Oggi vorrei cominciare ad occuparmi di un curioso ciclo di volti che la Via Carriona e le zone limitrofe portano impressi in grande abbondanza, sugli stipiti delle proprie porte. Comincio da questo, innanzitutto perchè è, incidentalmente, contrassegnato dalla scritta “Marco“, ma anche perchè ritrae una testa che indossa un basco, e, proprio oggi 14 giugno, si festeggia il compleanno di quell’Ernesto Guevara cui l’amministrazione locale ha recentemente dedicato un monumento -un unicum in tutta Italia- lungo la Via del Baluardo. E nell’immagine di Guevara più celebre in assoluto, ripresa anche nell’opera nostrale e ritratta dal fotografo cubano Alberto Korda, nonché resa ulteriormente mitica da una tradizione infinita di bandiere, magliette, adesivi, spille e murales, il nostro uomo indossa, per l’appunto, un basco.
Il basco, tuttavia, era indossato anche in altri ambiti: Severino Varela, uno dei calciatori uruguaiani più prolifici degli anni trenta e quaranta del XX Secolo, soleva sfoggiarlo sempre, durante le partite ufficiali. Ma, ancor prima, il basco era considerato il copricapo distintivo del mestiere di pittore. Ciò è particolarmente calzante, se pensiamo che fu proprio un pittore, l’argentino Ciro Bustos, a prendere parte, assieme allo stesso Guevara, ai movimenti di guerriglia in Argentina e Bolivia durante gli anni ’60.
E fu proprio il medesimo pittore, ad essere, in seguito, accusato di aver fornito informazioni all’esercito boliviano e alla CIA, che permisero loro di localizzare e combattere le forze sotto il comando di Che Guevara, nonché di giungere alla cattura di quest’ultimo, sebbene Bustos abbia sempre negato queste accuse. Sia quel che sia, ad ulteriormente ingarbugliare la matassa torna buono pure quel “Marco” che sta scritto sotto il volto in oggetto: nome che mi ha colpito perchè, casualmente, è pure il mio😅.Tuttavia, quel nome compare anche in quello del pittore guevarista di cui parlavamo poc’anzi, che all’anagrafe era, infatti, Ciro Roberto Bustos… Marcos!
Quanta storia in un sol volto, che potete rinvenire presso il Civico 6B della Via Carriona. Sia che pensiate che anch’esso celebri l’Ernesto, oppure siate convinti che sia dedicato al pittore Bustos, suo presunto traditore, recatevi al suo cospetto. E sappiate che il 14 giugno, è il compleanno pure del maestrone emiliano Francesco Guccini, che, proprio alla vicenda umana del Guevara, dedicò una delle sue canzoni.
“…Che Guevara era morto.
In quel giorno d’ottobre, in terra boliviana,
era tradito e perso Ernesto “Che” Guevara.
Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza,
perché con lui era morta la nostra speranza …
Che Guevara era morto
ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero
nel mondo rimaneva “.

