foto di Silvia Meacci
Per scrivere “The Presidents” ha approfondito molti temi, ha analizzato i discorsi e letto gli scritti di chi ha gravitato e gravita attorno all’attuale presidente americano. Monica Maggioni, giornalista e conduttrice RAI, ha presentato l’8 luglio a Firenze il suo nuovo libro. Ha saputo ammaliare e anche turbare il pubblico presente spiegando con parole chiare e esaustive il contenuto della sua inchiesta sulla situazione politica americana.Chi c’è dietro al presidente degli Stati Uniti? Cosa c’è dietro a questa destra estremista americana?

Non si tratta di qualcosa di disorganizzato e improvvisato, ha spiegato la Maggioni, bensì di un progetto cresciuto negli anni che si sta realizzando a una velocità incredibile. Dietro Trump c’è un gruppo di miliardari, giganti della Silicon Valley, tecnocapitalisti e tecnocapitalisti della sorveglianza, muniti di idee ben precise. Personaggi che possiedono grosse quantità di capitali personali, abilità tecnologiche, conoscenze di dati e capacità di influenzare la società. Credono nella tecnocrazia, nel progresso estremo, in un futuro elitario. Personaggi, nella cui mentalità, è sedimentata la convinzione che è giusto che la minoranza di cui fanno parte sia destinata a detenere il potere e che le masse siano da manipolare e sacrificare. I grossi numeri di persone servono quando si devono ottenere i voti, quando si fanno business alle loro spalle, quando si influenzano con i social media. Pensiamo a Peter Thiel, miliardario laureato in filosofia, un “guru” con la sua personale idea di come dovrà essere il futuro della umanità. Cofondatore di Paypal, primo investitore di Fb, e fondatore, dopo l’undici settembre, di Palantir Technologies ( si è ispirato nel nome a Tolkien ), la società di analisi dei “big data” (tutti i nostri dati) che ha fatto accordi con servizi segreti e molta Europa. Un “capitalista della sorveglianza”, dunque, che ha trascorso l’infanzia in Namibia, nel periodo post colonialista tedesco, in un contesto in cui era normale che una élite dominasse e che i minatori morissero come mosche, contaminati dall’uranio. Nel 2021, nelle elezioni di medio termine, Thiel ha investito 15 milioni per sostenere come senatore in Ohio, J.D. Vance, l’attuale vicepresidente degli Stati Uniti d’America. Nel gruppo c’è anche lo zar dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute della Casa Bianca, il sudafricano David Sachs che si è trasferito negli Stati Uniti prima dell’università e anche Elon Musk, cofondatore e capo di Tesla, l’ultimo che si è aggregato, anche lui sudafricano. Tali tecnocrati hanno avuto la necessità di trovare un riscontro nella politica. Per far accadere le cose serviva loro un volto, una maschera, da far confluire nella politica tradizionale, qualcuno che agisse come un grande CEO, come un amministratore delegato che in velocità prendesse provvedimenti. Trump incarna la faccia efficace per connettersi con la gente. Ha riscosso successo e in questo secondo mandato ha già cancellato con tratti di penna interi pezzi di storia della democrazia. In pochi mesi svariati settori hanno visto negati tanti diritti, università, secondo loro monopolizzate dai liberals, giustizia, sanità, assistenza umanitaria ( tagliate le attività di UsAid, l’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale ). Anche la ricerca è stata limitata e se gli studi americani si fermano, enormi saranno gli effetti in tutto il mondo.

Quello che interessa ai tecnocrati è partorire provvedimenti a loro favorevoli che permettano di avere un avanzamento tecnologico sbalorditivo in assenza di norme e controlli. Le regole della democrazia costituiscono un rallentamento della loro folle e inquietante corsa verso un futuro in cui loro saranno sempre più ricchi, più longevi e magari pronti a ripararsi in bunker nascosti. Sulla terra e forse su altri pianeti.
