Il percorso di Simona Șpan, fondatrice di Simona Șpan Fashion, è un viaggio straordinario che affonda le radici nella sua terra natia la Romania. Artista conosciuta in tutta Europa ed oltre, madre di quattro figlie, Simona oggi è una delle designer più apprezzate del panorama internazionale. La sua è una storia di resilienza e amore, dove ogni creazione diventa un atto culturale e uno spazio di introspezione nato da un momento di profonda vulnerabilità. Ci sono percorsi creativi che nascono dal desiderio di bellezza, e altri che prendono forma da una necessità più profonda: quella di salvarsi, di ascoltarsi, di trasformare il sentire in materia. Questa intervista racconta l’universo intimo e poetico di Simona Span, una designer per la quale la moda è rifugio, linguaggio e rivelazione.I suoi abiti colpiscono come visioni oniriche: romantiche, eleganti, sospese tra sogno e realtà. Ogni creazione avvolge il corpo con grazia, valorizzando la donna senza mai sovrastarla, rendendola unica, riconoscibile, profondamente se stessa. È una moda che non impone, ma accompagna; che non grida, ma sussurra, lasciando emergere l’identità di chi la indossa. Tra silenzi, natura e simboli ancestrali, ogni capo nasce come un atto di verità: un gesto gentile ma potente, capace di custodire emozioni e restituirle al mondo sotto forma di tessuti, colori e luce. È una femminilità che nasce dalla vulnerabilità e si trasforma in forza consapevole, in un dialogo costante con il cielo, la luna e i cicli della vita. Queste parole sono un invito ad entrare nel mondo di Simona Span, uno spazio intimo dove la moda diventa linguaggio dell’anima e ogni donna può riconoscersi senza maschere, sentendosi vista, valorizzata e irripetibile.In questa conversazione profonda, esploriamo l’universo di una designer che ha trasformato la moda in un cammino di introspezione e verità. Il suo lavoro non è solo estetica, ma un atto culturale nato da un momento di vulnerabilità, dove ogni creazione diventa un dialogo silenzioso tra l’artista e il mondo. Attraverso l’uso simbolico della natura, della luna e di un’estetica che intreccia forza e delicatezza, emerge una visione della femminilità consapevole, libera da maschere e tendenze effimere. Quello che segue è il racconto di un percorso creativo che celebra l’autenticità e la bellezza del dettaglio lento e curato.





Come ha capito che la moda sarebbe stata il suo modo di esprimersi?
Ho incontrato la moda in un momento di profonda vulnerabilità. Durante un periodo difficile della mia vita, la creazione è diventata il mio rifugio, il mezzo più autentico attraverso cui dare voce a ciò che provavo. Ogni capo nasce come un’emozione che prende forma nei materiali, un gesto artistico capace di custodire memoria, vissuto e significato. È così che ho compreso che la moda, oltre il suo lusso visibile, per me è un atto culturale profondo: uno spazio di introspezione e un linguaggio con cui dialogare con il mondo.
Qual è il suo rapporto con la natura e come influisce concretamente nel suo processo creativo?
La natura è per me una fonte continua di equilibrio e rivelazione. Adoro l’armonia perfetta di tutto ciò che è stato creato — il modo in cui colori, forme e ritmi coesistono senza sforzo. Fiori, acqua, mare, montagne, tramonti, tutto diventa punto di riferimento visivo ed emotivo nel mio processo creativo. Il cielo, in particolare, lo percepisco come una tela viva, sulla quale si stende continuamente un nuovo quadro, mai uguale al precedente. Questa perfezione cromatica mi ispira costantemente e si riflette direttamente nelle mie creazioni, dove cerco sempre la stessa armonia organica tra materiali, colore ed emozione.
La luna come simbolo intimo nelle sue creazioni…
La luna è diventata parte della mia identità di designer fin dall’inizio, prima ancora che fosse un simbolo concettuale. Nella mia prima collezione ho creato istintivamente un abito dipinto a mano con cielo, nuvole, montagne e luna — un manifesto visivo del mio mondo interiore. Solo più tardi ho compreso quanto questo simbolo mi appartenga intimamente. La notte, per me, è lo spazio dell’autenticità assoluta, il momento in cui le maschere cadono e rimaniamo soltanto noi, con sogni e vulnerabilità. I tramonti e i cicli del cielo non li percepisco come finali, ma come transizioni — esattamente come vedo il percorso di una creazione o di una vita. Dopo la notte segue sempre un nuovo giorno. Questa idea di rinascita si ritrova costantemente nel mio lavoro, perché anche io ho ricominciato da capo quando ho scelto la moda: con timore, ma con lucidità e la fiducia che ogni inizio porti in sé una nuova luce.
Quale è l’emozione o lo stato d’animo che cerca di preservare in ogni creazione?
Ogni creazione preserva un’emozione essenziale: la verità interiore. I miei capi non sono pensati per parlare forte, ma per sussurrare — creare un legame intimo con chi li indossa. Cerco sempre quello stato di quiete profonda in cui vulnerabilità e forza coesistono, dove l’anima può riconoscersi senza maschere. L’amore è sempre presente — il sentimento più elevante, anche se spesso poco apprezzato. Accanto ad esso ci sono la forza e, soprattutto, il potere interiore di ogni donna. Credo profondamente che dolcezza e forza non si escludano, ma coesistano e si completino. Voglio che ogni donna che indossa una mia creazione senta di poter essere sensibile senza essere vulnerabile e potente senza rinunciare alla grazia.



Che donna celebra attraverso il suo lavoro?
La donna che celebro attraverso le mie creazioni è colei che non ha paura di essere delicata, ma che sa esattamente quanto sia potente. È una femminilità consapevole, che brilla senza essere fragile, che ama e si lascia emozionare, ma che non rinuncia mai alla propria integrità. Attraverso colori pastello, linee morbide e dettagli delicati, cerco di trasmettere questa combinazione rara: sensibilità con forza, eleganza con fermezza. È la donna che non si giustifica, ma assume pienamente la propria presenza e intensità — ed è proprio questo a renderla straordinaria.
Le sue sfilate di moda attraversano culture e sensibilità diverse. Come cambia, se cambia, il suo modo di creare quando sa che un abito viaggerà intorno al mondo?
L’essenza della mia creazione non cambia, perché l’essenza della femminilità è la stessa ovunque nel mondo. La delicatezza, la forza e l’emozione autentica che cerco di trasmettere restano costanti. Allo stesso tempo, ogni viaggio, ogni cultura che scopro, ogni luogo diverso che visito, cambia me. Osservo, imparo, cresco e questa evoluzione si riflette automaticamente in ciò che creo. La mia moda resta sincera e intima, ma acquisisce nuove sfumature e sottigliezze ispirate dalle esperienze vissute e dalle persone incontrate.
Sogni e realtà, leggerezza e profondità coesistono nelle sue creazioni. Quanto è importante per lei l’intuizione e l’ascolto interiore quando crea?
L’intuizione è essenziale nella mia creazione, ma non solo nella moda — è una guida in tutte le dimensioni della vita. Mi aiuta a prendere decisioni sincere, a rimanere fedele ai miei sentimenti e alle mie emozioni. Grazie a essa posso creare capi che portano la mia vera essenza, autentici e senza tempo. Preferisco seguire l’intuizione e trasmettere emozione in ogni pezzo, piuttosto che inseguire le tendenze effimere. L’intuizione trasforma la creazione in un atto profondo, personale e duraturo.
Se i suoi abiti potessero parlare, quale promessa sussurrerebbero a chi li indossa?
Anche se sono delicati e raffinati, i miei abiti portano in sé la forza e la tenacia di cui ogni donna ha bisogno. Sussurrano la promessa di proteggere, di accompagnare e sostenere chi li indossa nella propria autenticità, senza chiedere nulla in cambio. Sono un gesto di cura, una presenza silenziosa che equilibra sensibilità e forza, permettendo a ogni donna di sentirsi libera, riconosciuta e sicura.
Guardando al futuro, ci sono nuovi simboli, elementi naturali o “nuove lune” che vorrebbe esplorare?
Recentemente ho iniziato una collaborazione con un pittore di mare, e questa esperienza apre nuovi orizzonti per le mie creazioni. Mi ispirano i contrasti sottili del mare — le onde furiose e la loro energia selvaggia, ma anche la pace profonda che segue, e la grazia dei gabbiani che danzano sopra l’acqua. Questi elementi naturali e la loro dinamica mi spingono a esplorare forme, texture e nuove sfumature, catturando sia la forza che la delicatezza della natura nei miei abiti.





Se dovesse racchiudere l’intero processo creativo in un’immagine, quale sarebbe e perché?
Sceglierei l’immagine del momento in cui creo i miei rose. Ogni petalo lo lavoro con cura, pazienza e attenzione al dettaglio. Per me, il processo creativo di ogni abito è esattamente così: un percorso lento e attento, in cui ogni elemento si costruisce con amore, fino a raggiungere la forma finale. Questa immagine riflette perfettamente “le temps d’arriver” che mi dona soddisfazione e gioia — la bellezza nasce dal dettaglio, dall’amore e dalla dedizione che metto in ogni gesto artistico.
