La storia che raccontiamo oggi è quella di un poeta fuori dagli schemi, vissuto brevemente a cavallo di due secoli, bruciando velocemente come solo certi artisti sanno fare. Guglielmo Alberto Wladimiro Alessandro Apollinaire de Kostrowitzky, che per comodità chiameremo Guillaume Apollinaire nacque a Roma il 26 agosto 1880. Era figlio naturale di Francesco Flugi d’Aspermont, un nobile di origine svizzera che non lo riconobbe mai e una nobildonna di origine polacca, Angelica de Kostrowitzky. Apollinaire si trasferì fin da giovane, insieme alla madre e al fratello Alberto, nel Principato di Monaco, poi a Cannes e Nizza, insomma più che trasferimenti erano vacanze in Costa Azzurra. In ogni caso il nostro Guillaume aveva un carattere alquanto inquieto, una vorace passione per la lettura, i viaggi e una poca partecipazione scolastica. Il suo trasferimento a Parigi coincise con la frequentazione di Giuseppe Ungaretti, Max Jacob, Pablo Picasso e grazie alle lunghe discussioni sul cubismo, Guillaume Apollinaire scrisse un saggio sulla scuola artistica cubista. Allo scoppio della prima guerra mondiale pensò bene di partecipare attivamente come volontario, definì il conflitto “un grand spectacle”, un esperimento sociale anni prima del grande fratello. Apollinaire fu ferito alla testa e subì un intervento per la trapanazione del cranio che racconterà in una raccolta di novelle pubblicata nel 1916, dal titolo Il poeta assassinato. Guillaume Apollinaire si appassionò di futurismo, conobbe e frequentò Filippo Tommaso Marinetti e di pittura metafisica, ammirando le opere di Giorgio de Chirico. Nel 1907 Apollinaire pubblicò il romanzo libertino e grottesco, Le undicimila verghe, composto da sedici racconti fantastici. Apollinaire è famoso per le sue poesie e nel 1911 pubblicò il Bestiario o corteggio di Orfeo, una raccolta di poesie scritte dalla fine del 1800 all’inizio del 1900. L’opera fu considerata un capolavoro e influì, rinnovandola, la letteratura francese e quella italiana. Nell’agosto del 1911 avvenne un accadimento importante narrato in testi e canzoni, come Monna Lisa di Ivan Graziani, fu rubata la Gioconda. La curiosità fu che Guillaume Apollinaire venne sospettato, insieme al suo amico e sodale Pablo Picasso, per tale motivo fu arrestato e incarcerato. Per il furto come oggi sappiamo, fu accusato un dipendente del Louvre di origine italiana, Vincenzo Peruggia, che voleva restituire il dipinto all’Italia, non sapendo che Leonardo da Vinci l’aveva, nel 1516, venduto a Francesco I sovrano di Francia. Tornando alla vita e le opere di Guillaume Apollinaire, nel 1917 venne rappresentato un suo testo Les mamelles de Tirésias, che fu considerato il primo dramma surrealista della storia del teatro. La genialità di Apollinaire ebbe il suo apice nel 1918 quando scrisse e pubblicò Calligrammes. Erano dei componimenti poetici composti in modo da formare un disegno che rappresentava il soggetto della stessa poesia, ad esempio un’ode dedicata la cavallo era descritta come la forma dell’equino, come una colomba, il tema del viaggio, un mandolino. Nello stesso anno Guillaume Apollinaire fu colpito da una congestione polmonare, conobbe Jacqueline Kolb che sposò nel mese di luglio, un anno davvero intenso. In quegli anni imperversava in Europa l’influenza spagnola, una specie di Covid dell’epoca. A novembre del 1918 Guillaume Apollinaire si ammalò del virus che sembrava lasciare poco scampo a chi era debole e lui a causa della congestione polmonare, era già molto debilitato. Il 9 novembre 1918, nel suo attico parigino fece visita Giuseppe Ungaretti, suo amico di lunga data, per comunicargli la vittoria dell’Intesa nella prima guerra mondiale. Lo trovò in stato di incoscienza con sua moglie disperata che tentava di curarlo. Guillaume Apollinaire fu ricoverato di urgenza presso l’ospedale italiano di Parigi, dove i medici non poterono che constatarne il decesso. Guillaume Apollinaire fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise, famoso per ospitare artisti di vario genere, menti geniali che hanno cambiato il modo di concepire le varie sfumature artistiche, come è stato per Guillaume Apollinaire, il francese di Roma.
Guillame Apollinaire: il francese di Roma
