“Andrea Guerra era uno scrittore apuano. Ma definirlo soltanto così sarebbe riduttivo.Andrea era un artista con la A maiuscola, una voce autentica e fuori dagli schemi, un appassionato di letteratura e di vita. Non era un uomo scontato, né amava le etichette: rifiutava l’omologazione, anche con sé stesso. Era sempre alla ricerca di qualcosa che potesse nutrire il suo gusto, il suo pensiero, la sua necessità di esprimersi”: inizia così il ricordo di Selenia Erye giornalista e amica personale di Andrea Guerra, autrice di un’intervista per Diari Toscani uscita in occasione della pubblicazione del suo primo libro. Così prosegue il ricordo di Selenia. “Amava la vita in tutte le sue sfaccettature, la osservava in silenzio, con profondità. Non cercava il centro dell’attenzione. Scriveva per bisogno, non per mostrarsi. Non amava le interviste, era schivo ma mai chiuso. Ricordo ancora quando ci sentivamo per parlare dei suoi progetti, delle case editrici, delle nuove idee. Una volta mi disse: «Selenia, hai mai pensato di uscire dalla tua zona di comfort? Cambia genere, prova a cimentarti in qualcosa di nuovo.» Quelle parole mi colpirono. Gli risposi che non ero brava come lui. E lui, con quella sua sincerità tagliente e priva di fronzoli, mi fece riflettere. Era così Andrea: crudo, diretto, ma sempre vero. Porterò con me il ricordo del suo sorriso, del suo altruismo discreto, delle sue presentazioni piene di arte e bellezza. E soprattutto dell’amore profondo e silenzioso che nutriva per la donna che gli è stata accanto da sempre. Oggi Andrea ha perso la vita in mare, in quel mare che amava tanto. Lascia un grande vuoto in chi lo ha conosciuto, letto, amato. Ma continuerà a vivere nei suoi scritti, nei ricordi di chi gli ha voluto bene, nei suoi genitori e in quella donna che ha camminato con lui.
Ciao Andrea, ragazzo buono.
Hai vissuto una vita che valeva davvero la pena di essere vissuta.
