L’estate si avvia al termine, le grandi ondate di caldo si affievoliscono, lasciando sempre più spazio alle piogge autunnali, ottime per provare ad andare a cercare due funghi nel bosco. Deve essere più o meno quello che è successo anche in Scozia, nella provincia del Roxburghshire, se non fosse che invece di trovare dei funghi o al massimo altri fungaioli impegnati nelle loro stesse ricerche, gli ignari abitanti di Jedburgh hanno trovato tre africani attendati che si proclamano sovrani del Regno di Kubala. Re Atehene, 36 anni, all’anagrafe Kofi Offeh del Ghana è un ex cantante lirico, la regina Nandi è in realtà Jean Gasho, originaria dello Zimbabwe mentre la loro ancella Asnat, Lady Safi in realtà si chiama Laura Taylor del Texas e per un lungo periodo è stata considerata scomparsa dai genitori.

Viene logico chiedersi se questi ci facciano o ci siano, ma sembra invece che prendano le cose sul serio, tanto da asserire di essere gli ultimi discendenti di una tribù perduta di Israele e che il loro re, Atehene, sia un diretto discendente di Davide. Reclamano il territorio come loro, con la scusa che la regina Elisabetta I ostracizzò il suo popolo quando deportò i nativi giacobini neri. Per cercare di capire meglio chi credono di essere, possiamo ascoltare direttamente le loro parole: “Viviamo una vita molto semplice, impostata sul ritorno all’innocenza” ha riferito re Atehene ai giornali “Ci connettiamo alla natura, agli alberi intorno a noi. Ci laviamo con l’acqua delle sorgenti. Viviamo una vita semplice confidando giornalmente nel Creatore che provvede per il nostro cibo, il nostro riparo ed i nostri vestiti.Viviamo in una tenda senza muri ma non abbiamo paura di nessuno perchè abbiamo la protezione del nostro creatore Yahowah.” Ed ancora “Seguiamo le leggi del creatore, tutto appartiene a colui che lo ha creato. Noi crediamo che nessuna autorità possegga la terra, questa appartiene al padre. Non sappiamo nulla di alcuno sfratto. Tutto ciò che sappiamo è che siamo qui per rimanere e stabilire la nostra autorità ed il nostro potere così come fecero i nostri avi”. Quest’ultima affermazione fa sorgere un’ulteriore domanda, ovvero per quale motivo abbiano scelto proprio la Scozia come loro territorio di insediamento e la risposta non tarda ad arrivare, sempre dalle parole del monarca, che tira in ballo un’oscura profezia: “La profezia dice ‘dopo 400 anni, quando i miei avi sono stati distrutti della terra di Scozia e della Gran Bretagna, entreranno in cattività e perderanno la loro tornerò e li riporterò nella terra promessa. Io seguo la chiamata ancestrale degli dei. La chiamata del nostro creatore in questo viaggio è la cosa più importante della nostra vita. È un viaggio di speranza e pellegrinaggio”.

La regina Nandi ha anche affermato sui social media: “Il gruppo è tornato in Scozia per proclamarla la nostra patria, una terra rubata dalla regina Elisabetta I, 400 anni fa quando deportò dalla Scozia e dall’Inghilterra tutti i neri, che non erano africani ma nativi di quelle terre. I giacobini erano neri, dal loro avo Giacobbe, Yacobho, un nero. Come dice il nostro profeta Atehene, Gerusalemme è in Scozia è lui è il discendente di Davide, il messia. Il vecchio mondo è sospassato, il secondo esodo è cominciato, solo quelli che vivranno liberi, nel Tabernacolo saranno salvati, perché stiamo entrando nel millenario regno di Kubala e il vecchio mondo è alle spalle”. Quanti siano, in realtà, gli appartenenti a questo popolo non è dato sapere, ma i residenti della zona non sono tutti felici di questa situazione tanto che la Polizia ed i servizi sociali si sono già mossi per trovare una soluzione a questo inusuale accampamento. Nel frattempo, al re, alla regina e alla loro ancella è stata offerta una casa popolare, che però hanno rifiutato, facendo irritare ancor di più le autorità locali. Se volete curiosare su cosa combinano quei tre nei boschi della Scozia, potete cercare i loro video su YouTube, sempre che, come in un vecchio film di Fantozzi, la polizia non si arrabbi per davvero, mettendo la parola fine a questa strana storia.
