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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

L’aristocrazia delle cactacee: l’Agave

DiCristina Maioglio

Apr 9, 2022

Il nome risale al 1753 quando Linneo, botanico e medico svedese, classificò il genere col termine greco ἀγαυός, che significa “nobile”. L’Agave è tra le più note e imponenti tra le succulente ed è particolarmente longeva, tanto da essere chiamata anche “century plant”. La principale caratteristica sono le foglie carnose, coriacee e di grandi dimensioni con spine sui bordi e una spina apicale legnosa che può raggiungere anche i cinque centimetri di lunghezza. È una pianta perenne che cresce come un cespuglio, di colore tra il verde chiaro e il grigio. Può raggiungere i due metri d’altezza anche se ciò avviene nell’arco di 20 o 30 anni, perché ha una crescita molto lenta. La fioritura, caratterizzata da piccoli fiori bianchi a forma di campana, è il segno della fine della pianta: dopo la comparsa dei fiori, infatti, la pianta muore. L’Agave è originaria del centro America, dal sud degli Stati Uniti al Messico. Fu Cristoforo Colombo a individuare la prima specie di Agave, poi divenuta nota agli occidentali, sull’isola di San Salvador nelle Bahamas. L’Agave venne importata in Europa nel ‘700 come pianta ornamentale, ma oggi è diffusa in tutto il Mediterraneo, il cui clima le si confà particolarmente, in alcuni paesi dell’Africa e dell’Asia, in fascia tropicale. In origine, subito dopo l’importazione in Europa, l’Agave venne denominata Aloe americana per la forte somiglianza con la pianta dell’Aloe, che, però è originaria dell’Africa.

Esistono circa 280 specie di Agave. La pianta richiede terreni ben drenati ed esposti al sole. Può essere coltivata anche in vaso ma in genere la si trova in giardini rocciosi. Predilige il caldo e il secco, ma alcune specie si sono adattate ai climi più freddi, anche se è necessario proteggerle dal vento. È importante controllare che il terreno in cui cresce l’Agave sia per metà sabbioso e quindi si deve annaffiare la pianta in maniera regolare, specie in estate, per mantenere sempre umido il terreno.

Anche l’Agave, come l’Aloe, ha proprietà terapeutiche naturali: è usata come rimedio per stitichezza e ulcera, ha effetto emolliente e rinforza il sistema immunitario, regolando i livelli di zucchero e colesterolo. Ha un’azione preventiva contro diabete, osteoporosi e obesità. Nelle sue foglie contiene la vitamina A, le vitamine del gruppo B, la vitamina C, la vitamina D e la vitamina K. Lo sciroppo o succo d’Agave è usato anche come dolcificante naturale. Le foglie, inoltre, vengono usate per fabbricare corde, abiti e carta ed è, sin dai tempi degli Aztechi, un ingrediente di bevande la tequila, il pulque e il mezcal.

Il suo ciclo vitale che prevede la morte dopo la fioritura ha portato a identificare l’Agave come simbolo dell’amore struggente e disperato.

© Foto di Cristina Maioglio