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Massa: Antona, il paese dei presepi

DiVinicia Tesconi

Gen 3, 2022

La tradizione è giovane, l’origine risale a una decina di anni fa, ma il suo effetto è potente e, forse per la sacralità dell’oggetto, è riuscita già anche a compiere il miracolo di mettere d’accordo un intero paese, Antona, sulle colline di Massa, che risultava piuttosto diviso. Stiamo parlando di quella che ormai è diventata la tradizione dei presepi di Antona: un’usanza accolta da tutti gli abitanti del paese che, nel periodo natalizio, decorano con luci e installazioni, ispirate al presepe, l’esterno delle loro case. L’effetto è suggestivo, specialmente dopo il tramonto del sole: un paese con circa 150 abitanti e con una struttura che, già di suo, ricorda molto un presepe, che si replica in miniature della natività di Gesù, in un trionfo di luci e di creatività. Tutto è nato, quasi per caso, da un’originaria esposizione di opere raffiguranti il presepe, realizzate dalla scultrice massese Maria Giulia Cherubini, che vennero collocate in una delle più antiche case del paese: casa Piccianti, diventata meta di visite turistiche per il perfetto stato di conservazione delle suppellettili risalenti a varie epoche, a partire dal cinquecento. In breve, grazie all’entusiasmo di un gruppo di giovani del paese, l’iniziativa si è diffusa in ogni casa di Antona, dando origine a un fenomeno ormai in grado di richiamare molti visitatori. Ogni casa realizza un suo presepe all’aperto, oppure crea un decoro luminoso per dare più suggestione al percorso che si dipana tra le vie del borgo, la cui origine è attestata intorno all’anno Mille, ma che, con ogni probabilità, deriva da un nucleo iniziale stanziato nei boschi vicini, che risalirebbe, addirittura, alla preistoria. Antona era un borgo fortificato, sorto come presidio di controllo, perché la sua posizione, incastonata tra le montagne massesi e rivolta in faccia al mare, consentiva una perfetta visuale sia sulla pianura sottostante, sia sulla costa tirrenica. La struttura a ventaglio del paese venne pensata, appositamente, per creare un dedalo di piccoli vicoli in cui era facile smarrire la via o trovare un nascondiglio. Casa Piccianti, riaperta dopo 30 anni di chiusura grazie al passaggio di proprietà, è diventata il museo di Antona ed anche il luogo da cui è partita l’usanza nuova, dal sapore antico, dei presepi. Pur non essendo ancora pubblicizzati in maniera istituzionale, i presepi di Antona hanno accresciuto la loro notorietà con il passaparola e hanno richiamato un pubblico sempre crescente, fermato, solo temporaneamente, dalla pandemia. Le installazioni sono oltre 40 e variano per composizione e per dimensioni: dal grande presepe collocato nella piazza del paese a quello in terracotta lasciato in dono dalla scultrice Cherubini, a quello in zona Canale di grande impatto suggestivo, fino a tutti quelli più piccoli che decorano ogni abitazione, senza dimenticare la Natività in terracotta invetriata di Benedetto Buglioni, risalente al 1530 che si trova all’interno della chiesa del paese dedicata a San Geminiano. La passione per i presepi e l’impegno in una forma di abbellimento del borgo hanno determinato il consolidarsi di una nuova identità comunitaria per gli abitanti di Antona che, da anni, non si ritrovava. L’esposizione dei presepi di Antona parte l’8 dicembre con la benedizione data a ciascuno di essi dal parroco e dura fino al giorno dell’Epifania.

© Foto di Cristina Maioglio