• Ven. Giu 9th, 2023

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L’8 Marzo è la “Giornata internazionale delle donne“, giornata istituita in seguito alle lotte dei movimenti femminili, iniziati nei primi anni del Novecento. Comunemente definita “festa”, la giornata dell’8 marzo, in realtà, ha come scopo la riflessione sulle battaglie svolte,  vinte e non, dell’universo femminile.

Viene quasi spontaneo pensare che, per essere ancora più forte e sensata, questa giornata dovrebbe essere celebrata non sono dalle donne, ma anche, e soprattutto,  dagli uomini che, parlando di parità di genere, dovrebbero essere in prima linea tutti i giorni dell’anno. Sì, perché certe battaglie per essere vinte, hanno bisogno di tutti. Certe battaglie riguardano tutti.

Penalizzare qualcuno è un reato, forse uno di quelli più infimi. Denunciare l’ingiustizia derivata dal divario, ancora presente, tra uomo e donna è un diritto ed un dovere. Ognuno lo dovrebbe fare, come può, anche con  piccoli gesti.

 Esistono, poi, persone, come i ragazzi della Faida, una  band di cinque rockettari belli e grossi, ed esiste l’arte: esiste la musica. Citando le parole del bassista, Lexy: “Il femminismo punta ad un cambio radicale della società. L’8 Marzo ha senso per pensare e superare il modello femminile e il modello maschile imposto, non è una festa inutile se punta alla commemorazione ancora più forte”.

Durante l’estate del 2022, ho intervistato tutti I ragazzi della Faida, ancora una volta. Un giorno, quando stavo per andare via, ho assistito ad una scena inusuale: dopo un accurato makeup, Ivan e il batterista Scar si aggiravano per il loro covo con addosso degli abiti da donna. Qualche tempo dopo, online, uscì il video di “Sono una Donna“. Il brano è la cover, con un insolito aggiornamento di testo, del brano di Roberto Vecchioni “Voglio una Donna”. Il pezzo originale pone l’accento su una serie di cliché, raccontando di un mondo, in cui l’uomo non cerca una donna impegnativa, ma una donna che indossi la sua gonna senza pretendere di avere dei ruoli decisivi nella famiglia e sul lavoro.

E in quel momento, ecco  l’intuizione di Lexy e Ivan, illuminati dal fatto che, sostituendo il verbo “voglio” con “sono”, la canzone assumeva una piega interessante.

La donna, con la Faida, è la protagonista assoluta della versione alternativa di questo celebre brano. Il messaggio che la band porta è, ancora una volta , forte e chiaro e la decisione di vestirsi da donna è un tributo di non poco conto. Ancora oggi Lexy mi spiega: “La scelta richiama la visione dissacrante e provocatoria del rock, dichiara vicinanza alle donne e alla parte femminile che ognuno di noi ha, denunciando anche la problematicità attuale della mascolinità tossica”.

Mi permetto di dire, e lo dico da donna, che veder sorgere una nuova canzone da un classico di un grande cantautore come Vecchioni, mi ha colpito molto e il messaggio che la band aveva deciso di trasmettere, l’ho colto e apprezzato. Ironici ma sottili, tutti nel video parlano a nome di una donna che sa ciò che vuole, non nasconde la sua femminilità e non fa segreto della sua voglia di rivalsa. “Sono una Donna” non è solo da sentire, ma anche da guardare. Ogni componente della Faida mette la propria attitudine rock a servizio di una tematica ancora oggi estremamente importante. Quella che si vede e si sente in questo loro lavoro altro non è che una donna libera, così come dovrebbe essere.

Link al brano