seconda e ultima parte
Curioso e dall’aspetto peculiare, con la caratteristica unica tra tutti i marsupiali di poter volare, è il Petauro dello zucchero “Petaurus breviceps”, che prende il suo nome dall’abitudine di alimentarsi di cibo molto zuccherino come la linfa ed il nettare. Il suo aspetto è simile a quello degli scoiattoli volanti della famiglia “Sciuridae”, con i quali il petauro condivide però, oltre questa somiglianza, solo la capacità di volare.

Questo piccolo marsupiale può fare voli planati grazie alla sua struttura fisica; è infatti provvisto di una membrana, “pantagium”, che si estende lungo tutto il suo corpo, tra le zampe anteriori e posteriori, e che gli permette di planare da un albero all’altro. Anche il marsupio di questa specie ha quattro mammelle, che i piccoli, in genere uno o due, raggiungono per via olfattiva, dopo un periodo di gestazione di circa 15-17 giorni, grazie alla presenza nella sacca addominale materna di una ghiandola sudoripara che attira e guida i piccoli, ancora minuscoli e sottosviluppati, fino al marsupio e ai capezzoli. Il petauro dello zucchero è presente in Australia Nord orientale, in Nuova Guinea ed in alcune isole indonesiane.

In Tasmania e in Australia Sud orientale vive invece il Bandicoot Fasciato orientale “Parameles gunnii” che deve il suo nome e la sua notorietà al celebre personaggio “Crash Bandicoot” della serie di videogiochi statunitense del 1996. Come quasi tutti i marsupiali, il Bandicoot fasciato orientale fa vita notturna e si caratterizza in due popolazioni separate che si distinguono per differenti dimensioni e peso. Tra le specie animali che allevano e trasportano i loro piccoli nel marsupio, non mancano quelle semi-acquatiche. I merateri di queste particolari specie possono stare tranquillamente e a lungo immersi in quanto il loro marsupio ha una chiusura talmente efficiente da mantenere il cucciolo completamente all’asciutto anche nell’acqua. Un metatero semi-acquatico è lo Yopok “Chironectes minimus” con il quale sbarchiamo tra i marsupiali americani. Lo Yopok vive infatti nelle vicinanze dei corsi d’acqua dolce in zone che vanno dal Messico all’argentina. Questo marsupiale non solo ha la caratteristica straordinaria di poter stare a lungo immerso lasciando comunque in completa sicurezza i piccoli grazie ai forti muscoli della femmina che chiudono la tasca addominale impedendo l’ingresso dell’acqua, ma è ad oggi anche l’unica specie vivente nella quale gli esemplari di entrambi i sessi sono dotati di marsupio.

Un altro marsupiale americano, l’unico a vivere nel nord del Messico, è l’Opossum della Virginia “Diselphis virginiana”, facilmente avvistabile dall’uomo perché si avvicina molto ai centri abitati alla ricerca di cibo. Questo marsupiale presenta dimensioni fisiche variabili a seconda delle zone in cui vive ed è decisamente notturno e solitario. La femmina dell’opossum della Virginia ha un marsupio con 13 mammelle e, generalmente, dopo una gestazione brevissima di circa 11 giorni, ad ogni parto dà alla luce 9 cuccioli che resteranno all’interno della sacca per un periodo di circa due mesi e mezzo, ma può arrivare anche a cucciolate di 20 piccoli. Come spesso accade, Madre Natura insegna all’uomo. È infatti guardando i marsupiali, questi affascinanti animali che allevano e portano i loro cuccioli in tasca permettendo così lo sviluppo della vita di piccoli esseri nati prematuri, che è nata la marsupio terapia “Kangaroo Mother Care” o “KMC”, una procedura molto semplice ma importantissima per le sue benefiche conseguenze e che consiste nel contatto diretto tra la pelle e di conseguenza il calore del genitore e quella neonato, spesso e specialmente, nato prematuro posizionando il bambino nudo ha diretto contatto con il petto altrettanto nudo del genitore, generalmente della madre, in posizione verticale e con l’orecchio sul cuore materno o paterno.

La marsupio terapia nasce nell’ospedale San Juan de Dios di Bogotà quasi casualmente per affrontare una situazione di emergenza dovuta al sovraffollamento del reparto di terapia intensiva neonatale, le cui culle termiche non erano sufficienti, e si ovviò a questo inconveniente sostituendo le incubatrici con le madri stesse, che, tennero a stretto contatto con il loro corpo il neonato giorno e notte. Il merito della KMC si deve ai dottori Martinez e Rey, i due pediatri dell’ospedale colombiano che, agli inizi degli anni ’70, presero in prestito l’antica pratica offerta dalla Natura ai marsupiali per l’accudimento del neonato. L’uso della marsupio terapia, quindi, è stato ed è tuttora molto importante, come dimostrato anche da altri episodi della letteratura scientifica; tanti sono i racconti e resoconti medici delle levatrici in diverse località e comunità isolate del Canada, del Nord della Svezia ed anche di villaggi indiani ed africani. La “cura del canguro” è stata inizialmente usata per i neonati prematuri e sottopeso poi successivamente, visti i benefici che derivavano da questo contatto genitore figlio, anche su neonati sani e nati a termine. La tecnica originale colombiana prevedeva che il contatto madre figlio fosse continuativo, oggi invece nella versione moderna della KMC il contatto diretto tra mamma e bambino avviene per un tempo limitato ad alcuni momenti della giornata e solo per neonati stabili, che possono rimanere fuori dall’incubatrice senza che la loro saturazione e la loro frequenza cardiaca possano subire variazioni, traendo da questo contatto solo benefici.

La marsupio terapia aiuta la naturale regolazione della temperatura corporea, che riesce così a mantenersi costante, e la regolazione della respirazione e del battito cardiaco del neonato, favorendo anche il sonno del bambino, che dormirà meglio per periodi più lunghi e con apnee ridotte. Inoltre, con la canguro terapia migliora anche lo sviluppo neurologico e psicologico del neonato che si sente tranquillizzato dal battito cardiaco e dalla voce della madre esattamente come nell’utero prima della nascita. In queste condizioni, inoltre, viene favorito anche l’allattamento al seno che si fa più precoce ed abbondante. La marsupio terapia è benefica non solo per il bambino, ma anche per la madre; con questa tecnica aumenta infatti la produzione di latte e viene rilasciata ossitocina, il cosiddetto ormone del benessere, che aiuta a ridurre stress ed ansie e ad aumentare di conseguenza la fiducia nelle proprie capacità genitoriali. La KMC è una procedura terapeutica non invasiva che può essere considerata importante quanto alcuni farmaci; è usata infatti anche come cura palliativa e di comfort per bambini con bisogni complessi. La marsupio terapia è una pratica naturale che umanizza la cura medica ricreando una sorta di nido speciale per il neonato e portando benefici a tutta la famiglia. Anche i papà, infatti, possono sperimentare la KMC accogliendo il neonato sul proprio petto, prendendosi cura del proprio bambino, rafforzando così, come accade per la madre, il loro rapporto e aiutandoli nel contempo a creare una maggiore intimità padre-figlio. La marsupio terapia, ai giorni nostri nei paesi più sviluppati, è considerata una terapia naturale in grado di portare benefici a tutta la neofamiglia, ma in alcune popolazioni meno sviluppate ed evolute, oggi come in passato, la KMC è un modo semplice ed innato per garantire la sopravvivenza dei bambini specialmente di quelli più deboli e bisognosi.

“Mia figlia avvinghiata alla mia schiena tipo koala sotto al piumone… è tutto ciò che conosco della felicità” scrive LucaMagmo. Tornando ai marsupiali e ad alcuni degli esempi fatti di questi affascinanti e particolari mammiferi, ho volutamente trascurato di scrivere del koala, il più famoso marsupiale endemico australiano, forse il più famoso marsupiale del mondo, un vero dormiglione, ghiotto di foglie di eucalipto che assomiglia ad un adorabile, timido, tenero e pacifico peluche al quale dedicherò un articolo tutto suo. Chiudo questo articolo con una frase del predicatore ed editore americano Edwin Hubbell Chapin sull’amore materno, che è per me molto rappresentativa dell’amore materno in assoluto, non solo quello umano ma anche quello animale.
“Nessun linguaggio può esprimere il potere,
la bellezza,
l’eroismo
e la maestosità
dell’amore materno“.
