foto di Selenia Erye
I suoi abiti sono l’emblema della sensualità contemporanea. La cura del dettaglio, la precisione dei tagli e quella capacità unica di far sì che ogni donna, indossando le sue creazioni, non passi inosservata per eleganza, determinazione e carattere, definiscono la firma di Donatella Storto. Nella sua nuova collezione ogni capo sembra portare con sé un messaggio, una dichiarazione pronunciata con grazia, ma con una forza interiore potentissima. Ho assistito a una sua sfilata e ho avuto modo di incontrarla nel backstage. In quell’occasione ho percepito ciò che la distingue davvero: la determinazione, l’attenzione maniacale alla costruzione del capo, il linguaggio forte e raffinato con cui racconta la donna di oggi.
Donatella Storto è nata a Napoli, ma, in seguito si è trasferita all’estero, tuttavia conserva un legame profondo con la sua terra d’origine, fonte costante di ispirazione emotiva ed estetica. In passerella, Donatella Storto porta l’esigenza più autentica della donna contemporanea: sentirsi sofisticata, sensuale, consapevole della propria identità e della propria luce.
Ho voluto conoscerla meglio, oltre le luci della sfilata, e questo è ciò che ci ha raccontato.





Donatella, le sue creazioni sono un inno alla femminilità. Da dove nasce questa visione così sensuale e decisa della donna?
La mia visione nasce dall’idea che la femminilità non sia mai fragile, ma una forza silenziosa e magnetica. Ho sempre osservato le donne nella loro complessità: sicure, istintive, in movimento, capaci di conquistare senza mai perdere eleganza. Le mie creazioni vogliono raccontare proprio questo: una sensualità che non ha bisogno di gridare, fatta di trasparenze, tagli studiati, forme che accompagnano il corpo e lo esaltano. Con il tempo ho imparato che la moda può essere un’armatura luminosa. Con DS by Donatella Storto voglio dare voce a quella donna: libera, decisa e profondamente femminile.
Qual è il legame tra le sue origini napoletane e il suo modo di interpretare la moda?
Le mie origini napoletane sono una parte viva del mio modo di creare. Napoli ti insegna a sentire: i colori, le emozioni, le contraddizioni, la bellezza improvvisa che ti sorprende in ogni angolo. È una città che non conosce mezze misure, e questa intensità è diventata la matrice del mio linguaggio estetico. Nei miei abiti porto sempre un’emozione precisa: il coraggio di mostrarsi, quella fierezza luminosa che non teme lo sguardo degli altri. Ogni creazione nasce come un dialogo tra la mia terra e la donna che voglio raccontare: una donna che non ha paura di essere vista, amata, ricordata.
Chi è la donna Donatella Storto?
La donna Donatella Storto è una presenza che non chiede spazio: lo conquista. È sicura, sofisticata, sensuale senza mai perdere misura. Ha una forza naturale che non ha bisogno di essere spiegata. I miei capi sono pensati per una donna che abbraccia la sua unicità, ama i dettagli couture, gioca con le trasparenze e osa con eleganza. Non vuole assomigliare a nessuno: vuole essere più intensamente sé stessa.





Qual è l’equilibrio perfetto tra eleganza e sensualità secondo lei?
Per me l’equilibrio perfetto nasce da una regola semplice: la sensualità deve suggerire, l’eleganza deve contenere. La sensualità è energia, movimento; l’eleganza è misura e intenzione. Quando queste due forze dialogano senza sovrastarsi, allora nasce lo stile. La mia idea di femminilità è forte, decisa, ma sempre raffinata. È un “vedo-non-vedo” che parla da solo. L’eleganza è fare rumore senza alzare la voce.
Quando inizia a progettare un nuovo abito, da cosa parte?
Ogni creazione parte dalla sua energia: dal modo in cui immagino la donna muoversi e vivere la propria femminilità. Prima ancora del tessuto visualizzo la presenza. Solo dopo arriva la silhouette, che deve valorizzarla e raccontarla. Il tessuto è l’ultimo passo, ma è quello che dà voce e movimento. Scelgo materiali che abbiano un’anima, che fluiscano o scolpiscano il corpo con la giusta intensità. In sintesi: prima la donna, poi la forma, infine la materia.
C’è un messaggio che desidera trasmettere alle donne attraverso i suoi abiti?
Sì: quello di non chiedere il permesso per essere se stessa. Voglio che ogni donna senta di poter occupare lo spazio che merita, senza scusarsi e senza attenuare la propria luce. La trasparenza diventa libertà; il taglio deciso diventa identità; la linea couture diventa autodeterminazione. La femminilità non è debolezza: è una forma di potere.





Guardando al futuro, quali sono i suoi sogni per il brand?
Il mio sogno è far crescere il brand senza perdere la sua anima: artigianalità, esclusività, femminilità decisa. Vedo tre direzioni: consolidare la presenza internazionale, ampliare le capsule e creare uno spazio creativo tutto mio, un atelier dove moda, arte e visione possano convivere. Il futuro lo immagino così: fatto di connessioni internazionali, ma sempre guidato dalla stessa intenzione — creare abiti che parlino della forza delle donne.
