foto di Pietro Marchini
Per visitare il borgo di Vetriano dobbiamo andare in Garfagnana, seguire il fiume Serchio partendo da Castelnuovo o da Lucca fino a Diecimo, salire lungo il torrente Pedogna, fino ad incontrare la valle di Roggio. E’ questo un territorio esposto a mezzogiorno che può quindi vantare una temperatura mitigata anche durante l’inverno. Facciamo un salto a Villa a Roggio (275 m) le cui origini risalgono al 828 evocando un senso di semplicità e rusticità, successivamente troveremo Ansana ((318 m) circondato da grandi boschi, poco sopra Celle Puccini (372 m) dove possiamo riconoscere le origini degli antenati di Giacomo grande musicista lucchese. Il primo dei Puccini, anch’esso Giacomo, nacque nel 1712 poi Antonio 1740, Domenico 1772, Michele 1813 e nel 1858 il più grande e conosciuto della famiglia in quel di Lucca. Pochi giorni prema della morte Giacomo tornò a Celle dove ebbe un’accoglienza trionfale passando sotto 12 archi con scritti i nomi delle sue opere. Al museo, costruito nel 1976, è affidata la memoria del grande artista.La strada sale ancora immersa in un bel paesaggio fino a Gello (482 m) con un’ampia vista su tutta la vallata.

Dopo ampio giro raggiungiamo il borgo più alto della valle, Colognora (585 m) con il museo dedicato al castagno. Qui gli uomini hanno riconosciuto e giustamente valorizzato un albero che ha sfamato con il suo frutto le popolazioni per secoli e con il legno ha permesso la costruzione delle case e le ha anche riscaldate durante la stagione fredda. Continuiamo in discesa per giungere alla meta del nostro viaggio: il borgo di Vetriano (430 m) e il suo teatrino. La storia di questo teatro inizia nel 1890 quando, l’ing. Virgilio Biagini dona un fienile di sua proprietà alla comunità di Vetriano con l’obbligo di costruirvi un edificio riservato alla cultura. Ci volle un anno intero per portare a termine l’opera, a cui parteciparono molti paesani sia per le opere murarie che per l’acquisto dei materiali. Quindi si dette inizio alle rappresentazioni di opere in prosa e commedie musicali scritte dagli stessi paesani. Il bello è che per assistere agli spettacoli bisognava portarsi le sedie da casa, essendo l’interno sprovvisto per ragioni economiche. Alla fine degli anni 90 i diritti di proprietà vengono affidati al FAI (Fondo per l’ambiente italiano) che si occupa subito della sua ristrutturazione. L’inaugurazione del nuovo teatro avviene il 28 settembre 2002 con 90 posti a sedere, in parte nella platea e in parte su due balconate laterali. Il piccolo teatro è dedicato al compositore Alfredo Catalani nato a Lucca nel 1854, per onorarne il talento musicale e il legame con il territorio.
