Ah, le sopracciglia! Quei due fili di setola che, se ben curate, possono farti sembrare Michelle Obama; se trascurate, invece, ti trasformano in un eterno “tragedia della bellezza”. Oggi voglio affrontare il grande problema di molte donne: le sopracciglia: quelle napoletane, quelle a uncino, o peggio, le fronti con una sola pellicina che si staglia nel volto come un’antichissima roccia.

Partiamo dal presupposto che, ormai, le sopracciglia sono diventate il vero spartiacque tra il “capelli al naturale” e “ho appena fatto il botox nei bulbi oculari”. La tendenza? Più sono folte e definite, più sembri una dea greca, con l’astuzia di una divinità. Ma attenzione: non basta ritagliarle a pinzette a caso, come si fa con i cappelli dei gatti randagi. No, bisogna rispettare l’armonia del volto, non trasformare le sopracciglia in due linee di battaglia. Poi ci sono i trucchi, il vero amore e il vero odio. Ricordate: il trucchetto più sbagliato di sempre è usare una matita troppo scura per disegnare arcate perfette. Risultato? Sembra che un panda abbia deciso di vivere sul vostro volto. Per le più impazienti: lasciate perdere il penciling e i numerosi eccessi. La natura, si sa, fa il suo lavoro, anche se a volte sembra volervi far credere di essere cieca. E non dimentichiamo le tendenze strampalate, come le sopracciglia tatuate o microblading, che sembrano uscite da un episodio di “Black Mirror”. Se decidete di andare sulla strada del “wow, questa è arte”, ricordate: si tratta di un investimento a lungo termine, e se poi cambiate idea, dovrete accontentarvi di un tatuaggio permanente come un memoriale di una decisione sbagliata.

In conclusione, le sopracciglia sono la cornice del volto, non la scena principale. Basta fare così: lasciate le sopracciglia vivere, respirare e, magari, lasciatele anche un po’ trascurate, per poi decidere con calma se dolcificare o accentuare quella che, ricordate, è la vostra migliore amica di sempre.
Fino alla prossima puntata di “Basta non fare così”, perché la bellezza, si sa, è fatta anche di buon senso e di sopracciglia che non gridano “Hello, sono qui!”.
