“Il mare con il suo respiro. Le balene con il loro respiro. Tutti e due grandi, sotto un cielo immenso” – Fabrizio Caramagna
Il termine balena con il quale indichiamo il grande mammifero marino, la maestosa placida sinuosa regina dei mari, si riferisce, in un certo senso, a qualsiasi cetaceo di grande taglia. Nella lingua italiana, però, alcuni prontuari, collegano specificamente la parola balena alle “Balaenidae“, che sono una famiglia di cetacei che si compone di due generi con quattro specie. I balenidi sono conosciuti anche come “balene franche” o “balene vere”, così definite dai balenieri in quanto, erano per loro balene giuste da cacciare per almeno due motivi: si lasciavano catturare facilmente e da queste si poteva ricavare una grande quantità di grasso. Invece, per lo scrittore e poeta statunitense Herman Melville, autore nel 1851 del romanzo “Moby Dick”, considerato uno dei capolavori della letteratura americana, il termine balena racchiude in sé tutte le specie dell’ordine dei cetacei, quindi i Capodogli e i Misticeti che sono un parvordine dei cetacei rappresentato da balenottere, megattere e balenidi, ed è per questo che il capodoglio Moby Dick è chiamato “la balena bianca”. In queste mie righe, userò il termine balena riferendomi alla balenottera azzurra “Balaeniptera musculus” che di questo articolo è la protagonista e che appartiene al parvordine dei Misticeti, anche detti “balene con i fanoni”.

Balenottera, che in realtà tanto piccola non è. La balena infatti è, per le sue mastodontiche dimensioni, il più grande animale conosciuto mai vissuto al mondo. Le balene, che abitano i mari di tutto il mondo tranne il mare artico, secondo le attuali conoscenze comprendono cinque sottospecie classificate e descritte, che differiscono tra loro per abitudini, tratti genetici e comportamenti sociali, e per il loro habitat, ma, in generale, hanno dimensioni tali da essere l’animale vivente più grande e pesante della terra. Le balene discendono da mammiferi che, in tempi antichissimi, vivevano sulla terraferma e che hanno iniziato il loro adattamento alla vita acquatica più o meno 50 milioni di anni fa. Una recente scoperta ha dimostrato che inizialmente le balene andavano a partorire sulla terraferma, confermando così l’ipotesi che gli antenati dei cetacei moderni avevano origini terrestri.

A proposito di tempi antichi e dimensioni mastodontiche, una nota interessante e curiosa è che la balena è più grande di qualsiasi dinosauro mai rinvenuto, contrariamente quindi a quanto si crede nell’immaginario collettivo che sia quest’ultimo ad avere il primato in fatto di grandezza. La balena ha una lunghezza media di 23-30 metri ma può anche superarli, ed un peso, da adulta, intorno ai 180.000 chilogrammi, 180 tonnellate, quasi come una trentina di elefanti africani adulti. In genere gli esemplari che vivono nell’emisfero boreale sono di dimensioni più piccole rispetto a quelli dell’emisfero australe, e le femmine hanno sempre una stazza maggiore rispetto al maschio della stessa specie.

I record in fatto di dimensioni, sia per lunghezza che per peso, appartengono sempre e solo alla femmina della balena. La cosa più incredibile in quanto a grandezza, non è tanto quella dell’animale in sé, maschio o femmina che sia, quanto la misura dei suoi organi interni. Il cuore di una balena, che è ovviamente il cuore più grande di tutto il regno animale, ha le dimensioni di una piccola utilitaria e la sua lingua pesa quanto un elefante adulto di medie dimensioni. Il cuore di un esemplare medio di balena adulta pesa circa 180-200 chilogrammi e la sua aorta ha un diametro intorno ai 23 centimetri; il suo battito è il più lento tra tutte le specie di mammiferi. Il cuore di una balena, infatti, batte in media 5-10 volte al minuto e durante le immersioni può scendere fino a soli due battiti; questo lentissimo battito cardiaco aiuta la balena a conservare l’ossigeno quando resta sott’acqua in profondità per lunghi periodi.

La balena adulta è gigantesca, ma anche il suo cucciolo non è da meno: infatti il piccolo di balena alla nascita raggiunge già i 5-7 metri di lunghezza e 2000-3000 chili di peso a seconda della specie. Le balene, la cui maturità riproduttiva arriva relativamente tardi, i torno ai 7-10 anni, partoriscono circa ogni due, tre anni ed un solo cucciolo per volta, così che questo possa avere un’alta percentuale di sopravvivenza. Generalmente le balene danno alla luce i loro piccoli in zone di latitudine minore rispetto a quelle artiche ed antartiche dove trascorrono i mesi estivi e dalle quali si spostano durante le migrazioni invernali per raggiungere zone con acque più calde, e più adatte quindi anche al parto.

Nel parto, che avviene dopo un periodo lungo di gestazione di circa 10-12 mesi, il cucciolo viene alla luce facendo uscire prima la coda e poi la testa per limitare il rischio di annegamento, e alla nascita è privo dello strato di grasso sottocutaneo indispensabile per la sopravvivenza nelle gelide acque polari, dove la balena trova cibo in abbondanza. I piccoli, come ogni mammifero, sono nutriti dal latte materno che è molto grasso e che la balena spruzza direttamente nelle loro bocche; durante i primi mesi di vita i cuccioli prendono circa 400 litri di latte al giorno ed aumentano di peso rapidamente, anche fino a 90 chili al giorno. Il corpo lungo e slanciato della balena può essere di diverse tonalità di colore grigio-bluastro sul dorso, il ventre invece è sempre più chiaro; il grado di colore e le screziature variano comunque molto tra gli esemplari delle varie specie. La balena ha la testa appiattita a forma di “U” ed una cresta dorsale che va dallo sfiatatoio, il foro a duplice apertura che ha sulla testa e che le serve per respirare, alla sommità del labbro superiore, mentre la pinna dorsale è piccola e si vede solo quando la balena si immerge.

Come qualsiasi altro mammifero, le balene sono provviste di polmoni e respirano aria. Naturalmente la balena respira quando è fuori dall’acqua, in superficie, e la respirazione avviene attraverso lo sfiatatoio. Quando risale dalla profondità e riemerge, prima di prendere aria, la balena espira quella residua creando così il caratteristico straordinario spruzzo d’acqua la cui direzione, forma ed altezza differisce da specie a specie.

Molto particolare è il sonno della balena; come ogni animale anche la balena dorme ma, non potendo permettersi di cadere in lunghi periodi di incoscienza, sia per la necessità di respirare che per quella di vigilare su eventuali pericoli, deve essere sempre in parte cosciente; da qui la definizione delle balene come “respiratrici coscienti”. Invero la balena, anche se riesce a riposare per otto ore al giorno, non si addormenta mai completamente ed il suo cervello dorme sempre un emisfero alla volta. Un’altra straordinaria caratteristica della balena è la bocca. La balena infatti non ha denti ma è provvista di particolari strutture, i “fanoni” che sono composti da cheratina, sostanza che conferisce loro una certa elasticità. I fanoni che sono fissati alla mascella e disposti su due file parallele, ricordando gli spessi denti di un pettine per capelli, sono fondamentali nel processo di alimentazione della balena poiché fungono da setaccio permettendo così all’animale di filtrare l’acqua trattenendo al contempo il cibo.

Ogni fanone è lungo più o meno un metro, dalla mascella superiore ne pendono circa 300 e si estendono per quasi mezzo metro all’interno della bocca. Parallelamente alla lunghezza del corpo della balena, dalla gola all’ombelico, sulla pelle si trovano le cosiddette “pieghe ventrali” grazie alla quali l’animale può espandere enormemente la bocca e la gola inghiottendo grandi quantità di acqua e cibo. La balena si ciba quasi esclusivamente di “krill” e “plancton” ed in piccola parte di copepodi, che sono un’altra piccola specie di crostaceo rispetto al minuscolo krill. Una balena adulta arriva a mangiare fino a 40 milioni di krill al giorno che corrispondono più o meno a 3.600 chili; questi enormi numeri non stupiscono se si considera che il fabbisogno energetico giornaliero di una balena media adulta è di 1.5 milioni di chilocalorie.

Per mangiare, la balena, resta immersa per circa dieci minuti e, come detto, si riempie la bocca di una grande quantità d’acqua e cibo; l’acqua viene poi espulsa attraverso i fanoni dalla pressione creata dalla lingua e dalle pieghe ventrali, mentre il krill o altro cibo, che non riesce ad oltrepassare la barriera dei fanoni, resta intrappolato e quindi inghiottito. Curioso è, viste le dimensioni della balena, che la sua gola è stretta, talmente stretta da non permetterle di ingoiare grandi creature viventi; quindi, e per fortuna, nel caso un uomo dovesse essere inghiottito accidentalmente da una balena, non potrebbe mai passare dalla bocca allo stomaco, come successe infatti anni fa ad un pescatore di aragoste al largo del Massachusetts.

Le balene sono animali longevi, possono raggiungere ed anche superare i 90 anni d’età, e vivono sia in solitaria, che in coppia, che in piccoli gruppi. Un’altra nota curiosa è che la balena nonostante la sua enorme mole ha un predatore, può infatti essere, ed è, cacciata dall’orca. “Le balene conoscono tutto delle emozioni del mare perché sanno cantare” afferma l’editore, aforista ed illustratore italiano Alberto Casiraghy. Dunque la balena canta, e l’uomo è da sempre attratto, sedotto ed ammaliato da questo meraviglioso ed incredibile canto, che altro non è che il loro mezzo di comunicazione.

La balena, la grande e misteriosa regina dei mari, protagonista dai tempi dei tempi di storie, miti e leggende, è resa ancora più affascinante da questo suo modo, singolare ed unico, di comunicare; infatti le balene comunicano in maniera tale che i suoni emessi sono talmente musicali, melodiosi, da sembrare un vero e proprio canto. Alcuni scienziati hanno addirittura paragonato la melodia del canto delle balene a quelle composte dall’uomo nella musica classica o jazz. Le balene “cantano” quando nuotano sott’acqua. Nell’acqua infatti il suono si propaga molto velocemente, molto più di quanto non farebbe nell’aria, ed in questo modo le balene riescono a comunicare tra loro anche a lunghe distanze nelle profondità degli oceani. Questo tipo di comunicazione serve anche per l’ecolocalizzazione, per la caccia e la navigazione, e, creando una complessa rete, per il riconoscimento individuale, per il corteggiamento e l’accoppiamento, e, socialmente, per mantenere la coesione del gruppo. Il canto delle balene che presenta strutture complesse, ripetitive ed armoniose, è appreso e trasmesso nel tempo da un individuo all’altro in una sorta di tradizione culturale che si tramanda da balena a balena, creando così un forte senso di appartenenza e di unione sociale all’interno della popolazione. Il canto delle balene, come ogni suono naturale a basse frequenze, è in grado di influenzare il sistema nervoso umano, suscitando senso di calma e benessere, e riducendo i livelli di stress.

L’uomo e la balena: “La letteratura è nata quel giorno che Giona è tornato a casa e ha raccontato alla moglie che aveva fatto tardi perché era stato inghiottito da una balena” Gabriel Garcia Marquez. La balena, citata molte volte anche nella Bibbia, non solo è presente nella letteratura, alla quale secondo Marquez avrebbe addirittura dato vita, ma in tutto il mondo artistico e culturale, in moltissime forme ed espressioni. La balena ha grande rilievo e valore simbolico in ogni cultura ed è rappresenta in ogni arte, dalla scrittura, alla pittura, alla scultura. Esistono anche installazioni naturali come la “Balena Bianca” di Bagni San Filippo, dove un grande blocco di calcare ricorda la forma dell’animale rappresentando così un meraviglioso connubio tra natura, arte e geologia.

La balena, maestosa ed elegante custode dei segreti del mare, è considerata un animale totemico che simboleggia la profondità dell’inconscio e della psiche umana, e rappresenta la conoscenza interiore, la profondità emotiva e la saggezza ancestrale. La profondità del mare, in cui vive la balena, è vista come il subconscio umano e così come la balena esplora gli abissi marini, così l’uomo esplora le parti più profonde, intime e segrete di sé, e, nuotando nel buio delle sue emozioni può poi risalire verso la luce trovando pace e saggezza. La balena è simbolo di intuizione, di cuore grande e generoso, di potente e silenziosa forza interiore, e di capacità resiliente ad affrontare qualsiasi situazione, anche le più avverse e difficili della vita. Le balene raffigurano anche l’indipendenza, l’individualità ed il vivere senza limiti e confini, incoraggiando così a scegliere la propria strada e a seguire il proprio cammino. È associata alla creazione e alla nascita, e simboleggia la madre, ed il suo canto è considerato evocativo di rinnovamento, scoperta di sé e rinascita.

In molte culture la balena è vista come guardiano e guida spirituale che aiuta a trovare la giusta via e protegge durante il cammino. Nella simbologia cristiana, per le sue dimensioni, incarna l’infinito, il mistero e l’ignoto, e rappresenta la consapevolezza che ci sono situazioni ed aspetti dell’esistenza umana che devono essere semplicemente accettati, con intuizione e cuore, perché non tutto è sempre comprensibile e controllabile per l’uomo; questo riporta alla saggezza e alla lungimiranza di cui la balena è simbolo. Per il Cristiano, l’ancestrale richiamo delle balene può indurre ad una profonda riflessione ed indagine interiore e a fare emergere e vivere emozioni e sentimenti positivi in pace e serenità, e in uno stato di profondo benessere. Inoltre l’attitudine della balena di comunicare in modo quasi viscerale è di esempio, monito ed invito all’essere umano per riscoprire i valori familiari e comunitari.

Nella pittura la balena è presente in varie epoche ed in molte rappresentazioni con significati differenti che si rifanno anche al suo simbolismo; troviamo la balena in pitture storiche come i dipinti delle balene spiaggiate del XVIII secolo, e in dipinti di epoche più recenti che raffigurano scene di caccia o altri nei quali questa magnifica creatura marina è rappresentata in maniera astratta e decorativa. Le balene sono molto presenti anche nella scultura. Le sculture che le raffigurano sono tante, differenti e complesse, e a seconda dell’opera e dell’artista, possono rappresentare le sfide della vita ed il peso delle aspettative, essere un omaggio alla magnificenza della natura, portare alla riflessione su certe situazioni o problemi come l’inquinamento dei mari, ed altro. Sicuramente le balene sono soggetti iconografici dal grande impatto visivo. La scelta dei materiali e della tecnica utilizzata per realizzare queste sculture è varia, ma tutte contribuiscono a definire il messaggio che ognuna di essa porta in sé. Tra le tante sculture, ci sono quelle monumentali esposte in luoghi pubblici od artistici che raffigurano grandi, grandissime, balene come l’iconica scultura “Gaia e la Balena” dell’artista visivo Stefano Bombardieri che raffigura una bambina che trascina un’enorme balena a rappresentare la fatica e la determinazione. Ci sono poi sculture in ceramica che producono suoni, come “Il canto delle balene” di Tonino Negri, un’opera che se toccata, riproduce il canto delle balene, diventando, così, anche un’esperienza sensoriale e sonora oltre che visiva. Altre sculture sono in bronzo, in legno o in acciaio inox; alcune di quest’ultime sono anche corredate di luci così da creare installazioni che evocano la maestosità ed il mistero dell’oceno.

Molto famosa è la scultura presentata alla Triennale di Bruges realizzata con cinque tonnellate di plastica recuperata dal mare, dove la balena è simbolo dell’attuale tragedia ecologica dell’inquinamento degli oceani. Ed era nelle acque degli oceani che nuotava la balena bianca del libro Moby Dick che narra il viaggio della baleniera Pequod comandata dal capitano Achab, a caccia di balene e capodogli, ma soprattutto a caccia dell’enorme balena bianca dalla quale il capitano era stato mutilato e verso la quale nutriva una vera ossessione e una smisurata sete di vendetta. Nel 2018 Luis Sepúlveda scrive il romanzo “Storie di una balena raccontata da lei stessa” nel quale, in un certo senso, rivede la storia di Moby Dick da una prospettiva diversa, la rilegge infatti dal punto di vista della balena stessa. Nel libro si racconta la vita della balena, della sua saggezza e del suo ruolo di protettrice del mare, mettendo in evidenza la differenza tra la venerazione della natura da parte dei popoli indigeni e la violenza predatoria dei balenieri. Davvero tanti sono i libri che hanno per protagonista la balena; non solo classici e romanzi, ma anche saggi divulgativi e molti libri per bambini ed albi illustrati.

“La Balena Serena” è un libro per bambini di Eric Battut che, attraverso la storia della balena, parla di sentimenti ed emozioni, dell’amicizia e della gioia, ed è perfetto anche come favola della buonanotte. Questo, come “La Balena Fifona che vinse la paura del buio” e “Solo una goccia” sono solo alcuni esempi di libri con protagonista la grande e bella balena che, come tutti i libri e gli albo illustrati scritti per i bambini, non rappresentano solo una piacevole e divertente lettura, ma hanno sempre finalità educative e motivazionali. Infatti attraverso i racconti delle spassose avventure di simpatiche balene, si esplorano emozioni e sentimenti, si parla di temi e valori importanti, come l’amicizia, la solidarietà e l’amore, e si cerca di insegnare e dare al bambino i giusti strumenti per capire e gestire i propri stati d’animo, accettare ed affrontare le differenti situazioni e momenti, belli o brutti, che la vita ci presenta. Non è invece una balena, come molte volte erroneamente si crede, l’animale marino del libro “Le avventure di Pinocchio”. Nel libro originale di Carlo Lorenzini del 1883, Geppetto e Pinocchio sono infatti inghiottiti da un enorme pescecane; è stata poi la Disney con la storia di “Pinocchio e la balena” nel suo film di animazione del 1940 ad introdurre la figura della balena sostituendola al pescecane. Le balene sono anche ottimi soggetti musicali. Le ritroviamo protagoniste in molte canzoni, come quella estremamente suggestiva ed ispirata di Vinicio Capossela “La bianchezza della balena”, una vera e propria poesia in musica che si rifà al libro Moby Dick, o come “La balena”, la divertente canzone per bambini cantata anche da Orietta Berti, che suona così:
“Com’è grande grande, com’è grossa la balena
Porta undici trichechi sulla schiena
Ha un sorriso di sei metri, la balena
Ed una buffa cosa in più:
la doccia che dal basso sale su”
In questa canzone, come in altre, nei libri e, in generale, in ogni rappresentazione artistica, si ricorda e si pone sempre l’accento sulla grandezza della balena in ogni sua caratteristica, fisica e simbolica. Per tutto ciò che rappresenta, per come è sempre stata vista, considerata e raccontata, la balena sembra essere la raffigurazione dell’assoluto, e per questo chiudo il mio articolo dedicato alla magnifica ed incontrastata regina dei mari, con le parole di Melville in Moby Dick, nella traduzione di Cesare Pavese, che descrivono la balena come l’Assoluto che l’uomo insegue e non conoscerà davvero mai…
“…Ma non abbiamo ancora risolto
l’incantesimo di questa bianchezza né
trovato perché abbia un così potente
influsso sull’anima; più strano e molto
più portentoso, dato che, come abbiamo
veduto, essa è il simbolo più
significativo di cose spirituali, il velo
stesso, anzi, della Divinità Cristiana,
pure è insieme la causa intensificante
nelle cose che più atterriscono l’uomo”…
