Nel fine settimana dell’ufficialità estiva, accadono cose degne di essere raccontate. Dopo aver partecipato alla finale di un concorso letterario, decidiamo di fare una passeggiata verso il lungomare. C’è il caldo afoso e umido della foresta amazzonica e dopo aver mangiato in un locale, continuiamo a passeggiare e incontriamo sulla piazza pedonale, Evaristo il cantante tristo. Con una chitarra scordata inizia con: Mi manchi e poi una serie di frasi incomprensibili, dovute al tasso alcolico di una birreria di Monaco di Baviera. La domenica è dedicata al mare. Arriviamo presto e il cielo è leggermente velato con la conseguente invasione di fastidiosi moschini. Scorgiamo l’autista Uber che giunge in spiaggia indossando una maglia tarocca del Milan, stile via Sannio. Il mare è calmo, anche perché manca il vento e l’afa si fa sentire. Si fanno sentire anche due donne che sparlano di tutto il loro vicinato, un taglia e cuci degno dei migliori sarti italiani. All’improvviso arriva lui. Costume ascellare, sguardo da triglia e capelli stile zio Arduino, pelato cor codino. Parla al telefono con una fantomatica donna che vive a Milano, ci sembra di capire sia una conoscenza social. Parla e poi parla con il tono di voce di Pavarotti; al terzo acuto da tenore scatta l’applauso della spiaggia. Nel frattempo la donna di Milano si è trasferita in una località segreta per non incontrare zio Arduino. I profumi dell’estate sono quelli tipici. C’è quello misto di olio solare e frittura di pesce. Quello di ascella pezzata e tramezzino con il tonno. Finisce un week end intenso e accompagnato dalle solite note musicali inutili e dannose.
Sono di nuovo in gara
Sono di nuovo K.O
Sono di nuovo in strada
Ballo con una zingara
Sto rincorrendo cosa
Sto chiamando L’S.O.S
Sono sull’altra sponda
E il ponte precipita
Mi ricordo chi sei
Non sono distante da te
Tutte parole che non sono importanti per me
Se c’è la nebbia in casa, apri tutto, capita
Se ti copre la strada
Rallenta la macchina.
Bresh – Umore marea
