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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

“Mi manca respirare senza sentire l’odore di gel igienizzante ovunque…”

DiDiari Toscani

Apr 4, 2022

di Enrico Benetti classe I B liceo classico Emanuele Repetti di Carrara

Da due anni a questa parte, le vite di tutti noi sono cambiate a causa dell’emergenza sanitaria. Ciò che prima era “normale” e quotidiano sembra adesso un ricordo distante, come una cartolina bella, però scolorita dal tempo. Il virus ha riempito le nostre vite, contagiando, non solo i nostri sistemi immunitari, ma infettando, anche, i nostri pensieri e la nostra socialità. Quarantene, tamponi e mascherine hanno alimentato in tutti gli esseri umani un senso di incertezza, paura e smarrimento. Quante cose sono cambiate e chissà quando torneranno ad essere come prima.

Come il giovane poeta Leopardi che, guardando la siepe, pensava a cosa ci fosse oltre, così anche io, mentre immergo lo sguardo nella vastità di un giardino o nella profondità del mare, penso a tutte le mancanze che ho accumulato in questo periodo di lontananza, ma insieme sento nascere dentro di me un desiderio di innocente evasione. Mi manca fare sport, andare al cinema con i miei amici o respirare liberamente senza sentire odore di gel igienizzante ovunque. Mi piace stare a contatto con le persone e non mi diverto più a fare videochiamate o giochi online.

Spero che la scuola rimanga un posto sicuro, perché non vorrei fare, ancora, le lezioni a distanza: si fa fatica a seguire, la connessione internet spesso salta e non c’è un dialogo vero tra i compagni. Ormai sono un ragazzo abbastanza grande e quindi il mio desiderio per questo 2022 è di poter tornare ad avere una vita “in presenza”. Se chiudo gli occhi mi scorrono nella mente, a velocità raddoppiata, tantissimi momenti, sia atroci che dolcissimi: il pianto dei medici, le notizie strazianti al telegiornale e le centinaia di vittime innocenti, ma anche il primo abbraccio ad un amico dopo mesi di distanza, il libero respiro all’aria aperta senza mascherina, la tanto desiderata cena in compagnia.

Il regalo più grande e più bello che il 2022 potrebbe fare a me e a tutte le persone che abitano la Terra è quello di sconfiggere questo virus, allontanare il contagio e riportare al suo posto, il contatto. Il desiderio di tutti gli uomini è quello di riabbracciarsi liberamente e dal vivo. Non più giornate a distanza o telematiche, ma una vita dove si possa stare vicino alle persone a cui vogliamo bene.  

Questo maledetto virus è misterioso, mutante come un mostro di fantascienza e invisibile come uno spettro, ma noi uomini possiamo sconfiggerlo con tutti i mezzi che abbiamo, dalla medicina, al rispetto delle regole. E, infine, possiamo aiutarci a vicenda a ritrovare la solidarietà e a non aver paura grazie ad un mezzo eterno e accessibile a tutti: la letteratura.

Anche l’Iliade, il famoso poema omerico, la prima opera della letteratura occidentale, inizia con una terribile pestilenza che sta facendo una carneficina di animali e di uomini nell’accampamento acheo. Gli eroi greci, allora, si riuniscono a consiglio e insieme elaborano strategie. Solo lavorando insieme, infatti, si può vincere.

Anche noi, come i protagonisti del mito greco, ci siamo ritrovati improvvisamente davanti ad un improvviso nemico che ha causato stragi sociali, economiche e psicologiche. E proprio come gli eroi omerici adesso anche noi dobbiamo agire con coraggio, speranza e forza: i virus fanno parte dell’ecosistema terrestre proprio come gli esseri umani, ma noi possiamo pensare e agire per trovare un equilibrio tra noi e loro in modo che non ci siano pericoli nella condivisione della vita. Fortunatamente, negli ultimi mesi, sembra che la pandemia stia svanendo, ma servono ancora gli sforzi di tutti, medici, politici e comuni cittadini per poter riavere la piena libertà.

Chissà se l’essere umano, dopo questa atroce esperienza, avrà imparato qualche lezione: cosa è il rispetto delle regole, quali sono i veri valori, la semplicità delle piccole cose e l’equilibrio tra l’uomo e la natura.

A volte, lo ammetto, mi viene il nervoso se penso che questo tempo ci è stato “strappato” via. E ognuno di noi, sia adulti che giovani, ne ha subito le conseguenze. Per gli adolescenti come me, abituati ad una vita frenetica e fuori casa, è stato difficile gestire lo stress da isolamento e ritrovarsi a fare tutte le attività prima all’aperto, di colpo, tra quattro pareti.

Ma mentre il mondo fuori cambia, si modella e si trasforma, anche io mi adatto ai diversi eventi, faccio nuovi pensieri e cresco. Tutto si rinnova e mi rinnovo anche io, ma qualcosa dentro di me rimane identica: la voglia di vivere, di stupirmi, di conoscere, di amare.

Il coronavirus può portarsi via qualche attimo di gioia, ma non può portare via quello che io ho dentro.

La lezione più importante che ho imparato in questo tempo è che non servono tante cose per essere contenti: sembra una considerazione banale e invece proprio perché è così semplice è vera.

Una passeggiata nel verde, una compagnia di buoni amici, una risata a squarciagola, cucinare tutti insieme, rivedere una persona dopo tanto tempo: piccolezze che però sono capaci di far nascere un sorriso.

Ogni giorno che passa sento che posso ricostruire ciò che ho perso e che i vuoti lasciati dalla pandemia li posso riempire di nuova felicità.