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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Le persecuzioni dei cristiani in Africa e non solo…

DiStefano Guidaci

Dic 12, 2022

Generalmente, quando si parla di persecuzione dei cristiani, il principale riferimento storico è legato agli eccidi perpetrati da alcuni imperatori romani, iniziati con Nerone nel 64 d.C. e proseguiti fino al 311 d. C. con l’Editto di Nicomedia. Nel corso dei secoli, purtroppo, anche i pagani, però, sono stati oggetto di soprusi e vessazioni da parte dalla Chiesa antica.

Oggi che ovunque si parla di pace, non dovrebbero più esistere persecuzioni per motivi religiosi, anche perché poco si crede e ancor meno si parla di quanto accade nel mondo a tale proposito. Sfortunatamente, visitando molte nazioni in Africa, negli ultimi 15 anni, mi sono fatto un’idea assai differente da quella che i mass media più diffusi, propinano.

Nel 2013, mi recai a Maputo, la capitale mozambicana, per un progetto della Croce rossa internazionale, a cui collaboravo. L’accoglienza fu molto ospitale e, in pieno stile africano, fui trattato come una persona speciale. L’idillio con quella comunità terminò quando, la domenica, mi recai ad assistere alla messa, e, al termine di questa, trascorsi alcune ore con i giovani del locale oratorio. Entrando nella sala adibita, li trovai inginocchiati a pregare per una ragazza della loro comunità, che era stata rapita pochi giorni prima. I coetanei della giovane mi raccontarono che, spesso, le donne e le ragazze cristiane in Mozambico, devono fronteggiare la possibilità di subire molestie sessuali, stupri e matrimoni forzati con militanti islamici. Le famiglie musulmane, che hanno il costante sospetto che le donne possano convertirsi al cristianesimo, tentano, in tutti i modi, di costringerle a sposare un uomo musulmano, in modo da non essere più coinvolte nelle attività di chiesa. Quei ragazzi sostenevano, inoltre, che il rapimento era, sempre più spesso, utilizzato come strumento per violare la libertà religiosa, ed era diventato un problema cronico. Le donne rapite possono essere impiegate in lavori forzati, oppure costrette a sposarsi. Aska, la loro amica, era coinvolta in una simile situazione e loro non potevano altro che pregare per lei. Mi dissero, poi, che, negli ultimi anni, nella loro zona, era presente anche un noto gruppo estremista, che aveva legami con lo stato islamico e che la presenza di cartelli della droga, in alcune aree, stava rendendo difficile la vita dei cristiani, specialmente quella di giovani che, come loro, erano collaboratori di chiesa. Ritornai assai scosso da quella esperienza, e, nei due anni successivi, seppi da altri volontari della Croce Rossa che si erano recati in Nigeria ed Eritrea, che, in Nigeria, la violenza interreligiosa era un conflitto sociale, sviluppatosi già a partire dal 1953 e che vedeva contrapposte milizie di fanatici islamici e cristiani, in un conflitto in corso ancora oggi. Gli islamici lottano per l’inserimento della Shari’a in tutti le regioni nigeriane a maggioranza islamica, mentre i cristiani lottano per opporsi all’avanzare delle violenze anticristiane. I miei colleghi conclusero, affermando che i cristiani uccisi per la loro fede, in quel paese, erano più numerosi rispetto a quelli di qualsiasi altra nazione.

Gli attacchi violenti condotti da Boko Haram, dai pastori militanti di etnia Hausa-Fulani, (affiliati all’ISIS) e da altri gruppi estremisti islamici sono comuni nelle aree settentrionali e centrali del paese, e stanno anche iniziando ad estendersi nella parte meridionale della Nigeria. Per quanto riguarda l’Eritrea, mi fu raccontato, addirittura, che i cristiani, che fanno parte delle denominazioni non ufficiali, erano costretti ad affrontare la persecuzione più severa nella nazione, operata sia dal governo sia dalla Chiesa Ortodossa Eritrea. Essa è l’unica denominazione riconosciuta dal governo, ed è strettamente controllata da coloro che sono al potere.

In molte zone le forze di sicurezza governative controllano le telefonate e le attività e conducono innumerevoli operazioni che prendono di mira i cristiani, sequestrando materiale cristiano e danneggiando le comunità familiari. I cristiani possono essere arrestati e imprigionati senza processo.