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Arresto di Matteo Messina Denaro: il plauso del presidente del consiglio comunale di Firenze, Luca Milani

DiSilvia Meacci

Gen 18, 2023

Dopo 30 anni di latitanza, è stato arrestato Matteo Messina Denaro. Chiamato “u siccu” o “Diabolik”, è stato uno dei boss più pericolosi di Cosa nostra. Gli inquirenti sono riusciti a trovarlo attraverso meticolose intercettazioni. Dopo esser venuti a conoscenza della sua malattia, le indagini si sono infittite e grazie ai dati registrati dal ministero della salute sui malati oncologici, si è arrivati al superlatitante che, sotto falso nome, stava per fare una seduta di chemioterapia in una delle cliniche più conosciute di Palermo.

Un’operazione, quella dei carabinieri del Ros – spiega il presidente del consiglio comunale di Firenze, Luca Milani molto importante anche per la nostra città. Il boss di Cosa Nostra, infatti, organizzò, oltre ad altre, la strage di via dei Georgofili dove morirono le piccole Nadia e Caterina Necioni, la loro mamma Angela, il loro babbo Fabrizio e lo studente Dario Capolicchio e provocò 48 feriti, oltre ad ingenti danni alle opere d’arte. Un plauso alle forze dell’ordine da parte di tutto il consiglio comunale – conclude – con l’auspicio che si riesca a far luce su quella strategia terroristica che colpì il cuore di Firenze”. 

Era il 27 maggio 1993. All’una e sette minuti di notte, in via dei Georgofili, nei pressi degli Uffizi, 277 chili di tritolo, fatti esplodere su un Fiat Fiorino, provocarono morte, angoscia e terrore. La stessa Galleria degli Uffizi e il Corridoio vasariano ebbero gravi danni. “Nessun rispetto per le persone, vittime innocenti, né per il patrimonio storico e artistico del cuore di Firenze – disse Valdo Spini, allora ministro dell’ambiente – finché non verranno eliminate le mafie, nemico insidioso e infido, l’Italia non potrà godere di pace e stima“.

Gli uomini che in quegli anni attivarono le autobombe a Firenze, per conto della mafia siciliana, così come i terroristi che presero parte all’attentato a Maurizio Costanzo, all’attacco in via Palestro a Milano e a quelli nei pressi della basilica di San Giovanni in Laterano e della chiesa di San Giorgio in Velabro a Roma, volevano costringere lo stato a far marcia indietro sul carcere duro per i boss mafiosi, sull’ergastolo e sulla legge sui pentiti.

Il processo si aprì a Firenze nel novembre del 1996 e si chiuse in cassazione nel maggio del 2002 con pesanti verdetti per gli esecutori materiali. 

Ora, anche se dopo tantissimo tempo, un mandante è stato arrestato. Il nuovo anno si è aperto con un successo della giustizia. Il 16 gennaio 2023 sarà ricordato. Rappresenta una rivalsa nei confronti delle tante vittime di mafia.

Foto di Silvia Meacci