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Diari Toscani

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Ma i diavoli non riposano mai?: incontro con Claudio Gabelloni

DiSelenia Erye

Set 7, 2023

Le persone arrivano nella vita degli altri in maniera non casuale: ognuno porta con  sé sempre qualcosa. In una notte estiva ho avuto il piacere di conoscere un uomo, un poeta ed un cantautore dal grande carattere.  Ho ricevuto in dono il romanzo  “Ma i diavoli non riposano mai ?” Pav edizioni, del grande cantautore Claudio Gabelloni. È stata una vera sorpresa, per me.  Difficile descrivere questo artista, nato a Carrara, con poche parole: abile nel cimentarsi in diverse arti, uomo capace di destreggiarsi tra la composizione poetica, la creazione di testi musicali e opere letterarie. Innumerevoli le sue collaborazioni con i grandi della musica, due, tra cui  Cristiano De Andrè e Francesco Gabbani. Ascoltarlo parlare fa nascere molte domande, perché ha una dialettica formidabile e conquista l’attenzione con i suoi aneddoti e le sue conoscenze. Claudio Gabelloni è stato vincitore della targa speciale del premio Ciampi, vincitore del premio Castruccio e del premio Lunigiana in arte. Finalista al premio Lunezia. Ha pubblicato tre raccolte di poesie e un lungo racconto intitolato “Io, lo skipper e Fabrizio De André” (Meiattini editore).

Ma i diavoli non riposano mai? è la sua ultima fatica: un libro dal linguaggio forte ed accattivante, capace di farti immergere immediatamente nella storia. Immedesimarsi nei protagonisti della narrazione non è così difficile. Il protagonista è l’investigatore Cinisi  che si muove in un intreccio di rapporti familiari, di forti reazioni, di una figlia ribelle e di un caso spinoso da risolvere. Esce fuori la natura umana, il disagio di un lavoro che inizialmente può apparire poco rilevante, ma che si riscatta con il passare del tempo. La percezione della propria vita può mutare in attimo, tutto può assumere una nuova dimensione inaspettata, l’ordinario può divenire straordinario. Il destino è scritto, ma resta celato, possibile da scoprire solo vivendo. Un libro da leggere tutto d’un fiato, un tono graffiante e disilluso, una penna speciale che lascerà il segno.

L’uomo che ho conosciuto quella notte estiva è lui: Claudio Gabelloni.