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Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Geoturismo e geoitinerari: tipologie di geoitinerari (3/5)

DiFederico Morelli

Nov 22, 2021

Le proposte di geoitinerario veicolate dall’offerta turistica vogliono associare percorsi a occasioni emozionali attraverso cui fare esperienza del territorio visitato. L’esperienza territoriale è conseguibile, a seconda delle particolari sensibilità della domanda turistica, mediante diverse tipologie di tracciato: attraverso gli itinerari sensoriali collegati al turismo enogastronomico, attraverso i percorsi tematici teatralizzati ispirati a figure dell’arte e della musica, attraverso i percorsi evocanti memorie collettive condivise, come La rete dei sentieri bivi legati ai luoghi della Resistenza, attraverso gli itinerari eventizzati, come i circuiti ciclistici di Ciclomundi, festival nazionale del viaggio in bicicletta, a Siena) e attraverso i percorsi, come quelli motociclistici, che individuano in passioni comuni l’elemento aggregativo. In riferimento al territorio, gli studi geografici propongono un’ulteriore articolazione distinguendo gli itinerari “reali” come le “strade a tema”, cioè quelle dotate di un proprio sistema di servizi che ne consente la fruibilità e che curano anche l’effettivo spostamento del turista lungo il percorso predefinito, dagli itinerari “virtuali”, cioè i percorsi di scoperta del territorio costruiti e diffusi dalla comunicazione e dall’editoria turistica online e cartacea, a quelli reali.

Altri criteri tipologici fanno riferimento alla configurazione formale (come itinerari ad anello, lineare, a margherita), alle modalità di fruizione organizzativa (itinerari auto-organizzati, individuali, guidati per gruppi) e al filo conduttore che lega i luoghi del percorso (itinerari a tema).

Tra i più importanti geoitinerari ci sono:
geoitinerari urbani, che si sviluppano all’interno dei centri storici. I loro elementi costitutivi sono il reticolo viario cittadino e il paesaggio urbano che fa da sfondo al percorso. L’obiettivo fondamentale nella elaborazione di un geoitinerario urbano è quello di far cogliere al viaggiatore l’unicità della città visitata, che deriva dalla sua identità culturale e dallo “spirito del luogo”. Il percorso di visita ne ricostruirà l’identità storica, artistica, e culturale snodandosi attraverso i suoi monumenti, le sue architetture, i suoi musei, i più suggestivi scorci del suo paesaggio urbano. Il percorso dovrà, in sostanza, attraversare piazze, luoghi di incontro, vie caratteristiche a testimonianza delle abitudini e dei valori degli abitanti, prevedere delle soste presso botteghe artigiane, negozi tipici, scelti perché espressioni della cultura materiale e gastronomica della città;
geoitinerari naturalistici concepiti per far scoprire ai visitatori la specificità dei diversi biomi e habitat e l’unicità di certi fenomeni di tipo geomorfologico. La diffusione di itinerari naturalistici come strumento di sviluppo turistico del territorio è riconducibile non solo a motivazioni strettamente naturalistiche ed ecologiche, ma anche alla diffusione di “nuovi turismi” legati all’espansione delle pratiche sportive all’aperto (trekking, mountain bike, canyoning), alla curiosità di sperimentare forme di mobilità alternative e allo sviluppo di nuove forme di turismo ambientale come il geoturismo, incontro tra geologia e turismo, che promuove percorsi attraverso cui il turista riconosce i segni dell’evoluzione geologica del territorio attraversato. In genere gli itinerari naturalistici si sondano all’interno di parchi e riserve naturali e quindi in un contesto ambientale tendenzialmente omogeneo. Sono itinerari brevi da percorrere in poche ore, o lunghi e suddivisibili in tappe, che utilizzano forme di viabilità alternative e di mobilità lente;
geoitinerari tematici: si tratta di percorsi che offrono una chiave di lettura di un territorio secondo un unico “tema” che funziona come filo conduttore degli elementi di attrattività selezionati. L’itinerario a tema non esprime, dunque, l’insieme dei valori identitari di un territorio, e quindi in senso stretto non è un geoitinerario, ma ne vuole essere e offrire una prospettiva di lettura originale, riferibile a tracce territoriali che rimandano a specifiche scuole artistiche, a episodi della storia locale, ai luoghi del potere o, come nel caso degli itinerari monografici, alla presenza di figure di personaggi della pittura, della letteratura e della musica e alle espressioni della cultura materiale. Esempio famoso di geoitineario tematico, sono le “Strade del vino e dei sapori”, qualificate come una specifica tipologia di geoitinerario, progettata per valorizzare i terroir, cioè le caratteristiche agronomiche identificative dei territori di produzione di prodotti agroalimentari che si avvalgono del riconoscimento Docg, Dop, Igp e Igt.

Fonti
Corna Pellegrini G. (2011), “Il viaggio come scoperta e conoscenza geografica”
Lemmi E. (2009), “Dallo spazio consumato” ai luoghi ritrovati, Milano, Franco Angeli
Lozato-GiotartJ.P. (2009), “Progettazione e gestione dei sistemi turistici”, Milano, Franco Angeli
E. Lemmi (2015), “Turismo e management dei territori”, Bologna, Patron Editore
Mancini S. “Miniere in Versilia”. Storia e Itinerari”, Pietrasanta, Petrartedizioni
Sorchiotti T. (2012), “La geolocalizzazione apre nuove prospettive al turismo”
E. Cohen, “The Tourist Guide”, “The Origins, Structure and Dynamics of a Role”
D. MacCannell, “Staged Authenticity, Arrangements of Social Spaces in Turist Settings”
http://gritti.provincia.venezia.it/turismo/geoitinerari.htm
https://www.capannori-terraditoscana.org/scopri/turismo-allaria-aperta/percorsi-trekking-pizzorne/

Prima parte.

Seconda parte.

Quarta parte lunedì 29 novembre.

© Foto di Cristina Maioglio