Il Natale è una festa bellissima, eppure ce la mettiamo tutta, per appesantirlo in maniera assolutamente insensata. Appesantiamo le sporte con regali inutili e veniamo appesantiti da quelli, pure inutili, che riceviamo. Ci appesantiamo il ventre, ingurgitando, in una sola seduta, il quantitativo di cibo che di norma ingurgiteremmo in una settimana di sovralimentazione. Ci appesantiamo l’anima, ripetendoci, ad ogni piè sospinto, che in questo periodo “siamo tutti più buoni”, quando, in realtà, se uno è buono, lo dovrebbe essere sempre, non aspettare il Natale per diventarlo al volo e per magia pure natalizia. Inoltre, detto fra noi, non è vero niente, che a Natale siamo tutti più buoni. Infine, ci appesantiamo le gonadi, autoinfliggendoci la terribile punizione finale degli immancabili giochi natalizi. Dalla classica -straziante- Tombola, passando per il Mercante in Fiera, transitando per più o meno canonici giochi da tavolo, per arrivare alle pericolosissime Briscolate o Burrachi fra parenti. Robe tremende, che finiscono col dare l’inevitabile colpo di grazia al presunto spirito natalizio di cui sopra, ingenerando feroci lotte intestine e sanguinose faide famigliari, consumate all’ombra dell’albero e sotto la lama del pugnale che un secondo prima abbiamo affondato nell’ennesimo panettone fine a sè stesso.
E allora, dico io, a stò giro regaliamo il giusto, mangiamo normale, cerchiamo di esser buoni a prescindere e… a proposito di momenti ludici, il cunicolo che ci immette -o ci espelle da- Via del Bozzo a Carrara, ce ne propone -finalmente- uno alternativo! Conoscevate il cosiddetto “Filetto”? No? Ebbene, eccolo qua: trattasi di un antichissimo gioco da tavolo astratto per due giocatori, che si svolge su una tavola a quadrati concentrici. L’obiettivo è allineare tre pedine in fila (orizzontale, verticale o diagonale) per formare un “filetto” (o “mulino”), che permette di rimuovere una pedina avversaria. Vince chi riesce a ridurre l’avversario a sole due pedine, oppure a bloccarlo. Secondo alcuni, lo schema tipico di questo gioco è, in realtà, un simbolo magico legato anche ai Templari (la “triplice cinta sacra” rappresenterebbe i tre gradi delle iniziazioni misteriche, ma anche le tre cinte di mura druidiche dei Celti, della capitale di Atlantide o della Gerusalemme celeste).
Non è affatto raro rinvenire la Tavola Filetto in diversi luoghi, in Europa, dall’Acropoli di Atene alle basiliche romane, dalle navi dei Vichinghi alle cattedrali gotiche.
Questa è quella di Carrara. Visto che oggi parte ufficialmente il countdown verso le festività, al momento giusto provate a proporlo in famiglia come nuovo gioco ufficiale delle medesime. Facile che veniate respinti con ingenti perdite ed a suon di sonore pernacchie. Meglio, no? Dopo aver regalato poco, mangiato come in un giorno qualunque ed esser stati buoni perchè sì, vi sarete tolti di mezzo anche la fastidiosa incombenza del gioco di società natalizio. E sarà stato, comunque, un Buon Natale😄🎄.
Quello che vi auguro sin da ora.
Meno doni, meno cibo, più buoni tutto l’anno: tris di Natale
