Questo sì, che è un concetto moderno quanto intrigante! Su per la via che conduce a Grazzano di Carrara, tra le tante robine particolari che si possono scorgere su stipiti, architravi e pareti, ecco che al civico 9 ci si materializza questa: 1630. Tempi duri, tempi di peste, di medici con la maschera col naso a becco, di untori, di monatti, di colonne infami, di lazzaretti, di “Promessi Sposi” Manzoniani che, parecchi decenni dopo, ci sarebbero stati inflitti a scuola come tremendo supplizio studentesco. In tutto questo, l’anonimo autore di questa iscrizione non esorta il pueblo con incitamenti canonici, quali il classico “Coraggio!”. No, no, altro che “Coraggio”…piuttosto: “Non paura”! E c’è una bella differenza, credete a me! Anche noi viviamo tempi pazzi, dove le guerre, con i loro aliti mortiferi, ci soffiano sulla cotenna ad ogni piè sospinto. E allora? Abbiamo forse paura, dinanzi a tutto questo?
Certo, che abbiamo paura! Sarebbe disumano il contrario! E dunque: “Coraggio”? No, ve lo ripeto: “Non paura”, perchè, nel 1630 come oggi, il coraggio non è mai stato e non è mai assenza di paura, quanto, piuttosto, “fare e vivere ciò che si ha paura di fare e di vivere”. A quasi 400 anni di distanza, peste, che insegnamento!😄
Macchè “Coraggio!”: qui ci vuole “Non paura!”
