Andando a curiosare tra le mille storie che colorano la vita e la storia della Lunigiana ho scoperto e delle volte riscoperto, cose che non avrei mai immaginato. Ho raccontato le vicende di personaggi illustri, quelle di perfetti sconosciuti, passando per la storia di castelli, piatti tipici, usanze locali e via dicendo. Ho fatto balzi nella storia, passando dai Romani alle vicende del secondo dopoguerra, per poi tornare ai liguri apuani, i primi abitatori di queste terre, saltando di nuovo fino ai patrioti risorgimentali. Un vai e vieni che a riguardarlo fa venire il mal di testa. Ho parlato di cucina, di sport, di attualità e di religione e riguardo questa ultima materia ho raccontato le vicende di santi locali, importati, di passaggio e di miracoli. Proprio parlando di miracoli, però, mi sono accorto che le nostre valli nascondono agli occhi meno attenti un trasparente filo di seta che unisce quasi tutti i paesi, un filo tessuto da saggezza divina e retto da mani di donna, La Donna per eccellenza. Giusto ieri abbiamo celebrato la festività della Immacolata Concezione e riflettendo un po’ su questa particolare celebrazione, riguardando i miei vecchi articoli qualcosa mi è saltato all’occhio. La Madonna, proprio lei, sembrerebbe avere un rapporto di predilezione con le nostre terre. Vi ho narrato la storia di Beppino Simonetti di Bagnone e di come la Vergine lo salvò da morte certa, la storia della Madonna nera di Bigliolo, le vicende che portarono al miracolo della Madonna di Fivizzano ed ancora non l’ho fatto, ma lo farò, quelle dei miracoli legate alle apparizioni di Equi Terme, di Pontremoli, di Arcola, di Soliera.
Ecco Soliera appunto, una piccola frazione del comune di Fivizzano che ospita un convento di francescani, utilizzato in questi ultimi anni come sede di un istituto agrario e progressivamente abbandonato dal 2013 a causa di un evento sismico. Io, i frati, me li ricordo ancora ed insieme a loro i ragazzi che si prendevano cura delle serre, dei terreni agricoli circostanti, imparando a salvaguardare il territorio e l’ambiente. È bello pensare che un edificio possa ospitare sia ragazzi che imparano a prendersi cura del futuro, sia uomini che tutelano le nostre anime. Dal 2013 quindi, quell’edificio ha subito i danni dell’abbandono fino a quando, nel febbraio di quest’anno, la sezione provinciale dell’associazione religiosa Templari Oggi APS, è riuscita ad ottenere l’affidamento della chiesa ivi annessa per un periodo di otto anni, con scadenza 31 dicembre 2032. È bene ricordare che, per accordi intercorsi tra l’ordine francescano e la Provincia di Massa Carrara, l’intero immobile è oggi proprietà di quest’ultima che lo ha messo all’asta con una base di partenza di circa 800.000 euro.
Io ho sempre pensato che la fede non possa appoggiarsi esclusivamente ai miracoli, che devono essere considerati solo ed esclusivamente un segno della presenza divina, infatti quello che è successo in questi giorni, per come la vedo io, deve essere considerata un piccola prova di quel filo al quale accennavo prima. Ho letto di questa notizia tramite un post sui social e per sincerarmene ho subito chiamato l’autore Lorenzo Chiappini che, oltre ad essere un amico, è il commendatore, ovvero il responsabile della Comanderia ex Val di Magra che ha in custodia il santuario, il quale mi ha raccontato brevemente l’accaduto.
Un mese fa, prima di aprire la chiesetta per renderla visitabile ai fedeli, hanno trovato una rosa bianca recisa per terra e così sua moglie l’ha raccolta e dopo averla messa in un vasetto, l’ha posta accanto ad una statua della Vergine Maria. Ebbene ad oggi, dopo un mese quella rosa è ancora fresca e profumata come quando è stata trovata. Se consideriamo che una rosa tagliata può durare dai dieci giorni alle due settimane, possiamo dire che questo è davvero un piccolo miracolo che Lorenzo è disposto a mostrare a chiunque voglia sincerarsene coi propri occhi. Torno a dire però che un miracolo, piccolo o grande che sia, deve essere considerato come un segno o come un invito a pensare, a riflettere, a ragionare.
In un periodo così difficile della storia, come quello che stiamo vivendo oggi, è rassicurante pensare che una mano materna continua ancora oggi a dipanare quel filo invisibile che ci lega tutti a Lei ed al mistero di Dio.
