seconda e ultima parte
Diari Toscani incontra Serena Fornasari campionessa di body building.
Ci parli delle pose…
Sono quattro fondamentalmente: una frontale, due laterali e una back per mostrare la parte posteriore. Il posing è più o meno standard in tutte le federazioni, possono esserci delle variazioni minime in cui magari richiedono che il braccio sia messo più in alto o più in basso o ancora piegato in un certo modo. Queste figure bisogna saperle fare ed esistono dei coach appositi che le insegnano. Quindi riepilogando devi avere un’alimentazione di un certo tipo ed un allenamento personalizzato per costruire la struttura del tuo corpo, io ora prenderò peso per costruire la mia massa muscolare che andrò ad asciugare prima delle gare. È tutto un procedimento che mi porterà poi in quella che si chiama “Peak week”, la settimana prima della gara dove dovrò assumere la quantità giusta di acqua e sale per poi arrivare alla condizione ottimale. Quando sono sul palco devo sapermi muovere. Io sono seguita da Zanotti Giuseppe, un posing coach di Parma, che mi indica come eseguirle in modo tale da esaltare i miei punti di forza e naturalmente correggere gli eventuali punti deboli. Ad esempio io non ho le spalle particolarmente grandi per cui devo attuare qualche accorgimento affinché otticamente queste sembrino più larghe rispetto alla vita. Il posing incide sul voto finale per cui potrebbe penalizzare tutto il lavoro fatto sulla parte fisica vera e propria.

Spesso, vediamo persone che fanno bodybuilding con corpi abnormi e viene da pensare che non possa essere tutto naturale, che qualcosa debba essere assunto per sviluppare quella massa di muscoli. Tolte le sostanze dopanti, cosa potete assumere?
Amminoacidi, proteine e creatina e magari mix di vitamine. Il resto, tutto ciò che è legato al testosterone, è vietato. Ci sono sostanze che possono rimanere nel corpo per mesi, a fine gara i primi tre appena scendono dal palco vanno subito a fare l’esame delle urine. Alcune federazioni hanno addirittura a disposizione la macchina della verità tramite la quale sottopongono gli atleti a dei test che a volte hanno dato esiti positivi.
Per una donna, dire che va a fare gare di bodybuilding può apparire strano. Come l’hanno presa i tuoi colleghi, la sua famiglia e i suoi amici?
Antonio, il mio compagno, è l’unico che mi ha appoggiato fin dall’inizio. Gli altri, la mia famiglia ad esempio, all’inizio non erano molto contenti poi però hanno capito ed anche loro mi hanno supportata. Storcevano un poi il naso perchè mi vedevano soffrire: nella fase di asciugatura del fisico ad esempio ho una dieta molto ferrea, calo drasticamente di peso e a volte mi salta anche il ciclo mestruale sottoponendo il mio fisico ad uno stress notevole, io però sono contenta quando riesco a vedere il risultato finale.
C’è ignoranza nel senso buono della parola…
La gente mi guarda stranita perchè è abituata all’immagine di una donna con tutte le spaccature nei muscoli, le vene di fuori poi io invece mi presento nel mio fisico minuto, vestita normalmente, ecco non riesce a far combaciare le due figure. C’è stupore dovuto anche alla poca visibilità di questa disciplina come invece potrebbe essere con uno sport più conosciuto. Dietro a quei cinque minuti di esibizione sul palco esiste tutto un percorso durato mesi, fatto di fatica e sacrifici. Io sono il risultato del lavoro non solo mio ma anche dei preparatori e di tutte quelle persone che ti ho elencato prima
Al pari delle arti marziali, delle quale mi sono occupato in altre interviste, cos’è il bodybuilding?
Disciplina, sacrificio, rigore, rigidità, privazione. Devi avere un obiettivo preciso in testa e la voglia di raggiungerlo, sapendo che ce la puoi fare, andando anche un po’ altre i propri limiti e le proprie forze. Nove persone su dieci che vanno in palestra non vedono l’obiettivo perchè si accontentano del fatto di esserci andati e poi magari escono e vanno a mangiarsi la pizza. Io ho passato settimane in cui il minimo sgarro rappresentato dal gelato o dalla pizza o dal prosecco non me lo sono potuto concedere perchè avevo in mente il mio obiettivo da raggiungere. Devi essere motivato perchè sai che percorrendo quel sentiero, fatto anche di vera sofferenza fisica, alla fine arrivi all’obiettivo desiderato.

Se tu fossi di ispirazione per altre ragazze che però si spaventano di fronte alle privazioni che mi hai appena elencato, cosa diresti loro per fargli cambiare idea?
Se la passione è forte e riconoscete di poter raggiungere anche piccoli cambiamenti allora potete arrivare fino in fondo, raggiungere il vostro obiettivo. È tutta una questione di testa e quei cinque minuti sul palco valgono tutti i mesi di sacrificio passati.
Oltre alle medaglie e le vittorie che ha ottenuto, cosa le ha dato questa disciplina?
La consapevolezza di riuscire ad andare oltre alcuni limiti che ci auto imponiamo. Se una cosa ti piace la devi fare, il mio era un desiderio che per vari motivi non potevo esaudire. Un giorno ho deciso di andarlo a riprendere e sono arrivata fino dove sono ora ma non è finita perchè fino a quando l’età e il fisico me lo permettono, voglio andare ancora avanti. Non mi voglio più fermare
Vede un futuro?
Se potessi insegnerei, affronterei degli studi specifici, magari aiutando anche qualche ragazza che ha voglia di intraprendere questa specialità.
Un ultimo messaggio?
Bisogna essere seguiti in ogni dettaglio: alimentazione, allenamento fisico, posing. Bisogna appoggiarsi a figure competenti che aiutino l’atleta a crescere nella direzione e nel modo giusto. Infine non deve mancare l’apporto psicologico, il sostegno e per me Antonio è stato fondamentale.
