“Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro” . Questa frase che vede concordi tutti gli amanti dei gatti, è attribuita al grande genio, artista e scienziato rinascimentale Leonardo da Vinci che, per la sua eccelsa sensibilità ed immensa competenza artistica, riusciva a vedere la bellezza e la perfezione anche nelle più piccole cose e creature. Sul gatto ci sarebbero da scrivere migliaia di pagine ed un’intera vita non basterebbe neanche per avvicinarsi a descrivere cosa, anzi chi, è veramente questo animale, questo straordinario, complesso, intrigante, elegante, enigmatico, seducente piccolo animale, ma voglio comunque provarci e comincio con questo articolo generale e generico per conoscere un po’ di lui e della sua storia, per continuare poi nel prossimo futuro con altre mie righe dedicate a curiosità, vicende, racconti, avvenimenti, fatti ed altro ancora sul felino più amato al mondo.





“Felis silvestris catus”, il gatto domestico, è un piccolo mammifero che appartiene alla famiglia dei felidi e proviene da un solitario antenato del deserto, vissuto oltre sei milioni di anni fa, ed è forse proprio per questa sua origine che il gatto sembra avere scritta l’indipendenza nel DNA, peculiare caratteristica, sicuramente e profondamente radicata nel suo patrimonio evolutivo. Il gatto ha indole territoriale e crepuscolare e può essere definito, ancora oggi, un predatore di piccoli animali. Di questo ne sanno qualcosa, molto direi, a volte fin troppo, gli umani del predatore in questione, che spesso si ritrovano in giro per casa, come fieri trofei, piccoli roditori ed uccellini, insetti vari, gechi, lucertole ed altro, portati in dono dal proprio gatto come bottino di caccia. È un’animale essenzialmente carnivoro, ma a volte mangia anche erba perchè li aiuta principalmente nella digestione, la famosa erba gatta, per la quale alcuni di noi amanti dei gatti ci ritroviamo a fare vere e proprie coltivazioni casalinghe. Ho scritto “noi amanti” dei gatti, ma avrei anche potuto scrivere “noi succubi” di sua maestà il gatto, perché per temperamento, caratteristiche ed inclinazioni naturali di quest’ultimo, il rapporto uomo-gatto non è certo paragonabile a quello uomo-cane nel quale quest’ultimo riconosce la figura del padrone, al contrario dell’altro che, pur provando e manifestando affetto verso il proprio umano, si atteggia spesso e volentieri da padrone lui stesso: pensiamo solo alle sveglie notturne perché ha fame o semplicemente perché vuole giocare visto che non ha sonno dopo aver dormito quasi tutto il giorno… Il gatto ti sceglie, ti ammalia, ti seduce, ti conquista a prima vista, sicuramente al primo “miao”.

Il miagolio, termine di origine onomatopeica del suono prodotto dal gatto, è un suo verso caratteristico. È tipico soprattutto del cucciolo, mentre tra loro i gatti adulti usano modi di comunicazione anche diversi, come tenere una certa posizione del corpo rispetto ad un’altra e liberare i feromoni. Entrambi però, gattini e gattoni, usano il miagolio per comunicare con l’essere umano, per dimostrare il loro affetto e richiedere attenzioni. Un’altro suono emesso dal gatto, uno dei suoni più dolci, belli e suadenti al mondo, sono le fusa, un suono sordo simile ad un brontolio e così detto perché assomiglia al rumore prodotto dalla rotazione di un fuso da filato. I gattini cominciano a fare le fusa già a due giorni di vita, per comunicare il loro benessere a mamma gatta durante l’allattamento, la quale a sua volta risponde con altre fusa per tranquillizzare i micetti. Una curiosità che ho sempre avuto era sapere se esistesse un verbo che indicasse il fare le fusa e cerca qua, cerca là, ho scoperto che esiste ed è “ronronare” termine di origine francese ovviamente onomatopeico. Il gatto, dalle sue antiche origini solitarie, oltre alla già detta tendenza alla caccia, usata oggi non più come impulso di sopravvivenza autosufficiente, ma come particolare manifestazione di affetto verso il proprio umano, ha conservato anche una naturale diffidenza nei rapporti con gli altri esseri viventi e la nota ed importante inclinazione all’indipendenza.

I gatti non vivono in branco, tra loro non esiste una struttura gerarchica, ma, spesso, nello stesso nucleo familiare riescono, comunque, a creare stretti e profondi rapporti tra di loro e con altre specie come il cane e l’essere umano. A proposito dell’uomo, il gatto tende a considerarlo come un sostituto della madre che gli dà la necessaria protezione e gli procura il cibo, cosa per la quale si dimostra sempre molto grato. Spesso manifesta questa gratitudine ed in generale benessere ed affetto, facendo “il pane” sulla pancia del proprio umano. Fare il pane è un’azione tipica del gatto ed è detta così perché il movimento che fa, spingendo le zampe anteriori davanti a sé alternate, ricorda l’attività umana dell’impastare. Questa tenera azione è definita anche “danza del latte” perché i cuccioli lo fanno per stimolare la fuoriuscita del latte dalle mammelle materne. Alcune teorie fanno risalire il fare il pane del gatto agli antenati selvatici che impastavano l’erba o il fogliame per schiacciarli ed appiattirli al fine di farsi dei comodi giacigli. Ma al di là di qualsiasi teoria e di qualunque sia la sua vera origine, questo comportamento del gatto è estremamente rilassante, un modo dolce, delicato ed amorevole del micio di comunicare benessere ed affetto all’umano, che gode appieno dell’effetto benefico e terapeutico di questo momento, così come per le fusa.

A questo proposito voglio ricordare che il gatto non fa solo “gattoterapia” domestica, facendo il pane e le fusa, ma che è anche uno dei pochi animali da Pet Therapy ufficialmente ammesso agli IAA, interventi assistiti con gli animali, dalle Linee Guida nazionali del 2015. Il gatto per le sue caratteristiche innate, le sue disposizioni naturali, la sua complessa ed intrigante personalità nonché per il suo aspetto fisico, è stato da sempre oggetto di particolare interesse da parte dell’uomo e molto e variamente rappresentato nella cultura umana fin dall’antichità.

Il gatto è stato, è tutt’oggi e sempre lo sarà, protagonista di innumerevoli rappresentazioni nella letteratura, nell’arte, dalla pittura, alla scultura, al fumetto, alla fotografia, nella cinematografia, nei social media. Sono stati oggetto, anzi “soggetto” di curiosità, storie, miti e leggende in tutte le culture ed in ogni epoca, ma di questo parlerò in diversi altri articoli perché il gatto con la sua bellezza, la sua eleganza ed intelligenza, ed il suo atteggiamento enigmatico è sicuramente una delle specie più affascinanti del regno animale.





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A presto per nuovi articoli dedicati al piccolo felino domestico che oggi abbiamo solo conosciuto un po’.
