C’erano due volontari apuani tra i Mille che si imbarcarono da Quarto, in Liguria per andare a liberare il Regno delle Due Sicilie al seguito di Giuseppe Garibaldi. Uno era Bernardo Orlandi che era nato a Carrara nel 1836 e l’altro era Stefano Nelli, nato a Massa ma cresciuto a Carrara e poi trasferito a Lucca dopo l’impresa dei Mille.


L’eroe dei due mondi, sicuramente aveva notato i due carraresi e comunque aveva un’alta opione degli abitanti della terra del marmo perchè così scrisse in una lettera: “Carrara mi è sempre stata nel cuore, prima per i suoi sentimenti liberali e nazionali, poi per i suoi lunghi patimenti e dolori che avevano fatto soffrire la tirannide Estense, nelle guerre dell’indipendenza. Io ne ebbi molti nelle mie file e fui molto contento di loro. Ho letto sui giornali come hanno ancora corrisposto generosamente alla mia richiesta di fucili; Io Giuseppe Garibaldi, sono grato alla buona città di Carrara” . Il riferimento dell’elogio di Garibaldi a Carrara si colloca nel 1860, quando il generale lanciò la sottoscrizione nazionale per raccogliere un ” milione di fucili ” con i quali armare i suoi volontari e portare così a termine l’unificazione del Regno d’Italia. Carrara, insieme ad altre città, contribuì alla causa, sottoscrivendo il propio impegno per l’acquisto di fucili di seconda mano, che erano stati, per lo più, utilizzati nelle guerre coloniali inglesi e che vennero forniti direttamente dalla Gran Bretagna, come il fucile Pattern 1853 Enfield, grazie allo stretto legame che la città aveva con Londra e con gli inglesi che commerciavano il marmo. Diversi imprenditori inglesi avevano la residenza a Carrara e uffici a Londra.

I due garibaldini sono sepolti nel cimitero monumentale di Marcognano a Carrara e, di recente, il comune ha conferito il loro nome a un largo nella zona di San Martino.
