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Caro bollette, parlano gli esercenti: situazione invivibile, così non possiamo andare avanti

DiVinicia Tesconi

Set 17, 2022

La mazzata è arrivata con le bollette di luglio e di agosto ed è solo l’inizio di quello, che la maggior parte dei titolari di attività commerciali, ha già definito un bagno di sangue. Cifre pazzesche rincarate in maniera quasi esponenziale: un problema che giunge al termine della crisi economica causata dalla pandemia e, quindi, investe un tessuto commerciale e imprenditoriale già molto provato. Sono in tanti e in continuo aumento, quelli che sono costretti a chiudere le serrande. Il problema dei rincari energetici è all’odine del giorno di ogni intervento politico sin dallo scoppio della guerra in Ucraina, ma, nessun intervento effettivo per arginare il problema è ancora arrivato dal governo. E allora si è rimessa in moto la macchina del IOAPRO, partita a gennaio del 2021 per fare sentire la voce e dare sostegno alle imprese vessate dall’eccesso di limitazioni antipandemia e organizzata da Confederazione Imprese per l’Italia, che proprio il 15 settembre, ha rilanciato la protesta degli imprenditori con l’iniziativa IOCONTESTO, che sta già raccogliendo un numero sempre più grande di adesioni.

Catia Apostolo collabora nell’impresa di famiglia gestita dalla figlia, nel settore dell’abbigliamento femminile ed ha un negozio a Lucca: “Abbiamo aperto sette anni fa e la situazione delle bollette è sempre stata pesante, infatti abbiamo cambiato diversi gestori, finendo spesso dalla padella nella brace. Ci siamo sempre attestati su bollette mensili intorno ai 200 euro, fino ad agosto quando è arrivata una bolletta di 350 euro. Abbiamo il condizionatore, ma, questa estate si è rotto e devo dire per fortuna, perché avrebbe fatto alzare ancor di più la bolletta. E a tutto questo vanno aggiunte anche la bolletta di casa che ha toccato i 450 euro: io non ho più strategie per affrontare questa realtà. Ho ricevuto l’inviato ad aderire a IOCONTESTO e mi sto muovendo per farlo”.

Un aumento del quadruplo è quello che ha registrato City Life Caffè di Milano di cui ci parla la titolare, Paola Barbati: “Ci stanno obbligando a fare scelte estreme: o paghiamo luce o paghiamo l’affitto, tenendo conto che dobbiamo anche pagare gli stipendi ai ragazzi che lavorano per noi. Non ce la possiamo fare, non c’è via d’uscita. Si può tentare di accordarsi con il proprietario dei locali per l’affitto, ma anche quella è una soluzione che rimanda solo di poco il problema. Sono già due le bollette aumentate, che abbiamo ricevuto, per un consumo di 200 chilowatt, rimasto sostanzialmente invariato. Prima avevamo prezzi calmierati, anche perché abbiamo una cucina in cui tutta l’attrezzatura è elettrica. Siamo passati dagli 869 euro del luglio 2021 ai 3749 del luglio 2022. La bolletta di agosto è arrivata ieri: come ogni anno ad agosto siamo stati chiusi tre settimane e dai 549 siamo passati ai 1680 per una sola settimana di lavoro. Possiamo metterci in conto di aver usato un po’ di più l’aria condizionata, dato il caldo record dell’estate appena passata, ma il consumo di corrente non si è alzato di molto e non giustifica l’aumento dei costi”. Soffoca un singhiozzo, Paola Barbati, nel ricordare che dopo 50 anni di lavoro nella ristorazione lei e il marito sono stati costretti a spegnere alcuni frigoriferi per abbattere i costi insostenibili delle bollette: “Stiamo valutando la possibilità di comprare cibo da fuori e non usare più la nostra cucina, perché ci costa meno”. Anche per lei, ai costi stratosferici della sua attività si aggiungono le bollette da capogiro relative alla sua abitazione: 549 euro a luglio 2022 contro i 98 dell’anno precedente. “Ho aderito subito a IOCONTESTO e sto già pubblicizzando l’iniziativa presso l’associazione partite Iva della Lombardia. È stato calcolato che le sole partite Iva lombarde, che sono il 27 per cento del totale italiano, contribuiscono per l’84 per cento alle entrate nelle casse dello stato. Se decidessimo di unirci in un azione comune per non pagare più lo stato si verificherebbe una catastrofe economica. Per questo dobbiamo fare unione e trovare una soluzione insieme. Le notizie, come quella di ieri, di 700 milioni di euro che il senato ha deciso di stanziare per l’Ucraina o come quella che ha confermato che Eni, ente nazionale di produzione di energia elettrica, non paga le tasse in Italia, ma in Olanda, veramente, a noi che siamo in tali difficoltà, fanno cadere le braccia”.