Ci sono persone che riescono a condensare in una vita abbastanza breve, mille esistenze: Luciano Salce è stato una fulgida rappresentazione della categoria. Nacque a Roma il 25 settembre 1922 da famiglia borghese. Rimase orfano di madre da bambino, suo padre Mario dovette occuparsi della sua crescita e, suo malgrado, lo iscrisse al collegio di Mondragone, quando aveva dieci anni. In quel periodo Luciano rimase ferito a causa di un incidente stradale nell’ auto guidata da suo padre. Dovettero ricostruirgli la mandibola con una protesi in oro. Dopo la fine degli studi classici, Luciano Salce si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza che lasciò dopo pochi esami, per iscriversi all’Accademia nazionale di arte drammatica, correva l’anno 1942. Luciano Salce scrisse il suo primo spettacolo, un atto unico dal titolo Racconto per un funerale. Nel 1943 fu richiamato al servizio militare, insieme al suo compagno di accademia Vittorio Gassman. Il giorno dell’armistizio, l’8 settembre 1943, fu fatto prigioniero dai tedeschi e deportato. Rimase prigioniero per due anni, nei quali subì violenze fisiche e psichiche, come la rimozione della placca in oro che gli procurerà gravi problemi di nutrizione. Luciano Salce fu liberato nel 1945 e divenne subito protagonista della nuova stagione radiofonica della Rai a Roma. Nel 1946 Luciano Salce esordì al cinema interpretando il ruolo di un ufficiale americano nel film, Un americano a Roma diretto da Luigi Zampa. Nello stesso anno pubblicò il romanzo L’educazione teatrale, scritto insieme a Vittorio Gassman. Dopo essersi diplomato regista nel 1947, diresse lo spettacolo Ballo dei ladri. Luciano Salce si aggregò alla compagnia teatrale di Evi Maltagliati e Vittorio Gassman, e insieme recitarono in Italia ed Europa. Dopo l’esperienza, Luciano Salce collaborò con Luchino Visconti e Giorgio Strehler in spettacoli tratti dalle opere di Molière e Bontempelli. Nel 1949 Salce partì per una lunga tournée in Europa e resto del mondo, insieme a Vittorio Caprioli e Alberto Bonucci. Tra il 1950 e 1951 la compagnia si fermò a San Paolo in Brasile, dove conobbero e collaborarono con Adolfo Celi. Durante il soggiorno sudamericano conobbe Jole Bortolazzi e diresse i suoi primi film, Una Pulga na Balanca e Floradas na serra. Dopo qualche tempo in Brasile Luciano Salce e la compagnia tornarono in Italia e nel 1955 sposò Jole Bertolazzi e lavorò in radio per una rubrica settimanale chiamata: Chi li ha visti? In quel periodo portò in scena vari spettacoli teatrali, tra i quali: Sexophone e I tromboni, poi ne scrisse uno teatrale, L’arcispolo e uno radiofonico, La zuccheriera. Nel 1960 esordì anche in Italia come regista nel film Le pillole di Ercole, interpretato da Nino Manfredi e Vittorio De Sica. Nei primi anni sessanta diresse alcuni film interpretati da Ugo Tognazzi, tra cui Il federale, che vide l’esordio di Ennio Morricone nella colonna sonora, poi ancora La voglia matta e Le ore dell’amore. Sul set della Voglia matta conobbe una giovane attrice, Diletta D’Andrea, incontro che pose fine al suo matrimonio con Jole. Tra il 1964 e il 1965 Luciano Salce apparve in vari spettacoli televisivi, come Studio Uno, diretto da Antonello Falqui. Salce tornò al teatro nel 1966, quando nacque a Londra suo figlio Emanuele Timothy che diventerà un attore di buon successo. Diresse in quegli anni, Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg, commedia dalla quale fu tratto anche un film nel 1967. Alla fine degli anni sessanta Luciano Salce diresse pellicole d’impegno e denuncia, come: La pecora nera e Colpo di stato, che fu censurato e messo in onda solo nel 2004. Poi ancora un film di grande successo, Il prof. Dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionato con la mutua, con un Alberto Sordi in forma smagliante. Tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta, Luciano Salce conobbe il successo e il dolore derivante dalla separazione con Diletta, che lo lasciò per Vittorio Gassman e la morte di suo padre Mario. Nel 1975 avvenne l’incontro con Paolo Villaggio, che aveva scritto un romanzo con le avventure tragicomiche di Fantozzi. Luciano Salce decise di portarle sul grande schermo, inutile dire che fu un grande successo, gli italiani si rividero nei vizi e virtù di quel goffo e simpatico personaggio. Il sodalizio con Paolo Villaggio continuò con Il secondo tragico Fantozzi che fu ancora un grande successo, come L’anatra all’arancia, quando sostituì Dino Risi alla regia. Gli anni settanta furono contraddistinti per varie commedie come: Il Belpaese, Professor Kranz tedesco di Germania, ancora con Paolo Villaggio. Poi il ritorno al teatro con un testo di Ennio Flaiano, La conversazione continuamente interrotta, interpretato da Giorgio Albertazzi. Nel 1981 Luciano Salce pubblicò una raccolta di racconti, Cattivi soggetti e diresse un’altra commedia di successo, Vieni avanti cretino con Lino Banfi, correva l’anno 1982. In quello stesso anno fu colto da un ictus durante la manifestazione Miss Italia, della quale era presidente di giuria. Luciano Salce si riprese lentamente e nel 1984 tornò alla regia cinematografica con il film Vediamoci chiaro. Nel 1985 diresse lo spettacolo teatrale tratto da un’opera di Italo Moscati, Politicanza. Nel 1987, durante una crociera scoprì di avere un melanoma e malgrado fosse debilitato dalla malattia diresse il film, Quelli del casco. Nel 1989 le condizioni di Luciano Salce si aggravarono fino alla sua morte il 17 dicembre di quello stesso anno, all’età di 67 anni. Luciano Salce ha vissuto molte più vite di tanti esseri umani, è stato attore, regista, scrittore e sceneggiatore, ma soprattutto se Paolo Villaggio fu il padre di Fantozzi, Luciano Salce ne è stato lo zio.
Luciano Salce: lo zio di Fantozzi
