foto di Pietro Marchini
Scendendo il fiume Serchio, da Piazza, o salendolo da Lucca, facciamo una breve sosta a Borgo a Mozzano (95 m), centro importante per i suoi palazzi antichi le chiese medievali e il Ponte della Maddalena, meglio conosciuto come Ponte del Diavolo di cui una leggenda narra che fu costruito dal demonio in una sola notte. Borgo a Mozzano è anche stazione della linea ferroviaria Lucca-Aulla, inaugurata il 15 luglio 1898. Lo troviamo citato la prima volta nell’anno 991 in una pergamena dell’Archivio Arcivescovile di Lucca. Proseguendo in salita arriviamo a Cerreto (144 m) e alla sua antica Pieve, piccolo gioiello di architettura medievale. Poco sopra possiamo visitare l’antico oratorio di San Michele Arcangelo già esistente nel 1129. Proseguendo la strada principale incontreremo il borgo di La Rocca (320 m) con i resti della sua antica fortezza da cui deriva il suo nome. Ancora poco più avanti possiamo visitare Oneta (327 m) immerso in una in una splendida cornice di viti e oliveti, seguendo uno stradello possiamo ammirare l’eremo di Santa Cristina (540 m). Il toponimo deriva dalla pianta di Ontano, un tempo chiamata Alneta. Ultimo paese prima della meta è Cune (653 m) con il romitorio di San Bartolomeo eretto fra i secoli X e XI, dotato di una bella chiesa romanica. Le prime notizie sono della fine del XIV secolo citato come Villa di Cune, secondo lo stile romano.

Siamo prossimi alla meta prefissa, il monte Bargiglio (866 m) è vicino e con esso la torre detta l’Occhio di Lucca. Perché è definita Occhio di Lucca ce lo dice la vista che spazia a 360 gradi su tutta la pianura mettendo in rilievo le Apuane e la Pania di Corfino, i numerosi castelli e fortezze della Garfagnana, fino alla città di origini preromana probabilmente abitata la Liguri ed Etruschi, fondata dai Romani nel 180 a.C. Gli storici non conoscono l’origine della fortificazione, ma scavi recenti hanno messo in luce tre fasi di costruzione di cui il più antico risale al medioevo. Fino all’epoca di Castruccio Castracani la funzione principale era quella di Torre di Segnalazione utilizzando paglia e altri combustibili posti in cestelli metallici che producevano fumo di giorno e fuoco di notte, e successivamente salve di cannone che avevano lo scopo di segnalare pericoli alla Torre del Palazzo Pubblico di Lucca. Il primo documento che la cita è del 1339, nel 1372 Lucca decide di demolirla, per poi ricostruirla nel 1468 utilizzando le mura rimaste. Fu utilizzata fino alla fine del 1618 e successivamente abbandonata al suo lento declino. Il colpo di grazia avvenne durante l’epopea napoleonica, la torre venne resa inutilizzabile e a poco a poco crollò. L’ultimo restauro conservativo dei resti della torre è avvenuto nel 2016, con l’inserimento di una pedana metallica che consente a chiunque di godere della vista panoramica dalla Garfagnana, fino all’azzurro del mare.
