Quarantaquattromila ore di volo equivalenti a 1833 giorni: praticamente cinque anni passati nei cieli di tutto il mondo, oltre mille aerei collaudati, due medaglie d’argento al valor militare, la Croce di S. Giorgio di terza classe concessagli dallo Zar Nicola II, una medaglia d’oro per la velocità e una medaglia argento per l’acrobazia aerea alle olimpiadi di Anversa del 1920, tre record mondiali di distanza senza scalo su idrovolanti, ben 37 record mondiali su idrovolante per velocità senza carico e con carico variabile e per altezza con carico variabile, una medaglia d’argento ed una d’oro valor aeronautico, la medaglia d’oro al valor atletico, la medaglia d’oro di lunga navigazione e la nomina a cavaliere dell’Ordine dei SS Maurizio e Lazzaro.

Questo, l’ineguagliabile albo d’oro del comandante Mario Stoppani, a significare il suo grande amore per il volo, per potersi librare libero nei cieli di tutto il mondo. Una vita che sembra una trama quasi cinematografica, per un personaggio che unisce in modo ideale due secoli tra loro: l’ottocento in cui nasce a Lovere il 20 maggio 1895, ed il novecento in cui vive, contribuendo in modo determinante allo sviluppo aereonautico nazionale, come scrisse Giovanni Agnelli, presidente della Fiat: “Mario Stoppani è senza dubbio tra coloro che maggiormente hanno onorato l’aeronautica e l’industria italiana in un periodo in cui l’abnegazione individuale trasfigurava l’impari disponibilità di mezzi“. La fine dell’aereo ad ali battenti, l’adozione dell’ala fissa e rigida, con la conseguente necessità di un motore, permisero all’uomo di alzarsi finalmente in volo e di rendere questo velivolo sempre più affidabile e indispensabile sia nella quotidianità del vivere che come arma di guerra. Ed è proprio in questo campo che entra in gioco Mario Stoppani. In soli sei mesi nel 1916 in piena Prima Guerra Mondiale abbatté sei aerei nemici ottenendo riconoscimenti ambiti, nonché la stima dei suoi superiori per la sua abilità di pilota nonché la “Corte” serrata del vecchio commilitone e amico, il tenente Giuseppe Brezzi, ingegnere, diventato Direttore Generale della società genovese Ansaldo. Nel marzo 1917 Stoppani lasciò l’aviazione del Regio Esercito per diventare collaudatore presso l’Ansaldo, che stava ultimando la costruzione di un nuovo velivolo: lo S.V.A., la cui sigla era composta dai nomi dei due progettisti, Savoia e Verduzio e dall’iniziale della ditta costruttrice. Qui tra i molti velivoli collauderà lo SVA. 5, aereo che diventerà famoso per il volo su Vienna del Vate Gabriele D’Annunzio.
In concomitanza con le Olimpiadi di Anversa del 1920 vennero organizzate delle competizioni aeree con valenza olimpica; protocollo, cerimonie di premiazione, medaglie erano le stesse previste per le gare olimpiche. Mario Stoppani, ai comandi di un biposto Ansaldo 300/2 con motore Fiat A12 Bis HP300 con il motorista Edmondo Lenzi, rappresentò l’Italia e si aggiudicò la Medaglia d’Oro nella prova di velocità e, nonostante il biposto fosse piuttosto pesante, anche quella d’Argento nella gara di acrobazia aerea.

Intanto nel novembre 1923, i fratelli Cosulich, comprendono l’importanza degli aerei nel settore del trasporto ed inaugurano le Officine Aeronautiche a Monfalcone. Nascono così i famosi Cant (progettista l’ingegner Raffaele Conflenti) e più tardi, con la trasformazione nel CRDA Cantieri Riuniti dell’Adriatico, i Cant Z (Z sta per il nuovo progettista ingegner Filippo Zappata) contraddistinti dalla serie 500 per gli idrovolanti (501, 506, 511) e dalla serie 1000 per gli aerei terrestri (1007, 1011, 1018). Il primo idrovolante progettato da Zappata e costruito dai CRDA è il Cant Z 501 e il prototipo- con la matricola civile I-AGIL – è prescelto per battere il record di distanza in linea retta per idrovolanti detenuto dagli Stati Uniti con un idro bimotore Consolidated, e vi riesce il 18 ottobre 1934 dopo 26 ore e 35 minuti di volo da Monfalcone a Massaua, con capo pilota Mario Stoppani, che dal 1927 operava ai CRDA, CON 4130 chilometri. Stoppani viene premiato con una medaglia d’argento al valor aereonautico. L’anno seguente il record è nuovamente battuto da due aviatori francesi che volano per 4335 chilometri, ma ai CRDA non si fanno sorprendere e fra il 16 ed il 17 luglio dello stesso anno sempre il Cant Z 501 I-AGIL, sempre pilotato da Mario Stoppani con il pilota-navigatore Babbi e il motorista Suriaco compie il tragitto da Monfalcone a Berbera per un totale di 4930 chilometri, superando così i francesi.
Il 1936 è l’anno dei record per Mario Stoppani. Il 7 luglio su di unCant Z 506 I-CANT “Airone” con comandante e primo pilota il capitano Mario Stoppani, secondo pilota capitano Amelio Novelli, che ha partecipato nel 1933 alla Crociera del Decennale, ed a bordo l’ingegner Marco Luzzatto ed il motorista Remigio Visentin sul tracciato Fiumicino-Antignano-Ansedonia conquistano otto primati internazionali: velocità su 2000 chilometri senza carico, velocità su 2000 chilometri con 2000, 1000 e 500 chili di carico alla media oraria di 307, 331 chilometri; velocità su 1000 chilometri senza carico, velocità su 1000 chilometri con 2000, 1000 e 500 chili di carico alla media oraria di 313, 261 chilometri. Ma la stagione dei record non è ancora conclusa. Il 29 novembre 1936 Mario Stoppani con il secondo pilota Vincenzo Baldini ed il motorista Guglielmo Rondioli con il Cant Z 506 I-CANT battono il primato mondiale di altezza con carico per idrovolanti, portando un carico di 2000 chili a 7831 metri, volando sulla verticale dei cantieri di Monfalcone. Infine il primo dicembre successivo con lo stesso aereo e lo stesso equipaggio ma con un carico di 5000 chili Stoppani sale a quota 6727 metri.

Una curiosità legata a questi record, che diventerà poi una consuetudine ed un vero e proprio rito, era quella che Stoppani una volta ammarato e raggiunta la terra ferma saliva su di un trattore Fiat che serviva per spostare i veicoli ed eseguiva un vero e proprio carosello sul circuito piazzale delle officine di Montefalcone. Lo scopo, diceva lui stesso, era “quello di riabituarsi alle velocità terrestri“. Un rito festoso che evidenzia la semplicità di Stoppani e la sua naturale gioia nella possibilità di volare nei cieli.
Il 13 aprile del 1937 Mario Stoppani coadiuvato dal motorista Guido Divari e dal montatore Alcide Spinetti, con il velivolo che al momento del decollo ha un peso totale di 20.700 chili fa rombare i suoi tre motori Isotta Fraschini Asso RC 40 e raggiunge incredibilmente la quota di 4.863 metri polverizzando il record russo. I vulcanici Zappata e Stoppani pensano a nuovi record da battere. C’è di fatto una doppia “Casella” vuota: il record di velocità con carico di 5000 chilogrammi sulla distanza dei 1000 e 2000 chilometri mai tentato da nessuno a causa della mancanza di un velivolo adeguato. Il 1° maggio 1937 Stoppani con un Cant Z 508 con copilota l’ingegner Antonino Mayorana, il radiotelegrafista Amedeo Suriano, il montatore Alcide Spinetti ed il motorista Silvio Forlivesi tentano la grande impresa puntando versi Grado alle ore 8,58 e volando per 8 ore consecutive, passando dai punti di rilevamento e controllo stabiliti dal percorso. Alle 17 ammara a Montefalcone. Stoppani ha conseguito altri due record mondiali: 1000 chilometri con carico di 5000 chili alla velocità media di 351,889 chilometri all’ora, e 2000 chilometri con carico di 5000 chili alla velocità media di 248,412 chilometri all’ora. Ma Stoppani e Zappata non sono mai sazi di primati e record. Alle ore 16,30 del 27 maggio con un Cant Z 506 siglato I-LERO logicamente pilotato da Mario Stoppani, con secondo pilota Carlo Tonini, radiotelegrafista Amedeo Suriano e motorista Guglielmo Rondioli puntano verso il mare aperto per affrontare una nuova sfida: battere i primati di velocità sui 5000 chilometri con 1000 chili di carico utile, con 500 chili di carico utile, senza carico e quello della distanza percorsa in un circuito chiuso per idrovolanti. La prova si effettua su di un circuito da Monfalcone a Senigallia e ritorno a Monfalcone e da Monfalcone- Faro Punta Tagliamento-Faro Capo Salvatore e ritorno a Monfalcone. Il Cant Z 506 volerà per tutta la notte ammarrando alle 9,54 del 28 maggio, dopo 17 ore di volo. Alla fine, conquisterà i seguenti primati: Primato di distanza su idrovolanti in circuito chiuso con un percorso di 5200 chilometri senza carico e con carico di 1000 chili e 500 chili. Velocità su idrovolanti su 5000 chilometri senza carico utile e con carico di 1000 chili e 500 chili alla media di 308,344 chilometri all’ora. Velocità su idrovolanti su 2000 chilometri senza carico utile e con carico di 1000 chili e 500 chili alla media di 319,778 chilometri all’ora. Velocità su idrovolanti su 1000 chilometri senza carico utile e con carico di 1000 chili e 500 chili alla media di 322,044 chilometri all’ora.
Il 2 novembre 1937 con il Cant Z 506B siglato I-LAMA Stoppani conquista il record di altitudine con 2.000 chilogrammi di carico a 8.951 metri. Il 7 novembre Stoppani con lo stesso aereo conquista il record di altitudine con 5.000 chilogrammi di carico a 7.410 metri. Cinque giorni dopo il 12 novembre con lo stesso aereo e lo stesso equipaggio saranno conquistati nuovi record: con 1.000 chilogrammi di carico record di altitudine a ben 10.388 metri, battendo contemporaneamente anche il primato con 500 chili. Un’ autentica pioggia di record che in alcuni casi va a migliorare traguardi già precedentemente conquistati da Mario Stoppani.

Il 3 marzo del 1938 Stoppani con un Cant Z 509 su un circuito da Santa Marinella-Napoli Vesuvio-Monte Cavo-Santa Marinella conquisterà i record di velocità sui 2000 chilometri con una media di 399,644 chilometri all’ora e sui 1000 chilometri con una media di 403,424 chilometri all’ora, oltre ai record sui 2000 e 1000 chilometri con carico variabile di 2000, 1000 e 500 chili. Tra i tanti record e gesta leggendarie nel campo dell’aviazione militare e civile c’è una curiosità che riguarda il comandante Mario Stoppani. Fu infatti proprio l’asso dell’aviazione, con l’atterraggio di un quadrimotore Breda BZ308, il 21 novembre 1948, ad aprire ufficialmente al traffico civile l’aeroporto denominato “Città di Busto Arsizio” che diventerà poi l’aeroporto di Milano-Malpensa.
