“La vita dei cani è troppo breve. Questa è la loro unica vera colpa.” Agnes Sligh Turnbull.
Quanta malinconica verità è racchiusa in queste parole. Chiunque nella sua vita ha, od abbia avuto, un amico a quattrozampe, sa bene quanto sia unico, speciale, arricchente ed, a volte, totalizzante il legame con lui, ma sa anche altrettanto bene che, purtroppo, questo non sarà per sempre, non sarà per una vita intera, ma solo per una parte di essa. Ci saranno i bei ricordi di una vita d’amore condivisa a dare un po’ di conforto e consolazione, così come da sempre e per fortuna, c’è l’arte che fa anche più di questo. L’arte infatti, dalla notte dei tempi, rende eterno ed immortale il più fedele amico dell’uomo e tutti gli animali in genere, rappresentandoli e celebrandoli in molteplicità di opere e generi. In ogni epoca ed in ogni civiltà, in ogni forma ed esperienza artistica, dalle statuette dell’antico Egitto ai dipinti degli artisti più famosi, dalle pitture rupestri ai capolavori del Rinascimento, dai ritratti medioevali o contemporanei alle interpretazioni stilizzate fino alle forme d’arte più moderne, anche con l’uso dell’intelligenza artificiale, gli animali hanno avuto ruoli di rilievo nell’arte, tanto da poter, quasi, azzardarsi a dire che la storia dell’arte inizia proprio con gli animali, che sono stati soggetti ispiratori praticamente da sempre, sin dai primissimi artisti che abbiano lasciato traccia dei loro lavori ed opere giunte poi fino a noi. Nel corso del tempo gli animali sono stati rappresentati in diversi modi e valenze, per il loro aspetto fisico, per connotazioni particolari o semplicemente per la loro bellezza, per caratterizzare persone o personaggi ritratti insieme a loro, per raffigurare metafore, simboli ed insegnamenti, momenti della loro vita o di vita condivisa con l’uomo e molto, molto altro ancora, tanto che indagare o addirittura tentare di stilare una classifica della quantità di opere d’arte che hanno per oggetto e soggetto un animale, è praticamente impossibile. Possiamo però, sicuramente, affermare che il cane ha sempre avuto un ruolo importante nell’arte ed è stato raffigurato, in modi differenti, in ogni arte ed in ogni tempo. Il nostro quattrozampe, fedele amico e compagno di vita è una vera e propria musa ispiratrice, un’icona in ambito artistico culturale e al proposito ci sarebbe da dire e scrivere tantissimo, ma, in questo articolo, mi voglio soffermare su una forma d’arte in particolare, quella del ritratto, e, ancor più specificamente, dei ritratti di un artista contemporaneo con il quale ho avuto modo di chiacchierare un po’: il signor Fiorenzo Toniutti che ha dedicato al cane, o meglio ad alcune razze di cane, una sua collezione di 15 tavole, nella quale lo ha rappresentato insieme ad opere ed artisti famosi.

Ho conosciuto Toniutti, non personalmente, ma come artista, in occasione del Dog Pride Day di Montecatini Terme, cui ho dedicato il primo articolo di questa mia rubrica, perché vent’anni fa realizzò il ritratto di Igor, il cane della signora Clara Mingrino, ideatrice della manifestazione canina, ritratto che è poi diventato il primo logo e manifesto ufficiale del Dog Pride Day. Da amante dell’arte e della cultura, pur non conoscendo molto il ritratto come forma artistica, devo dire che per me è stato davvero molto interessante conoscere Toniutti che, come mi specifica lui stesso, non è un pittore ma un disegnatore, un ritrattista puro che lavora nella maniera più semplice possibile “idea, carta e matita”.

Toniutti, classe ’53, fiorentino, è un disegnatore grafico che si forma all’istituto statale d’arte della sua città, specializzandosi nel ritratto. Ha una mente culturalmente ed artisticamente molto vivace ed in continua ricerca, come mi dice nella nostra chiacchierata telefonica, una ricerca che è fondamentale per mantenere viva, attiva ed allenata sia la mente che la mano che si fa,, in questo modo sempre più precisa e sicura dando così vita, ricerca dopo ricerca, ad un tratto artistico unico, distintivo e caratteristico.

Toniutti crea ritratti al limite della caricatura con la volontà di contestualizzare il personaggio protagonista del suo lavoro con oggetti ed elementi che ne possano raccontare al meglio la storia e l’indole caratteriale ed ha tradotto in ritratti le sue grandi passioni, quella per il disegno e quella per il mondo dello spettacolo e con la collezione delle 15 tavole, a cui accennavo in precedenza, anche quella per il cane che è sempre stato presente in tanti e differenti modi nella sua vita, anche se ammette, ridendo, di essere l’umano non già di un cane, che pure ama tantissimo, ma di un gatto, un bellissimo gatto che comunque riempie la sua vita di bellezza, amore e molti, molti peli proprio come farebbe l’altro.

Coniugando le sue grandi passioni, Toniutti ha dedicato suoi ritratti a molti personaggi famosi, dalla poetessa Alda Merini, che ha conosciuto molto bene, a Milva, da Roberto Benigni a Leonardo Pieraccioni, a molti altri e per l’appunto anche ai nostri meravigliosi e fedeli amici pelosi. Il cane nelle sue tavole è rappresentato in maniera insolita e molto interessante: è ritratto insieme ad opere d’arte di pittori famosi o anche con gli artisti stessi. Anche questa collezione di “ritratti canini” è frutto di ricerca come sempre lo è il lavoro di Fiorenzo, ma in questo caso di una ricerca molto specifica e particolare, che lo ha portato a ritrarre diverse razze canine con un’opera d’arte o un artista non solo per somiglianza fisica, come saremmo naturalmente portati a credere, ma anche per assonanza peculiare, per somiglianze di caratteristiche, indole ed inclinazioni e addirittura per finalità sociale.

Ne sono esempio il ritratto della moglie di Modigliani con il Levriero afgano, dove è evidente la somiglianza fisica dei soggetti protagonisti, il collo molto lungo, il volto ed il muso allungati, tipico del Modigliani o per contro, il ritratto che ha per protagonista umano Antonio Ligabue, dove troviamo insieme l’autoritratto del grande pittore con la razza Border Collie, non già per somiglianza nell’aspetto ma per peculiarità, tanto era genio artistico il pittore, quanto è considerato genio, da Toniutti per il suo carattere, il bellissimo cane, continuando poi con la tavola che vede il grande pittore ed incisore Henri Matisse ritratto con il Bulldog francese a rappresentare la cultura ed il celebre dipinto “Gli Amanti” di René Magritte con il Labrador a raffigurare il volontariato per i non vedenti o “L’ambasciatore inglese” di Fernando Botero con il Bulldog inglese e così via, per tutti i ritratti di questa collezione unica e bellissima che rappresentano artisticamente in un modo nuovo, diverso e singolare il migliore amico dell’uomo che viene ancora una volta assicurato all’eternità e all’immortalità dall’arte.

Ma non è stata, nè è solo l’arte visiva nella forma della pittura o come in questo caso del ritratto ad omaggiare e celebrare la vita dei nostri quattrozampe: lo sono anche la letteratura, la cinematografia, la fotografia, la scultura, la musica e non mancherà quindi e sicuramente, il modo e il piacere di scrivere ancora di come il cane, il nostro più fedele compagno di vita, sia e continuerà per sempre ad essere un bellissimo, straordinario e peloso, molto peloso, soggetto artistico.
