Chi vi parla è un Troll originario della Svezia, ma nato e vissuto nelle foreste dell’Europa Settentrionale. Sono un umanoide dall’aspetto orrendo e un carattere terrificante, amo i luoghi solitari e demoniaci. Sono sempre in giro per il mondo alla ricerca di catastrofi naturali e non, ho vissuto con gioia tutte le guerre che voi umani, con le più svariate e mendaci giustificazioni, insanguinate il pianeta. Io nel sangue mi ci rotolo con estremo piacere, amo i terremoti e le eruzioni vulcaniche. Ultimamente, dico la verità, mi sono un po’ stancato preferisco stazionare in località amene per godere della pochezza e cortomiranza di amministratori pubblici e privati che governano popolazioni inerti e insensibili.
Attualmente vivo in un territorio definito “Capitale Mondiale del Marmo” ed ho potuto constatare, visitando le cave dei monti apuani, lo sfascio a me tanto caro che i prenditori dellapreziosa pietra bianca stanno perpetuando a vantaggio di pochi lasciando, giustamente, niente ai molti. Ho potuto capire come per duemila anni gli sciocchi romani e successori abbiano rispettato queste montagne, mentre oggi l’unico rispetto è quello per il denaro. Viva coloro che si prendono il marmo ma anche ogni altro genere compreso quello umano. Ma le meraviglie di Carrara non si fermano qui, per godere appieno dell’incuria e dello sfacelo ho visitato il Castello di Moneta ed ho constatato, con mio grande stupore, come la natura si stia riappropriando di tutti i luoghi usati dall’uomo per la sua sete di potere.
Ho visitato anche i resti della torre Castruccio Castracani di Avenza e appurato che sarebbe stata completamente demolita dalla lungimiranza popolare, se non fosse intervenuto lo storico tedesco Theodor Momsen a impedirlo. Un vero peccato, demolire i castelli vuol dire cancellare la memoria storica delle lunghe e bellissime guerre che l’umanità ha da sempre applaudito, con il conforto e la partecipazione delle più acclarate e riconosciute religioni. A questo punto non potevo non visitare Marina, la perla delle Apuane. Piazze e sfascia piedi percorsi dalle macchine o in sosta consentita, un vero tripudio di felicità, e poi le scuole, ma a che serve la cultura. Ho voluto visitare la nuova passeggiata costruita sulla diga foranea del porto, non l’avessi mai fatto, ho provato un senso di tristezza che non vi dico e sono subito fuggito. Per fortuna, al ritorno, ho potuto rifarmi la vista con il parco indecente della Caravella, che è così da molti anni. Mi sono poi accomodato sul marciapiede alla fine del viale XX Settembre, proprio in prossimità di quel bellissimo sfascio che un tempo chiamavano Mediterraneo. Il motivo è anche un altro; piazza Menconi con i suoi stupendi fracassi nelle serate estive, le pinete adiacenti meta di bisogni umani liquidi e solidi che emanano profumi afrodisiaci. Ma la ragione vera è che mi sono accorto che grandi e capaci amministratori, consigliati da saggi esperti, stanno restringendo la foce del torrente Carrione, di quale altro grande e succulento spettacolo posso godere se un bel giorno, durante un violento temporale, Marina torni ad essere invasa dalle acque, come già altre volte accaduto? Vado in brodo di giuggiole quando apprendo che l’uomo non ha ancora imparato a rispettare la natura e che i loro idoli non sono i santi e le madonne che spesso pregano, ma il potere e la ricchezza. Basta così, per ora, un augurio di corta e tribolata vita a tutti dal vostro terribile e non affezionato Troll.
