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Ortonovo e la torre rotonda di Paolo Guinigi

DiVinicia Tesconi

Dic 31, 2021

Ce ne erano più di 250, fra torri e campanili, nella Lucca del ‘300. La torre era, allora, un tipo di abitazione che potevano permettersi solo le famiglie più ricche ed era, principalmente, il simbolo della loro potenza, oltre ad essere una struttura che garantiva sicurezza dagli attacchi dei nemici. L’alto medioevo vide una vera e propria gara a costruire la torre più alta e più salda per rimarcare la gerarchia dell’ordine sociale. Non fu solo questo, tuttavia, lo scopo che mosse Paolo Guinigi, signore di Lucca a far costruire diverse torri nei territori sui quali governava. Guinigi fu un abile uomo d’affari, iniziato sin da giovanissimo alle trame del commercio con soggiorni a Londra e nelle Fiandre, riunì sotto il suo controllo sia l’impero della sua famiglia, sia l’eredità che veniva da Castruccio Castracani, sposando, in uno dei suoi diversi matrimoni, l’undicenne Maria Caterina Antelminelli, discendente di Castruccio, che, peraltro, morì subito dopo le nozze. Guinigi aveva saputo ben destreggiarsi in un’epoca di congiure e lotte fratricide, e agli inizi del ‘400 era riuscito a diventare signore di Lucca comprendendo nel suo dominio anche Ortonovo, Avenza, Carrara e Moneta, comprate dai Visconti e alcune terre della Lunigiana. Nel 1404, per dare una chiara dimostrazione del suo potere, Paolo Guinigi fece costruire la bellissima torre con il giardino pensile sulla sommità, che domina su Lucca e anche la torre rotonda di Ortonovo, che oggi è diventata la torre campanaria della vicina chiesa di San Lorenzo. Entrambe le strutture nacquero per ragioni di controllo del territorio, dal momento che entrambe assicuravano una vista panoramica molto ampia. Ad accomunarle c’era, poi, anche l’intento di Guinigi di realizzare opere che abbellissero i luoghi in cui si trovavano.

La torre rotonda di Ortonovo nel comune di Luni in provincia di La Spezia, che in origine apparteneva a un castello fortificato, è un torrione circolare a beccatelli sopra il quale si trova un tamburo che sorregge la cupola fatta a squame. Secondo racconti che hanno percorso secoli, era particolarmente amata da Guinigi che era solito salirvi con Ilaria del Carretto, la più amata delle sue mogli per la cui scomparsa fece costruire il bellissimo sarcofago in marmo scolpito da Jacopo Della Quercia e conservato nel duomo di San Martino a Lucca.

L’ultimo giro dell’anno crea un anello tra Toscana e Liguria. Si può parcheggiare nei pressi della chiesa di Santa Lucia, sopra Fossola, e si percorre la strada in salita fino al ripetitore. Lateralmente al decollo si prende il sentiero che scende a destra fino a raggiungere uno spazio aperto che non va oltrepassato. Si continua a tenere il sentiero sulla destra che arriva a Ortonovo proprio dietro la torre rotonda. Si può visitare il borgo e poi prendere la salita che conduce al santuario che si trova sulla sinistra per raggiungere il quale si passa lungo il Sentiero dei colombi che offre una vista panoramica molto suggestiva. Alla fine del Sentiero si ritrova la strada asfaltata che riporta alla chiesa di Santa Lucia.

© Foto e percorso di Cristina Maioglio