato alla gestione di ospedali e alla difesa! Vuoi un po’ vedere, dicevamo, che a far coesistere tempio ed ospedale ci è riuscita Carrara? Se non temete la ramata che delimita il luogo e volete andare a cercare il tesoro dei due ordini, accomodatevi pure. Se dovessero denunciarvi, dite che ve lo ha ordinato Bafometto😄. Se non sapete chi sia Bafometto, fermatevi un giro a documentarvi e pensateci su😄.
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“Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam” (motto dei Templari)
“Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum” (motto degli Ospedalieri)
