Dalla metà di gennaio arrivano i “nostri” santi, cioè quelli che i lodigiani considerano e venerano da generazioni come “vicini” alla povera gente di campagna. Si comincia con i tradizionali “mercanti di neve”: Sant’Ilario, San Mauro, Sant’Antonio Abate e San Bassiano, che il calendario liturgico ricorda rispettivamente il 14, il 15, il 17 ed il 19 gennaio. La tradizione popolare, dicevamo, presenta questi quattro santi come ” mercanti di neve” che arrivano stanchi e imbacuccati nei loro mantelli.
Non mancano i proverbi: per esempio ” A San Maver se scrolla el baver” cioè per San Mauro (il 15 gennaio) ci si scrolla la neve di dosso, ad indicare la probabilità di consistenti precipitazioni nevose.

Quanto a Sant’Antonio (il 17 gennaio), protettore degli animali da cascina, si dice “Sant’Antoni,fregg da demoni” (Sant’Antonio, freddo da demonio) ed anche “Sant’Antoni dala barba bianca, la nev non manca”.

Non è da meno San Bassiano vescovo (il 19 gennaio), patrono della Diocesi di Lodi: “San Basan el gha la pertega in man” cioè ha in mano il bastone per abbattere i ghiaccioli dalle grondaie. Del resto, ricordano sempre i proverbi popolari “A genar tutti i danti i gh’an el so tabar” cioè tutti portano il mantello per ripararsi da neve e freddo.

A questo detto non sfugge neppure Sant’Ilario (ricorrenza il 14 gennaio) che, secondo un antico detto “El porta in man l’argenteria ( cioè la neve ) de San Bassan”.

Se a Lodi e nell’intera diocesi lodigiana è grande festa per la ricorrenza di San Bassiano, non si può dimenticare che nella Bassa c’è un modo particolare di ricordare San Mauro: nel giorno a lui dedicato, infatti, al Santuario della Madonna di Caravaggio di Codogno, vengono distribuiti piccoli pani benedetti detti “I michin ad San Maurin”. Sant’Antonio viene festeggiato a Casalpusterlengo nella chiesa rionale a lui dedicata nell’Antica Cuntrada di Morti, ora Rione Sant’Antonio, oltre che ad OrioLitta, Mirabello, Senna Lodigiana e Sant’Angelo Lodigiano.
