• Mer. Ott 5th, 2022

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Le donne creano, non si fermano: Susanna Salvaggio, la fabbricante di cuori

DiSilvia Ammavuta

Lug 20, 2022

È con una luce brillante che entra dalle finestre affacciate sulle colline di Vinci, che Susanna Salvaggio racconta il suo diario di un mestiere, la stessa brillantezza che c’è nella sua voce: “Ho avuto la gioia di fare un mestiere che, per venti anni, mi ha portato per il mondo: seguivo la produzione di accessori di moda”. Anche la sua maternità a 40 anni la descrive come un “viaggio stupefacente”. Un lutto e dopo poco la separazione dal compagno, interrompono la sua vita immensamente gratificante, il viaggio si arresta e la mette nella condizione di doversi reinventare una vita a 50 anni, mentre è in pieno stravolgimento, sotto gli effetti di una menopausa incalzante, che le modifica umore e corpo e una diagnosi di fibromialgia, giusto per non farsi mancare niente, che la sottopone a continue sofferenze fisiche. Capisce che deve reagire per sé e per suo figlio e inizia a usare le mani. Il primo pane di creta rossa è il biglietto per il suo nuovo viaggio fatto di bellezza, creatività e manualità. Inizia così a dare vita ai primi gioielli e ai primi complementi di arredo fatti esclusivamente a mano, l’unico strumento che usa è il mattarello da cucina. E sperimenta. Sperimenta senza sosta le proprie mani e quelle terre rosse, bianche e grigie, cristalline e smalti vitrei e, mentre assapora il loro influsso benefico su sé stessa, viene a conoscenza del fatto che alcuni microrganismi trovano il loro habitat naturale proprio nella porosità della creta, portando benefici all’ambiente e alla persona. Studia, fa ricerca, si appoggia a studi già fatti, e integra nelle sue creazioni speciali microrganismi composti di fermenti probiotici, un connubio di estetica e principio biologico. Inizia così il suo nuovo viaggio, si chiama “Ceramica Benefica Vibrazionale” le cui strade sono vibrazioni energetiche positive che producono effetti benefici sulle persone e sull’ambiente.

Inizio a chiedermi il perché di quella K, Klei Vinci, il nome del marchio dei suoi manufatti: Vinci, lo evinco, pardon per il bisticcio di parole, dal luogo dove lei vive, ma il senso della K mi sfugge: “K sta per ceramica – spiega Susanna – vengo da un percorso linguistico e la parola Klei non è altro che la trasposizione fonetica di clay: creta in inglese“. E io che, quando si parla di energie positività e benefici, mi arrovellavo per capire quale significato intrinseco avesse quella K…

Susanna è coccolata dalla visione fuori dalle finestre, dalla musica jazz e dai muri in pietra della sua abitazione: tutto ciò che la circonda è fortemente integrato con l’atto creativo.

Mi porge un cuore, rosso vivo, lo definisce un cuore iconico, rappresentativo di concetti ampi come quello dell’amore, della forza: “è un manufatto estetico e terapeutico, energizzante” dice.

Mi chiedo se questo cuore rappresenti una parte della sua storia. Un cuore, il suo, che abbia palpitato nell’esatto istante in cui ha tagliato il cordone ombelicale, che la teneva avvinta alla sua precedente vita, per incamminarsi, con i battiti di una vita, che rinasceva. Ho la conferma, quando afferma che è stato in piena pandemia che il concetto Klei Vinci ha assunto il profilo desiderato e si è trasformato in un laboratorio, dove, ogni giorno, idee e progetti si uniscono alla forza espressiva, alla determinazione e alla complicità di chi vi ruota intorno.

Gesto folle per alcuni, atto di coraggio per altri.

Quando il gioco si fa duro noi donne iniziamo a giocare. Quando eventi epocali come guerre e pandemie ci paralizzano, noi donne non ci fermiamo e creiamo: con le mani, con la mente, con il cuore e con tutta l’energia creatrice di cui madre natura ci ha fatto dono”. Perché la bellezza cura il mondo.

Foto per gentile concessione di Susanna Salvaggio