In un’epoca in cui è sufficiente appiccicare una banana ad una parete con un pezzo di nastro adesivo, per definirla “arte”, rivendico, con ogni fibra del mio corpaccione, la medesima, se non superiore, dignità artistica di questa installazione apuana, opera di autore ignoto. La potete trovare sul Ponte Baroncino, a metà fra Piazza Alberica e la parallela Via Carriona. E, visto che si tratta – lo potete facilmente ravvisare – di un sellino di bicicletta, visto che si trova, per l’appunto, sospeso sopra il Ponte Baroncino… beh, potete prenderlo come spunto per rivolgere un affettuoso pensiero al ciclista su strada Filippo Baroncini , che ha compiuto un quarto di secolo pochi giorni fa e che, da quasi un mese, è ricoverato in ospedale a seguito di una terribile caduta rimediata nella seconda tappa del Giro di Polonia🙏… che possa guarire in fretta e poterci risalire, su di un sellino di bici!
L’installazione bananifera, di cui dicevamo in apertura, per quanto ideata da uno del calibro di Cattelan, per quanto valutata cifre demenzialmente alte per una roba del genere, per quanto abbia attirato un’esagerata attenzione mediatica, tirando le somme, non si è rivelata niente più che una mera provocazione del tutto fine a sè stessa, ulteriormente esacerbata dal cretino integrale che ha avuto pure il coraggio di pagarla 120 mila dollari 😱 per poi mangiarsela e diventare, con questa sua impresa folle, un’installazione a propria volta, intitolata “Hungry Artist”, cioè: “Artista Affamato”. Vanità di vanità, ed il sapore sciapo della perdizione.
A differenza, l’installazione apuana, come vi ho testé dimostrato, ha invece un gran bel messaggio da comunicare. Almeno, io ce l’ho trovato: di là proprio no, eh!😅🍌
E se non siete d’accordo, pedalare!🚴
