Si parte per qualche giorno verso Vienna, la capitale austriaca. Il volo parte molto presto da Fiumicino, la compagnia è Ryanair. Dopo poco più di un’ora atterriamo e ci spostiamo verso il nostro hotel con un comodo treno. L’albergo è vicino alla stazione e quasi in centro a Vienna. Sono appena le 10 di mattina e ci mettiamo subito in marcia verso Stephansplaz, che già pullula di turisti e locali che stanno andando al lavoro. Tentano di venderci qualsiasi attrazione locale, compresa una cena a casa di nonna de uno. Mangiamo un meraviglioso strudel da Demen, la migliore pasticceria di Vienna. Dopo esser tornati in albergo, usciamo nuovamente per esplorare la città. Siamo colpiti dalla grande isola pedonale con magnifici palazzi d’epoca. La sera mangiamo in un ristorante specializzato in patate, le fanno in tutte le maniere. Prendiamo quella al forno ripiena con panna acida, per dolce una mousse di mela che ricordava la mela grattata de mamma. La sera il contapassi recita: 22.500 passi.





Secondo giorno
Dopo una colazione sostanziosa, di quelle che si fanno solo in vacanza, altrimenti peseremmo come il Colosseo, prendiamo la metro verso il Belvedere. Possiamo ammirare capolavori di Klimt, soprattutto l’iconico Bacio. Purtroppo ormai le persone non usano più gli occhi per guardare, ma il cellulare. In particolar modo un asiatico con una testa enorme, che chiameremmo capo di bomba, che riesce a farsi un selfie davanti al capolavoro di Klimt: forse meritiamo davvero l’estinzione. Torniamo verso il centro e andiamo verso il famoso Café Sacher. Dopo una discreta fila prendiamo posto e assaporiamo la specialità dolciaria più famosa di Vienna. Personalmente l’ho trovata buona, ma non eccezionale. Andiamo verso il Museo Sissi, la principessa Elisabetta di Baviera, raccontata dal cinema e interpretata dall’indimenticabile Romy Scheneider. Sono conservati gli arredi e i vestiti originali della sovrana triste. La sera andiamo a mangiare la famosa Wiener Schnitzel, una costosa delusione. Schnitzel is for boys, fettina panata is for men. Il contapassi segna i 23.000 passi.





Terzo giorno
Ci sono decisioni che possono cambiare una giornata e noi dopo colazione decidiamo di fare una mini crociera sul Danubio. Nelle altre città ci è sempre piaciuta, non abbiamo fatto i conti con la nuova serie Sky: Mini crociere da incubo. La nave parte e restiamo nella speranza di vedere la città dal fiume, invece solo alberi e poi ancora alberi, fino all’arrivo nella parte più grande del Danubio, dove c’è una diga artificiale che decidono di chiudere proprio al nostro arrivo. Restiamo fermi per oltre un’ora, un gruppo di americani si beve 180 birre e la nave si trasforma nell’Oktoberfest. Dopo tre ore ci fanno scendere, prima che si configuri il reato di rapimento. Dopo un pranzo frugale, andiamo verso l’Hundertwasserhaus, dal nome dell’architetto che lo pensò e costruì tra il 1938 e il 1985. Un complesso di case colorate che assume l’aspetto di un piccolo villaggio che sembra uscito dalla fantasia di un bambino felice. Dopo tutto questo colore andiamo ad intristirci verso il Prater, per ammirare la ruota panoramica, che definirei, ‘na sola’. Tornando passiamo davanti al locale dedicato a Falco, l’indimenticabile cantante di Der Kommissar e ci scende una lacrimuccia. La sera mangiamo Le Burger, un posto fighetto dove un panino con l’hamburger lo fanno diventare un piatto gourmet, buono ma non indimenticabile. La sera ci riposiamo in hotel che offre piccoli e graziosi angoli nei quali assaporare qualcosa da bere. Il contapassi ci dice che oggi sono stati percorsi 19.800 passi.



Quarto giorno
Oggi è l’ultimo giorno, la notte precedente ha piovuto e l’aria è fresca, quasi fredda. Andiamo a visitare il Museo Albertina, dedicato al duca Alberto di Sassonia Teschen. La collezione è di quelle importanti, si possono ammirare: Durer, Michelangelo, Monet, Renoir, Picasso, Matisse. Poi ancora Brigitte Kowanz, l’artista moderna che giocando con la luce ha creato opere meravigliose. Inizia a piovere, ma noi non ci fermiamo e andiamo verso il Wiener Staatoper, il famoso teatro dove si svolge da anni in Concerto di Capodanno, si trova nella piazza dedicata a uno dei suoi interpreti, Herbert Von Karajan. Davanti sta suonando una banda che esegue i più famosi brani della tradizione operistica mondiale. Andiamo verso la chiesa di San Carlo Borromeo, uno splendido esempio di Barocco. Dopo un giro in centro ceniamo in un ristorante greco davvero ottimo, anche se la percentuale di aglio sulla pita ne ha impedito l’avvicinamento, figuriamoci poterla mangiare. Passiamo il resto della serata in un angolo dell’hotel mentre la pioggia continua a scendere. Il contapassi ci racconta di 18.500 passi. Domani si riparte, sono stati giorni intensi nei quali abbiamo ammirato una città viva, gentile, con le sue opere e soprattutto i palazzi che sembrano raccontarti migliaia di storie e di vite.
